Di estremo pensavo di aver provato tutto. Mi sbagliavo, per fortuna. La novità si chiama 3000 metri in pista. Sette giri e mezzo. Ogni giro 400 metri. Tutto inizia alle 14.00. Parcheggio l'auto. Mi guardo intorno. Piove. Mi godo l'atmosfera. All'ingresso c'è un cartello. "Campo chiuso per Gare". Oggi ci sono gare di tutti i tipi. Mi avvicino al tizio che registra le iscrizioni. E' seduto dietro un tavolino da Picnic. E' vicino al traguardo. Mi domanda cosa voglio fare. Io rispondo 3000. Mi domanda il tempo. Ci penso un attimo e poi butto lì, istintivamente, un tempo. Mi consegna un pettorale. Vado negli spogliatoi. Mi cambio e inizio a scaldarmi. Ci sono. Iniziano le gare. Si parte coi 100metri, poi arrivano i 400metri. I 3000 sono l'ultima gara. Corro lento per scaldarmi, faccio gli allunghi, testo il corpo. L'attesa è l'attesa e questa è una Grande Attesa. Per i 3000 ci saranno due batterie. Vado a Bere. Rientro in pista e mi metto a chiacchierare con un tizio, mi parla della maratona di Padova. Dalla parte opposta sento il Presidente che urla il mio cognome. Dalla parte opposta della pista vedo un gruppetto di persone in attesa. Attendono me. Attendono la partenza della prima batteria dei 3000. Sì, mi hanno messo nella prima batteria. Corro spedito verso la partenza, in pratica mi sparo 200 metri a razzo. Arrivo e chiedo scusa. Ho già il fiatone prima di partire. Mi guardo e riconosco i volti. Questa gente poco fa parlava di tempi assurdi. Cazzo mi hanno messo nella batteria veloce. Non faccio in tempo a capire dove mi trovo, chi sono e perché, il commissario di gara alza il braccio, la pistola, spara il colpo. Pam. Si parte. Mi sento alle Olimpiadi. Premo sul cronometro in ritardo perché non ci sto capendo davvero più un cazzo. Sono troppo contento. Cerco di stare dietro il gruppo di testa. Posizionarsi nella scia, dentro la fila, è già la prima esperienza. Dietro di me un tizio mi respira sul collo e sento il suono dei suoi polmoni. Io sono già in trance. Primo giro. Primi 400 metri. Il cronometro segna 1'28''. Mancano ancora sei giri e mezzo. Io sono già alla frutta. Un solo pensiero, ora mi fermo. Mi ripeto, ok, ora accosta e ringrazia tutti per la simpatia. fermati e scusati con tutti, stringi la mano al Presidente e prometti pubblicamente di non presentarti mai più. Solo col coach al telefono, subito dopo, realizzerò di aver fatto i primi 400metri sono i 3'40'' al km. Una follia. Invece non mi fermo. Corro. Corro. Corro. A perdifiato. Il rosso che non è un rosso della pista è sotto me. I suoni. La corsia. La traiettoria stretta. Le falcate. Le curve. Dietro il tizio, fiata, ansima, sembra stia per morire. Anch'io. Io sono già morto. Sono a fondo scala. Sono altrove e soffro. Non ho neanche lo spazio mentale per prendere i tempi intermedi. Corro. vado. Spingo. Ricordo gli applausi al passaggio sul traguardo, ricordo il numerino in alto a sinistra, quello che indica quanti giri mancano. Sono frames. Il gruppo davanti a me è ormai staccato. Ho davanti il vuoto e tiro, spingo. Resisto. Il tizio dietro. Il suo ansimare. Eppure sono io la lepre, ma forse è lui che spinge. Ad un certo punto il Presidente grida al tizio dietro di me di darmi il cambio. Io mi allargo e lo faccio passare. Ora sono io nella sua scia. Star dietro è un'altra cosa. Ho i polmoni che esplodono. Guardo solo un punto, davanti a me, in basso. Mi fa male il fianco destro, forse è il fegato. Mai toccato un limite così. Corro. Corro. Corro. A Perdifiato. Manca poco. Sento la campanella. E' l'ultimo giro. Il pubblico ci incita. E' un calore che arriva. Corro. Sto dietro il tizio. Il presidente grida il mio nome. Mi grida di non perderlo. Manca ancora metà giro. Sto schiattando. Mi sembra impossibile. Il pubblico incita. Arriviamo. Arrivo. E' finita. Spengo il cronometro e mi abbasso. Non ci sto capendo più un cazzo. Sono in uno stato che nessuna droga potrebbe. Guardo il display. 12'20''. Avevo dichiarato 12'30''. Sono ultimo della prima batteria, quella dei veloci. Con questo tempo sarei arrivato primo della seconda batteria, ma forse, in seconda batteria, non avrei fatto questo tempo. Sono soddisfatto. Non penso. Non ho pensato per 12'20''. Cammino e risucchio ossigeno come una balena in superficie. Inizio a pensare. Inizio a realizzare... vaccarana... questo non è un sogno.