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rovere laccato bianco, posato

Questa è la scena del film dove uno è seduto sul cesso con pantaloni e mutande alle caviglie e i gomiti appoggiati alle ginocchia, sta pensando. Franco è in bici nel centro storico, è notte. Questa è la scena del film dove l'estate è solo l'ennesima estate. In una trattoria sul lungomare una cameriera dell'est serve antipasto, carpaccio crudo di mare per due, Irene e Roberto, sorridono, si lasceranno dopo due mesi. Nella cabine di legno sulla spiaggia, cotte dal sole, dei ragazzi bucano la parete per sbirciare quarantenni arrapanti. Questa è la scena del film dove l'amore è bossanova ad alto volume in una stanza con le finestre aperte. Laura sta guardando Magnolia e manda un sms; è un film quasi perfetto. Un tizio apre le gambe e controlla il colore della merda. Un fax , in un ufficio vuoto, sputa fuori un foglio che cade per terra e s'infila sotto l'armadio. Questa è la scena del film dove un rappresentante entra nella sua camera d'albergo, appoggia la valigia, si siede sul letto, sta così per mezz'ora. Un cane felice corre dietro una pallina. La corrente elettrica non smette di scorrere nei cavi. Questa è la scena del film dove la vita appare di colpo per quello che è, semplicemente complessa. All'interno di un frigorifero, al buio, un litro di latte sta scadendo. Sul muro della fantasia la scritta: vivere indisturbati è impossibile, arrendersi non è un dramma. Questa è la scena del film dove si accendono le luci e si comprano i popcorn. Ci si bacia solo per avere conferme come una raccomandata con ricevuta di ritorno. Questa è la scena di un venerdì intenso che se ti ci metti e lo guardi bene è davvero un bel gran venerdì, e su questo non si discute, neanche a colori.
Doug - 30/05/2008 09:37 | lk | commenti (4) | bossanova

47 - morti che parlano

Questa storia ha dell'incredibile, L'ho letta su di un'agenzia. Quasi nessuno, per ovvi motivi, l'ha riportata. Tutto è iniziato a Childress nel Texas. E' la storia di un piccolo furto. Ci troviamo dentro un Mini Market.  Nel mini è presente un cliente, sta aspettando la sua colazione, ha la stessa età del ladro. Me lo vedo questo mini market, li conosco, periferia del piccolo paesino, la strada, le insegne, i due anziani proprietari, la colazione al banco sugli sgabelli alti, le uova, la pancetta, gli odori. Posti adorabili questi mini market. Il nostro cliente, a differenza dei vecchi proprietari, vede tutto, vede il furto. Vede il ladro nascondere nei larghi pantaloni l'orologio, di poco valore, esposto vicino agli accendini. Al momento resta spiazzato, basito. Si guarda intorno come per trovare un suggerimento. Guarda i vecchi proprietari.  Niente, solo lui ha visto la scena. Il ladro cammina verso l'uscita. Il cliente a quel punto decide, si alza dallo sgabello. Raggiunge la porta, sta per dire qualcosa al ladro. Il ladro intuisce e inizia a correre. Il nostro cliente, testimone del furto, vede il tizio correre, allontanarsi. Lo guarda. E poi... inizia a correre pure lui. Ecco, la notizia, fin qui, non contiene nessuna novità. La novità arriva ora. I due, il ladro e il testimone sono due maratoneti. Il ladro parte veloce. Circa 14 km/h, consapevole del proprio allenamento sa di poterli tenere per qualche km. E' sicuro del fatto che chi lo insegue non sia un runner e quindi non potrà tenere quella velocità per molto. Ma chi lo insegue è allenato. A parte i vestiti, meno confortevoli, chi lo segue è a circa 50 metri di distanza e lo segue mantenendo la distanza. Anche lui, maratoneta navigato, è sicuro del fatto che il ladro prima o poi crolli. Entrambi stanno correndo e ed entrambi, maratoneti, non sanno che anche l'altro lo è. Dopo i primi 5km il sospetto inizia ad arrivare ad entrambi. Dopo 15 km si trovano sulla sinistra Bayolr Creek Lake e corrono. Entrambi hanno. quasi contemporaneamente, lo stesso pensiero; quel figlio di puttana corre. Percorrono tutta la County Road riducendo di poco la velocità e quando raggiungono la Ranch Road il ladro svolta a sinistra. Il ladro stacca, aumenta la velocità, guadagna ancora una trentina di metri metri. Si gira. Si guardano. Dopo cinquecento metri, sulla Ranch Road, c'è un benzinaio, il ladro sfrutta il vantaggio per entrare nell'aera. Individua la fontana esterna e beve velocemente. Quando l'inseguitore arriva alla fontana il ladro è appena partito. Fermarsi a bere o no? Non fa in tempo a decidere perché il corpo lo anticipa e decide per lui. Si ferma beve e riparte.  E' un vero pit-stop. E via... eccoli, sul bordo della piccola strada. Uno dietro l'altro. 50 metri di distanza circa. E' passata un'ora e 35 minuti. Hanno corso una mezza maratona alla velocità di 13 Km/h di media. E corrono. Qualcosa è cambiato nella loro testa. Nessuno dei due sta più pensando al furto.  Corrono e riprendono la County Road in direzione Est. All'incrocio con la "statale" 83 hanno fatto 47km e sono passate 3 ore e 40 minuti. Una media poco sotto i 13 km/h, 4'40'' al km. Il ladro si ferma. Cammina sbilenco. L'inseguitore lo raggiunge. Si ferma e cammina pure lui di fianco al ladro. Sbilenchi entrambi. Sono sfatti. Si parlano.

- Cazzo !
- Fanculo !
- Fanculo tu.
- Mi sono sfasciato i piedi
- Bastardo mi hai fatto schiattare
- Zitto
- Cosa hai fatto?
- NY lo scorso anno
- C'ero anch'io
- In quanto l'hai chiusa?
- 3'57''
- Io 3' 50''  mi sono trascinato gli ultimi due
- Secondo te quanto abbiamo fatto?
- Non lo so
- Forse abbiamo fatto 30km
- Non lo so, fanculo, secondo me di meno
- Che ora era quando eravamo nel minimarket?
- Non saprei
- Cazzo sono a pezzi 
- Cazzo, dovrei essere da tutt'atra parte
- C'ho sete
- Zitto
- Riportiamo l'orologio?
- Sì
Doug - 29/05/2008 10:48 | lk | commenti (8) | bossanova, a perdifiato

sidney pollack

Ciao Sidney, ieri è stata una giornata intensa. E' finita alle nove di sera con una corsa al parco di 6 km, 27minuti e 20 secondi. Era giusto finirla così. Ieri mattina quando ho sentito la notizia alla radio... ho fatto finta di niente. Ma la notizia l'ho sentita bene. L'ho solo umanamente ed egoisticamente parcheggiata da qualche parte. Mi piacevi, si. Mi piaceva l'assonanza del tuo cognome con Pollock, Jackson. C'ho sempre trovato un senso in questa similitudine di cognomi, il loro suono, la vostra arte. I tuoi film mi sono piaciuti. Non tutti, ma parecchi sì. Se dovessi descrivere il tuo lavoro di regista con due aggettivi direi seducente, elegante e leggero. Lo so, avevo detto due e son diventati tre, ora non facciamo i pignoli. Visto che ci siamo aggiungo anche magnetico, ecco. Il tuo cinema, il tuo modo di fare cinema nel senso più tecnico, era la tua personale visione del mondo; questa m'incuriosiva parecchio. Mi sei molto piaciuto nell'ultimo capolavoro di Kubrick, come attore. E sempre come attore in un film di Woody. E poi le tue produzioni. Grazie, per tutto quello che hai fatto per il Sundance Festival. Non conoscendoti mi piace pensare a te come una persona brava e intelligente. Ora non ho voglia e tempo di girare in rete e leggere i commenti di amici e colleghi e verificare. Mi terrò questa piacevole sensazione, questa valutazione. Tu non hai idea di quante volte ho visto "I tre giorni del condor". Se facendo zapping lo trovavo in onda su qualche canale, quel film, mi calamitava senza se e senza ma. La scena iniziale è un capolavoro di tempi, inquadrature, audio, fotografia, recitazione. Vaccarana, che film. E poi c'è un Redford immenso. (Redford è sempre immenso) La bellezza di quel film , se penso al periodo storico in cui è uscito e al dialogo finale (premonitore) sul medio-oriente, è ancor più intensa. E poi Havana, che fascino! Devo rivedere "Come Eravamo". Si dice che fare cinema avvicina all'immortalità, perché resta la tua immagine (che si muove), la tua voce, gli sguardi, le smorfie. E se a mancare è un regista resta per sempre la sua (tua) percezione del mondo e della vita. Belle parole. Io, comunque, ero qui ad aspettare un tuo nuovo film... non certo il tuo funerale. Ciao mitico SID, mancherai.
Doug - 28/05/2008 08:54 | lk | commenti (4) | bossanova

rubik

Aveva smarrito la fantasia. La cercava ovunque, nei cassetti, nelle scatole, negli armadi, ma niente. Forse era finita in qualche indumento. Forse quell'indumento l'aveva lavato a 60 gradi. Decise per protesta di ballare. Non bastò. Ballò, quindi, sul tavolo della cucina. Suo marito entrò in casa, in quel momento. Passò davanti alla cucina, salutò e tirò dritto. Come se niente fosse. Così iniziano le crisi matrimoniali pesanti. Dopo due mesi lei si fece l'amante. Un tizio molto carnale. Il sosia di Lucio Dalla. Quando scopava lo ascoltava anche, Lucio Dalla. Faceva l'amore con l'Ipod Shuffle a molletta attaccato ai peli del petto. "Siamo noi siamo in tanti...come è profondo il mare". E veniva. Lui, l'altro, il marito, entrava in casa, salutava e tirava dritto. Trascura il matrimonio oggi, trascuralo domani, trascuralo dopodomani ed è un attimo che si finisce insieme a sgozzare i vicini ridendo. Un giorno per cercare di ridare un senso al loro matrimonio decisero di festeggiare il Giorno del Ringraziamento col tacchino e le patate. Fu un fallimento. "Un rapporto quando non gira son cazzi" così commentava l'amante CloneLucioDalla Quando la salutava ed usciva dalla camera dell'albergo ad una stella di periferia con le lenzuola sporche di sperma con lei rannicchiata nell'angolo pronta a scoppiare in lacrime appena la porta si chiudeva. "Minchia, che storia triste di merda" disse Giovanna quando seppe. Chi è Giovanna ora non è importante, è sufficiente dire che Giovanna aveva fatto le ferie una volta a Rimini con un sosia di Miguel Bosè molto performante a letto. Una triste storia di sosia senza personalità direbbe Carlo Lucarelli camminando e guardando l'obbiettivo della telecamera mentre con le mani risolve senza guardarlo il cubo di Rubik. Ma torniamo ai due protagonisti di questa storia. Un giorno lei prese suo marito di petto e dichiarò di non amarlo più. Lui si mise a piangere e lei si commosse, lo abbracciò e lo baciò. Stava quasi per dire che non era vero, stava dicendo di amarlo ancora. Lui allontanò la bocca e confessò l'amore per un altra donna. Tale Francy, 19 anni, parrucchiera diplomata, chiamata amorevolmente dagli amici e dai suoi genitori: la bocchinara. La nostra protagonista decise a quel punto di mollare tutto e tutti, compreso il cloneLuciodalla. La svolta. La sua vita finalmente proseguì per dieci anni senza intoppi e senza sofferenze nella più totale serenità nella clausura di una cella in un monastero del triveneto. Un giorno, una mattina, un pezzo d'intonaco cadde dal muro. La nostra protagonista rimase ferma a guardare quella fetta di muro senza intonaco per quasi tre ore. Quei sette millimetri in meno sulla superficie della parete avevano allargato, in quel punto preciso, il suo orizzonte e lei guardava quello spazio con interesse e fantasia. "E' un messaggio" gridò. E quelle furono le prime parole dopo dieci anni di clausura. E' sempre così, si proiettano significati e desideri in fatti davvero casuali. E se quell'intonaco non fosse mai caduto? E se fosse caduto dopo altri dieci anni? Non possiamo certo star qui a perderci ora nel ginepraio delle domande esistenziali. La nostra protagonista decise però grazie all'intonaco di uscire dal Monastero. Tutti ci entrano, prima o poi, in un "Monastero". Tutti prima o poi ci escono. Bisogna solo capire quanto tempo ci si sta dentro. Superata la soglia del grande portone in metallo fu pervasa dal desiderio di camminare a zonzo, e così fece. Arrivò fino al paese più vicino e iniziò a camminare su e giù per la strada principale. Quella delle "vasche" al sabato. E qui entro in scena io. Stavo bevendo un caffè, seduto al tavolino, uno dei tanti posizionati sul marciapiede davanti al bar. E la vedo. Noto subito la sua grazia, la sua bellezza, la sua dolcezza. Mi passa davanti la prima volta, poi una seconda, stava facendo le "vasche", alla terza non resisto. Dico qualcosa e la convinco a sedersi al mio tavolino, lei accetta. Parliamo e mi racconta la sua storia. Poi dico la mia. "Voi donne dovete risolvere al più presto questo atavico senso di devozione verso l'uomo. Non parlo di complesso d'inferiorità. Dico semplicemente che a volte ho la sensazione, tra l'altro confermata da alcuni saggi letti, che abbiate questa innata missione ad assecondare i desideri dell'uomo, poi vengono i vostri. Per esempio non riuscite ancora ad esprimere direttamente il desiderio di sesso, lo fate sempre di sponda, in modo criptato, quasi non fosse un vostro diritto. A volte, quando volete fare l'amore, perdete il sorriso e diventate serie, perché non riuscite a dirlo. Ci sono uomini, sfortunatamente, che sfruttano a loro vantaggio questa leva. Dirò di più, ci sono uomini che sanno amare, amare tra virgolette, solo in questo modo. E questo discorso vale anche per voi. Sembra davvero che l'amare per voi sia in qualche modo anche il servire. C'è una sottile forma di piacere in questo servire. Un servire appagante. E non mi riferisco ovviamente ai mestieri di casa, è qualcosa di più profondo, qualcosa che manifesta la sua meccanicità nelle emozioni, nelle debolezze. Sì, molti uomini ne approfittano. E' l'idea dell'uomo forte e della donna debole che bisogna smontare. Però non siete ancora in grado di modificare questa relazione. Per lo meno la società non è ancora matura. Le poche donne che hanno tentato sono finite in spazi nuovi e sono diventate uomini. Voi donne resterete ancora per diversi anni in questa dimensione, di mezzo, e la tua storia è davvero esemplare, direi da laboratorio" Lei mi guarda. Si alza dal tavolino. Ha cambiato sguardo. Mi guarda negli occhi e dice "Sai cosa ti dico? Picchiatelo nel culo"
E se ne andò.
Doug - 27/05/2008 09:02 | lk | commenti (9) | bossanova

Poi ci sono tutte le altre.

Venerdì ho lavorato troppo. Tra l'altro non ho ancora capito una questione esistenziale. A volte mi sembra di lavorare troppo, a volte troppo poco. Non ho ancora afferrato dove sia il giusto mezzo. In sottofondo, come il ronzio dei regolatori di luce, ho sempre la sensazione che nel mondo ci siano persone con lavori bizzarri capaci di campare e tirare la fine del mese con poco sforzo e tanto tempo libero. Ho sempre la sensazione che la vera fatica del lavoro sia in realtà l'interazione con le teste di cazzo e non il lavoro vero e proprio. Ho la sensazione che l'interazione con le teste di cazzo sia la vera ragione per cui mi pagano. Ho la sensazione che l'interazione con le teste di cazzo sia anche il mio lavoro. Sarà per questo che ogni tanto desidero darmi alla campagna e non ho detto Toscana ché fa troppo milanese milanese. Ho detto campagna nell'idea di rapportarmi solo con Vegetali ed esseri umani sani. In campagna ci saranno pure lì le teste di cazzo? Venerdì mi sono svegliato alle 06.30 con la musica classica di Radiotre. Sono tornato a casa alle 21.00 con la musica dell'autoradio sintonizzata su 105Classics. Ascoltando una bella canzone ho realizzato che l'allenamento sarebbe saltato. Mi sono acceso mezzo toscano antico. L'allenamento di giovedì era ancora nella memoria, un ricordo energizzante. Ripetute di 500metri a 4' al KM intervallati da 500metri fatti a 5'15'' al km. Insomma, era un bel girare. Ecco perché venerdì avevo tanta voglia di correre. Niente da fare. In macchina, nel traffico del venerdì sera, con quella bella canzone, al rientro, ho infine accettato l'ipotesi di non correre. Ieri, saranno state le 17.33, mi peso. 71kg. Scendo dalla bilancia e mi metto i calzoncini, le calze, le scarpe e la maglietta, quella della maratona di Roma. Si corre. C'ho ancora in circolo l'allenamento di giovedì, sostenuto da quello di martedì sotto la piggia, sostenuto dai 3000 in pista... e chi li dimentica i 3000 in pista. Infatti salta fuori una buona corsa. Alla ricerca della pioggia... che non arriva neanche questa volta. Però è stata una buona corsa. Con la musica e i nuovi auricolari. Quelli tecnologici che ti entrano dentro ma sono appesi con l'archetto dietro l'orecchio. Molto belli esteticamente, niente da dire, ma suonano uno schifo. Mancano i bassi, li ottieni solo spingendo bene l'auricolare dentro il buco dell'orecchio, ma poi corri, sudi e questi scivolano fuori e ti fotti i bassi. Non si può stare sempre lì a posizionare gli auricolari alla ricerca dei bassi perduti, non è vita. A parte questo fastidio acustico la corsa di ieri è stata buona. Stavo bene. Sempre a 5' al km con due km chiusi a 4'50''. Temperatura perfetta. Ma cos'è una buona corsa? Cosa significa? E' quando il tuo corpo segue le decisioni di velocità senza lamentarsi troppo, il giusto. E' quando ti senti leggero. E' quando la fatica è solo un piacere. E' quando non hai dolori ai tendini, ai muscoli, al ginocchio, alla schiena. E' quando ti senti potente e sciolto. E' quando vedi un podista davanti a te, a 200 metri, aumenti lo prendi, lo superi e tutto questo non ti ha devastato. E' quando senti l'adrenalina. E' quando correndo sparisce la stanchezza mentale e pensare non è più una manovra farraginosa. E' quando senti fortissimo il profumo dell'erba bagnata. E' quando correndo ti permetti di proiettarti a Ny. E' quando ti senti davvero a NY. E' quando ti senti sulla quinta strada, con davanti Central Park. E' quando ti senti dentro Central Park e tagli il traguardo. E' quando ti vedi che superi quel traguardo. E quando correndo e pensando a NY ti emozioni più di quanto ti emozionerai quando ci andrai per davvero. E' quando superato il traguardo ti guardi bene intorno e scopri di non essere a NY. E' quando tiri fuori le chiavi di casa dal taschino minuscolo dei calzoncini e fai fatica a tirarle fuori ché vibri ancora perché dentro dentro stai ancora correndo. E' quando apri casa, entri, togli la cuffia e ancora fradicio ti bevi mezzo litro d'acqua. E' quando senti l'acqua che ti scorre dentro e mai l'hai sentita così essenziale e buona.
Ecco cos'è una buona corsa.
Poi ci sono tutte le altre.
Ah, dimenticavo, la bella canzone era questa.
Doug - 25/05/2008 09:44 | lk | commenti (6) | bossanova, a perdifiato

A Napoli la Polizia sta spaccando la testa ai rivoltosi. Di questi, 6 su 10 hanno votato Il Silvio. Sono grandi soddisfazioni.
Doug - 24/05/2008 07:22 | lk | commenti (3) | i corti

Liberazione e Rifondazione chiedono la grazia per la compagna Franzoni. C'è forte crisi.
Doug - 24/05/2008 06:56 | lk | commenti | i corti

Lasagne al forno

Ci sono periodi dove i pensieri rifanno sempre gli stessi percorsi, le stesse strade, gli stessi giri. Cercano deviazioni. Cercano strade nuove dirette in luoghi mai esplorati. Un po' come quando si gira più volte intorno al proprio isolato alla ricerca di un parcheggio. I pensieri nuovi sono salutari. Per questa ragione si legge, è bulimia di pensieri e logiche altrui, roba nuova. Leggendo può capitare la fortuna di trovare un percorso di pensiero nuovo. Se questo ci piace ce ne impossessiamo. Oppure può capitare di leggere cose scontate, conosciute, e stabilire che chi scrive è ancora là. Lo osserviamo come potremmo osservare, con tenerezza, qualcuno intento a risolvere con difficoltà qualche equazione matematica da noi già risolta. I percorsi nuovi devono essere comunque attigui ai nostri. Devono essere deviazioni, infatti. I salti non sono possibili. Se queste strade o luoghi non sono raggiungibili ci appaiono incomprensibili. Due persone non "si capiscono" spesso per questa ragione. Se riuscissimo a mappare i nostri pensieri e le nostre idee realizzeremmo una carta mentale quasi stradale stupenda. Vedremmo a colpo d'occhio chi è nella nostra zona, chi è vicino, chi è distante. Potremmo tracciare tutti nostri trasferimenti, culturali, emotivi. Potremmo identificare zone interessanti distanti da noi ma raggiungibili. Potremmo osservare chi abita quelle zone. Potremmo decidere dove non c'interessa abitare. Io non vivrei per esempio nella zona di quelli che non hanno assunto l'assioma; tutti gli esseri umani sono tutti uguali. Quella sarebbe una zona, sì, la zona degli esseri umani sono tutti uguali, ma uguali per davvero perché uguali nel pensiero e nelle emozioni di chi abita quelle zone. Ah, se si potessero mappare, stile GoogleEarth i pensieri, le emozioni, ci sarebbero continenti e nazioni delineati in modo diverso. Potrebbe chiamarsi GoggleHeart. Gli edifici, le strade, diventerebbero ragionamenti, pensieri. Le immagini dall'alto, le coordinate e poi le zoomate non sulle vie, ma sulle menti, sulle parole, sulle descrizioni di un'emozione. Zone di pensiero ed emozioni più o meno affollate, più o meno belle. In che emozione vivi? Ci sarebbe l'arcipelago comu-podismo, attiguo a, vicino a.  Io, nella mia testa, me lo vedo questo GoogleHearth.  Peccato poi , con questa gente, con i propri vicini, non potersi abbracciare, peccato. E' il limite (fisico) delle pippe mentali, sempre detto io...ma quello delle pippe mentali è pure quello un quartiere della mappa, si chiama Lasagne al Forno.
Doug - 22/05/2008 17:46 | lk | commenti (1) | bossanova

Illusion, imagination

Berlusconi a Confindustria. "il vostro programma sarà il nostro". Gli operai e i precari che hanno votato questo Governo non possono sentirlo, io però l'ho sentito molto bene, è il suono di un tubo che ti entra nel culo talmente veloce  che non te ne accorgi e continui a sorridere distratto dagli effetti speciali dell'ICI. Io l'ho sentito il sibilo. Ora continuate a camminare con la schiena dritta, ché c'avete un tubo nel culo, ché tanto la sperequazione tra le classi sociali non esiste. E' solo l'illusione ottica di qualche comunista, pirla o romantico. Perché voi state tutti molto bene, troppo bene. Benissimo. Sorridete, elettori del centro-destra, c'è la telecamera che v'inquadra. Siete in diretta. Operai, impiegati, precari... fate vedere come state bene.
Doug - 22/05/2008 14:11 | lk | commenti (2) | tabasco

Ho sfondato il cranio ad un tizio, in ascensore, voleva conversare della Franzoni.
Doug - 22/05/2008 10:24 | lk | commenti (2) | i corti

turbo

E' già la seconda volta che mi sollevo da terra. Dieci centimetri da terra. Mi sorprendo, inizialmente,  poi ricollego il tutto e tiro il fiato, per rilassarmi e riscendere a toccare terra. La ragione di tutto questo lievitare è semplice,  ho i coglioni che mi girano in modalità turbo.
Doug - 21/05/2008 18:26 | lk | commenti (2) | i corti

la grande rogna

Ho le informazioni. Le pubblicherò qui, ma solo per poco tempo. Le ragioni saranno comprensibili tra breve. Sono informazioni riservate, molto. Non posso spiegare perché le ho. Il Presidente della Repubblica Napolitano ha convocato settimana scorsa Berlusconi, Fini, Casini, Veltroni e D'Alema. La questione è urgente, anzi urgentissima. Napolitano chiede, anzi ordina, ai cinque politici di montare, a livello mediatico, l'emergenza Rom e successivamente l'emergenza monnezza. Il tutto dovrà essere condito con la polemica Inter Roma Scudetto. Obbiettivo di tutta questa operazione; distrarre gli italiani da un'emergenza ancor più grave. Bisogna non rendere pubblica una Rogna grandissima, la grande Rogna. Questa sì, potrebbe creare problemi di sicurezza su tutto il territorio. Gli esperti hanno previsto, se la notizia fosse divulgata, sommosse e disordini gravi in tutte le grandi città e nei paesini. Giusto per farvi capire, il Capo dello Stato prevede, se la notizia fosse divulgata, una situazione, come il G8 di Genova, estesa in tutta Italia. Non solo, ci sarebbero suicidi e isteria collettiva. Le tensioni monterebbero in poche settimane e finirebbero per degenerare in atti vandalici senza precedenti. E' a rischio la sicurezza di tutti, e questa sì, è la vera emergenza, la grande Rogna. Ecco perché il Presidente della Repubblica ha chiesto ai cinque leader politici la massima complicità. E loro, intuita l'emergenza, hanno dato subito la massima disponibilità. E' subito partita la macchina organizzativa, sono stati mobilitati tutti i media. L'obbiettivo è ovvio; distrarre dalla grande Rogna tutta l'Italia con l'emergenza Rom, Monnezza, Inter-Roma-Scudetto. Ed ora arrivo al dunque. Io conosco questa emergenza, io conosco la Grande Rogna. I più alti organi dello Stato vogliono tenerla nascosta, ma io la so. Ora la dico. Tenetevi forte. Quest'anno l'estate non ci sarà. Sì avete capito bene, e poi basta guardare fuori dalla finestra. C'è poco da ridere. Quell'autunno che stiamo vivendo ora durerà fino ad ottobre. Gli esperti hanno già calcolato il danno economico al turismo. Ma quella è la parte meno grave. Il vero dramma è il contraccolpo psicologico che la mancanza dell'estate causerà nella psiche degli italiani. Gli italiani inizieranno a non lavorare. Ci sarà una confusione mai vista. Gli esperti ormai sono certi e non hanno risposte: è davvero una Grande Rogna. Sarà una  fottuta estate autunnale senza sole, fredda, senza tintarella al mare, solo pioggia. Questa è la notizia, la grande Rogna,  che si vuole omettere e non divulgare. Ragazzi sta arrivando la grande Rogna.
Doug - 20/05/2008 21:12 | lk | commenti (7) |

Bastardi. Vogliono ridurmi i megarom dal computer, protesto.
Doug - 20/05/2008 00:12 | lk | commenti (4) | i corti

sms

Caro Compagno Fratello Amico Walter, il sogno della Coppa dei Campioni è svanito, c'ho solo monnezza e miseria intorno a me, sono tristissimo, una sconfitta durissima, in questo momento solo tu puoi capirmi. Abbracciami. Il tuo Silvio.
Doug - 18/05/2008 23:58 | lk | commenti | lounge, tabasco, i corti

Centro Destra. Umori della base. Tutti i clandestini fuori. Tranne le donne...badanti e puttane.
Doug - 18/05/2008 09:41 | lk | commenti (1) | tabasco, i corti

3000 in pista

Di estremo pensavo di aver provato tutto. Mi sbagliavo, per fortuna. La novità si chiama 3000 metri in pista. Sette giri e mezzo. Ogni giro 400 metri. Tutto inizia alle 14.00. Parcheggio l'auto. Mi guardo intorno. Piove. Mi godo l'atmosfera. All'ingresso c'è un cartello. "Campo chiuso per Gare". Oggi ci sono gare di tutti i tipi. Mi avvicino al tizio che registra le iscrizioni. E' seduto dietro un tavolino da Picnic. E' vicino al traguardo. Mi domanda cosa voglio fare. Io rispondo 3000. Mi domanda il tempo. Ci penso un attimo e poi butto lì, istintivamente,  un tempo. Mi consegna un pettorale. Vado negli spogliatoi. Mi cambio e inizio a scaldarmi. Ci sono. Iniziano le gare. Si parte coi 100metri, poi arrivano i 400metri. I 3000 sono l'ultima gara. Corro lento per scaldarmi, faccio gli allunghi, testo il corpo. L'attesa è l'attesa e questa è una Grande Attesa. Per i 3000 ci saranno due batterie. Vado a Bere. Rientro in pista e mi metto a chiacchierare con un tizio, mi parla della maratona di Padova. Dalla parte opposta sento il Presidente che urla il mio cognome. Dalla parte opposta della pista vedo un gruppetto di persone in attesa. Attendono me. Attendono la partenza della prima batteria dei 3000. Sì, mi hanno messo nella prima batteria. Corro spedito verso la partenza, in pratica mi sparo 200 metri a razzo. Arrivo e chiedo scusa. Ho già il fiatone prima di partire. Mi guardo e riconosco i volti. Questa gente poco fa parlava di tempi assurdi. Cazzo mi hanno messo nella batteria veloce. Non faccio in tempo a capire dove mi trovo, chi sono e perché, il commissario di gara alza il braccio, la pistola, spara il colpo. Pam. Si parte. Mi sento alle Olimpiadi. Premo sul cronometro in ritardo perché non ci sto capendo davvero più un cazzo. Sono troppo contento. Cerco di stare dietro il gruppo di testa. Posizionarsi nella scia, dentro la fila, è già la prima esperienza. Dietro di me un tizio mi respira sul collo e sento il suono dei suoi polmoni. Io sono già in trance. Primo giro. Primi 400 metri. Il cronometro segna 1'28''. Mancano ancora sei giri e mezzo. Io sono già alla frutta. Un solo pensiero, ora mi fermo. Mi ripeto, ok, ora accosta e ringrazia tutti per la simpatia. fermati e scusati con tutti, stringi la mano al Presidente e prometti pubblicamente di non presentarti mai più. Solo col coach al telefono, subito dopo, realizzerò di aver fatto i primi 400metri sono i 3'40'' al km. Una follia. Invece non mi fermo. Corro. Corro. Corro. A perdifiato. Il rosso che non è un rosso della pista è sotto me. I suoni. La corsia. La traiettoria stretta. Le falcate. Le curve. Dietro il tizio, fiata, ansima, sembra stia per morire. Anch'io. Io sono già morto. Sono a fondo scala. Sono altrove e soffro. Non ho neanche lo spazio mentale per prendere i tempi intermedi. Corro. vado. Spingo. Ricordo gli applausi al passaggio sul traguardo, ricordo il numerino in alto a sinistra, quello che indica quanti giri mancano. Sono frames. Il gruppo davanti a me è ormai staccato. Ho davanti il vuoto e tiro, spingo. Resisto. Il tizio dietro. Il suo ansimare. Eppure sono io la lepre, ma forse è lui che spinge. Ad un certo punto il Presidente grida al tizio dietro di me di darmi il cambio. Io mi allargo e lo faccio passare. Ora sono io nella sua scia. Star dietro è un'altra cosa. Ho i polmoni che esplodono. Guardo solo un punto, davanti a me, in basso. Mi fa male il fianco destro, forse è il fegato. Mai toccato un limite così. Corro. Corro. Corro. A Perdifiato. Manca poco. Sento la campanella. E' l'ultimo giro. Il pubblico ci incita. E' un calore che arriva. Corro. Sto dietro il tizio. Il presidente grida il mio nome. Mi grida di non perderlo. Manca ancora metà giro. Sto schiattando. Mi sembra impossibile. Il pubblico incita. Arriviamo. Arrivo. E' finita. Spengo il cronometro e mi abbasso. Non ci sto capendo più un cazzo. Sono in uno stato che nessuna droga potrebbe. Guardo il display. 12'20''. Avevo dichiarato 12'30''. Sono ultimo della prima batteria, quella dei veloci. Con questo tempo sarei arrivato primo della seconda batteria, ma forse, in seconda batteria, non avrei fatto questo tempo. Sono soddisfatto. Non penso. Non ho pensato per 12'20''. Cammino e risucchio ossigeno come una balena in superficie. Inizio a pensare. Inizio a realizzare... vaccarana... questo non è un sogno.
Doug - 17/05/2008 21:48 | lk | commenti (5) | a perdifiato

Facciamo sesso? Sì, ma prendimi da dietro.
Doug - 17/05/2008 12:03 | lk | commenti (2) | photo

Ora io mi domando con che coraggio e come sia possibile accusarci di xenofobia dopo aver ascoltato i discorsi di Borghezio e dopo due molotov lanciate per allontanare dei disgraziati. Ora io mi domando, o siete superficiali e non ci capite.
Doug - 17/05/2008 10:20 | lk | commenti (1) | tabasco, i corti

voltometri

Il tabaccaio in via P. è davvero antipatico. Anche i suoi genitori. E' un tabacchi gestito da mamma, papà e figlio. Gente cinica che distribuisce tumori, mica i tabaccai di una volta. Il più antipatico è il figlio. Devo capire se è una merda perchè ha una faccia di merda, oppure la faccia di merda è di merda perché il modo di fare e il carattere sono di merda. Interazioni difficili, lo so. E' una domanda che mi son sempre fatto. Uno può avere una faccia antipatica ma essere simpatico?  Se c'è una relazione; è il carattere che condiziona la percezione di quel volto?  Io per esempio mi sono fatto un'idea. L'idea  è che se uno è un pezzo di merda alla fine  finisci per vedere il suo volto in un certo modo. Se uno invece è simpatico, anche il suo volto diventa simpatico. Se volete fare dei test con degli amici, di sera, mentre giocate a "Nomi Città e Cose", usate  come test  Massimo D'Alema.  Vaccarana, "Nomi, Città e cose" ...che ricordi.
Doug - 16/05/2008 11:08 | lk | commenti (5) | bossanova

Problemi d'integrazione, a sud di Kabul hanno tirato un ordigno a dei clandestini italiani. Pazzesco, dove credono di essere... a Napoli?
Doug - 15/05/2008 22:42 | lk | commenti | tabasco, i corti

L'Italia è un Paese stupendo. Permette ad uno come me (di calcio  non me ne frega niente) di farsi una sega dalla gioia se la Fiorentina va in Coppa dei Campioni e il MIlan no. E' davvero un paese stupendo, capace di regalare infinite possibilità emozionali.
Doug - 15/05/2008 09:56 | lk | commenti | lounge, tabasco, i corti

fabbisogni

Dissimulava la sensazione di felicità per trattenerla. La paura di finire la felicità. Una dolce scema, ma è fatta così. La felicità non è liquida, non ha volume, non esce, dicevo. Guarda, se anche fosse così, se quindi può  uscire può anche entrare. Ora non farti distrarre da tutto questo entrare ed uscire. Dissi, sempre io, e poi il suo sorriso. Ma forse aveva ragione lei. Del resto io la felicità l'ho sempre contestata. E se contesti una cosa  ne confermi l'esistenza. La felicità per me è illusoria e fuorviante. Forse non esiste,  è un concetto, un'idea, una fede. Lei ci crede. Un ateo non può concedersi il lusso di correre verso la felicità. Non smetterebbe mai di correre. La Contentezza invece è un'altra cosa.  E' più vicina al mio reale sentire. Dire, "oggi sono contento"  è anche meno presuntuoso, più umano, leggermente più vero.  Ho detto vero.  Sì, sì, sì, ti prego...ora lasciamo perdere e non perdiamoci nel concetto di "ricerca della verità"... forse anche la verità non è necessaria, come Dio. Di necessario ora c'è una cosa sola; il caffè.
Doug - 15/05/2008 09:11 | lk | commenti (1) | bossanova

se le cose che sta dicendo in questi giorni Tremonti le avesse dette Turigliatto ai tempi del Governo Prodi, nella redazione di Repubblica sarebbero esplosi i cervelli
Doug - 14/05/2008 20:40 | lk | commenti (2) | i corti

ora che la chiesa apre agli extraterrestri (la loro esistenza), la domanda è semplice, romperanno i coglioni anche a loro sulla 194?
Doug - 14/05/2008 13:57 | lk | commenti (2) | i corti

voglio una vita fannullona... come quella dei film...e che se ne frega...di tutto sì
Doug - 14/05/2008 09:17 | lk | commenti (2) | i corti

mi faccio le piste

Niente percorso Cova in altura. Oggi ho corso intorno a San Siro, son soddisfazioni, vicino all'ippodromo, tutto un percorso lì intorno. Ho seguito un gruppo di podisti scafati. Istinto. Partiamo a 5'10'' dal campo sportivo e finiamo sotto 4'40''. Un bel andare. Al rietro, in pista, loro hanno iniziato a fare ripetute di 2000m. Io, corricchiando lento, mi godevo il clima e l'atmosfera della Pista Rossa con corsie. Gli atleti, le atlete. Tutti i ragazzi e le ragazze. I vari coach. I cronometri, i tempi, i parziali. Alla partenza della seconda ripetuta dei podisti scafati uno di questi si avvicina e mi propone di seguirli. Domando subito:  si... ragazzi... ok... ma a quanto girate? 3'40'' Ok, allora vi seguo fin che non schiatto. Fa bene , fa bene, ha aggiunto l'altro, porta a casa quello che c'è, fa bene. Ok, allora vi seguo e vedo cosa succede. Un delirio. Sono riuscito a stare in scia un giro. Però... che soddisfazione. La pista. Tutti in fila, in scia. Gli altri tutti a guardare. Dopo un giro mi fermo... eccolo quel bisogno d'ossigeno tipico di una ripetuta. A perdifiato. Mi mancava. Neanche il tempo di riprendermi. Un minuto e mezzo circa. Ecco che ripassano. Sono loro. Via. Riparto. Mi rimetto in scia. In pratica finisco per fare ripetute di 400 metri a 3'40''. Sento nelle gambe e nella fatica i 7km fatti in Fondo Medio. Dopo aver consumato l'ultimo grammo di energia mi incammino e sdraio al centro della pista; play. Mi perdo nella musica.
Doug - 13/05/2008 22:06 | lk | commenti (1) | a perdifiato

trasversale

i tifosi della Roma non potranno andare a Catania a veder la partita; però ci potranno andare i rumeni, gli zingari, i negri, i marocchini, i mafiosi non romani e persino i cinesi. Tutto qui, volevo solo mettere un po' di zizzania trasversale.
Doug - 13/05/2008 21:20 | lk | commenti | lounge, tabasco, i corti

L'apporto di Seal al podismo è superiore a tutti i prodotti energetici dell'Enervit. La FIDAL dovrebbe tesserarlo  Honoris Causa.
Doug - 13/05/2008 20:33 | lk | commenti | a perdifiato, i corti

inevitabilmente

In un bar, quando decido di dedicare tutte le risorse nell'ascolto del mio interlocutore/trice regalo grandi soddisfazioni. Mi bastano, poi, poche domande e inevitabilmente ed immediatamente divento irresistibile.
Doug - 13/05/2008 20:28 | lk | commenti (1) | lounge

La rivoluzione del PD

Con la fine della Sinistra Radicale, Massimalista, Estremista si doveva subito creare una nuova categoria di cattivoni. La spalla necessaria al teatrino del bipolarismo anglosassone italiano. Ecco in esclusiva le prime indicazioni, i primi segnali, le prime scorie sinaptiche dei maitre à penser del Partitone Democraticone. I Maitre dicono che la "sinistra" (in pratica il PD, ecco perché  virgolettato) è formata da due correnti (una divisione è sempre necessaria). Secondo i maitre da una parte ci sono i razionalisti (leggi riformisti) dall'altra i viscerali (quelli incarogniti con Berlusconi). Insomma, stiamo andando ben oltre lo sdoganamento dell'Uomo di Arcore.  Adesso chi è contro (leggi chi si permette di parlare di legalità), vedi Travaglio, è entrato di diritto nella categoria prima assegnata agli estremisti radicali massimalisti; i cattivoni. La parte più destro-centrale del PD, quella buona, invece da indicazioni nette; bisogna essere razionali con quell'uomo nano. Le dichiarazioni della Finocchiaro su Travaglio, le ultime di Berlusconi su Veltroni, Brunetta PDL che dice le stesse cose di Ichino PD, ecco, tutto questo solidifica il quadretto: questo Paese è senza opposizione. Complimenti. E vergognatevi un pochino.