E' tre giorni che hanno incoronato Uolter e tutto è già straordinariamente diverso. Stamane, pacatamente, dal frullatore, usciva la musica di Morricone. I sentimenti, il profumo dei buoni sentimenti, fin dal mattino. L'ho capito, è vero, è iniziata la discontinuità col passato, i sentimenti hanno esondato sulla razionalità. A colazione trovo il barista Uolterista Riformista con un sorriso nuovo. Ragazzi, devo ammetterlo, è tutto già straordinariamente diverso. Voi Uolteristi Riformisti di stampo Kenediano con sentimenti alla Baricco avete una percezione poetica del futuro che solo voi potete. Siete capaci di frasi come "Non c'è futuro senza memoria, non c'è memoria sensata senza futuro" che una multinazionale di memorie per computer farebbe carte false per averlo come slogan. Coi vostri ecumenici sentimenti Uolterati, pacatamente, state contagiando l'Italia. Ci state irrorando di belle cose. Nella città tutti si muovono più felici. Voi, adepti di Uolter, siete più belli; vi si riconosce subito. Siete sorridenti e slanciati, citate la bibbia, avete quell'espressione stupenda e rilassata di chi sta ascoltando un'opera di Satié senza ascoltare Satié... ché non avete gli auricolari. I vostri colori sono sgargianti, vivi, accesi e profumate di bucato, quello buono. Se vi si dice buongiorno, voi sorridete e dite buongiorno, perché siete sempre dentro la realtà con beatitudine e positività. Voi partecipate. Voi ci siete. Noi che abbiamo abdicato alle primarie siamo diventati più piccoli. Tra di noi, nelle cantine, si vocifera una perdita d'altezza sull'ordine dei 4 centimetri. Voi siete diventati più alti. Si vocifera, sempre nelle cantine buie dei dissidenti, che voi, baciati dalla luce, abbiate preso quei 4 centimetri nostri. Da ieri siete più belli, nobili e raffinati. Nel traffico vi si riconosce subito perché, da ieri, avete un set emozionale nuovo, non suonate più il clacson, non vi arrabbiate più. Noi invece siamo plebei massimalisti radicali estremisti brigatisti nichilisti e per questo incarogniti assai e senza sogni. Vi guardiamo con molta invidia, vi stimiamo, voi partecipate, voi ci siete. Che belli i vostri sentimenti, che bella la vostra sensibilità. Siete nel giusto, noi siamo in errore, nel peccato. Perdonateci, ché non sappiamo quello che facciamo.
Quando avete finito di emozionarvi, con calma, mi raccontate perché Uolter parla già di riforme ( e lui le ha già precise nella testa sua) senza averle discusse prima con voi? Non è che vi calano le riforme economiche dall'alto come è accaduto per il segretario?
Perdonatemi, sono cinico.
Ritorniamo nelle emozioni, le parole chiave.
Dal basso. La partecipazione. Il popolo. Emozioniamoci ancora un po', le file, i volti, la gente.
Lo sentite il profumo?