Straparlo perché sono qui. Del resto cosa potrei. Luglio e agosto, i mesi dell'estate. Ché giugno e settembre, non rompetemi i coglioni, non è estate. Luglio e agosto. Ricordi. Mare, montagna, creme abbronzanti, vacanze, infradito, granita al caffé con panna, campeggio, treni, navi, passaporti da rinnovare, ospedale e funerale se vieni investito da un tir mentre attraversi l'autostrada per andar a raccogliere il tuo criceto di merda caduto dal portapacchi mentre vai a Punta Grande close Scavuzzo. NON. Decise di non lasciarlo non per amore, non per paura, non per quel terrore devastante che la solitudine dell'esistenza tutta può. Il male del vivere tutto. Abbiamo cambiato discorso. Straparlo, l'avevo detto. No, lei decise semplicemente di non lasciarlo. Del resto perché cazzo avrebbe dovuto lasciarlo? Quella del lasciarlo è un'esigenza tutta nostra dello scrivere. L'abbiamo intervistata. Ma tu vuoi lasciare tuo marito? No. Vaccarana, che risposta secca e sicura, ma sei sicura? Si, non ho mai pensato di lasciarlo. Ma noi abbiamo bisogno di una storia tormentata. struggente, di lei che tradisce, di lei che vorrebbe un'altra vita, altrove. Avete sbagliato lei. Ed ora come faccio? Se vuoi ti do il numero di un'amica. Ok. La chiamo, parliamo, ci vediamo, facciamo l'amore e ci mettiamo insieme. Confetti e orchestra vicino al fiume che neanche Silvio Soldini potrebbe tanto. Abbiamo le foto. Un figlio della Vergine. Nostro figlio è a militare. L'abbiamo raccomandato al bar dell'esercito dentro la stazione di San Giorgio a Liri. Il caffè è buono. Ora si è tatuato Moggi sul braccio. E' figlio unico e la mamma c'ha tutte le attenzioni su di lui. Dovrebbero vietare i figli unici per legge. Straparlo ma neanche. Non ho ancora detto tutto. Sento che è in arrivo una svolta nella mia vita. Non sarà un bivio, o un incrocio, dove è concesso decidere. No. Sarà una svolta tipo la curva di una strada provinciale che costeggia il mare. Il Mare da un parte, il costone roccioso della montagna dall'altra. Forse siamo in Liguria, ma poco importa. Non sono treno, non ci sono binari. Quindi la svolta dovrà essere intenzionale, richiederà volontà. Cosa troverò dietro quella curva al momento non mi è dato sapere. Ineluttabile destino? Forse no. Potrei fermarmi, sostare. Star lì, del tempo X, a guardar il mare. X come l'incognita matematica. Potrei fare inversione a U e tornare indietro. U come simbolismo segnaletico stradale. Oppure potrei decidere di tirar dritto, stile Thelma & Luise, come nel film, e finire in mare. Non saprei, non so, ovvio, anche perchè se sapessi potrei dire di essere già dentro la svolta. Ma queste son metafore. Strumenti del pensiero. Fatemi straparlare. Al momento vivo la mia routine giornaliera nell’attesa che tutto diventi più chiaro. Non sto male. Non mi posso lamentare. Ho avuto anche la mia fortuna. Cinque anni feci un frontale a 114 Km/h contro un pulman. La macchina si disintegrò. Tutto quanto intorno a me si accartocciò fermandosi ad un millimetro dal mio corpo, dalla mia pelle. Persi col cervello il segnale della diretta con la realtà per trenta minuti. Dopo attente analisi, tac, risonanze ed esami i primari di mezzo mondo accettarono l’ipotesi che ero intatto. Non mi ero fatto niente. A guardar le foto dell'auto, di quello che resta dell'auto, anch’io avrei dubitato. Di quell'incidente non ricordo niente. Neanche un frame. E questa è stata una gran fortuna. Ho evitato tutto quel cataologo di problemi psico-emotivi tipici che poi trascini per anni, esistenze. Da quel giorno la mia vità è comunque cambiata. La famosa multinazionale che ha prodotto la mia vettura ha voluto che firmassi un contratto a vita con loro. Mi utilizzano in esclusiva come case-hystory. Ho accettato, ovviamente. Ho sistemato mio figlio e un paio di amici, anche. Tutti i mesi mi ritrovo 6.228 dollari sul conto. Una cifra che riesce a stupirmi sempre. Non 6.200 e neanche 6,300, bensì 6,288. L’avvocato mi ha spiegato che si tratta di una cifra che è il frutto di calcoli complessi riguardanti la mia età, quanto mi resta da vivere mediamente, eccetera. All’origine c’è sicuramente un valore netto e tondo che hanno dovuto dividere e spalmare. Non ho posto obbiezioni a questa tesi. 6.288 dollari al mese finchè non crepo mi stanno bene. Per contratto devo partecipare a trasmissioni televisive. A volte sono trasmissioni di settore, tipo Autooggi, Settimana Motori, TuttoAuto e minchiate simili. Altre volte sono trasmissioni generaliste. In tutti i casi vengo invitato per fare il numero da baraccone, sempre sponsorizzato ovviamente. Marchi ovunque. Nelle trasmissioni di settore il taglio è tecnico, esperti sulla sicurezza mi domandano con fare scientifico cose tipo: ma i finestrini erano aperti? le mani erano entrambe sul volante? e altre amenità di questo tipo. Alcune mie risposte sono state concordate con i tecnici della multinazionale e questo, almeno per contratto, non deve saperlo nessuno. Nelle trasmissioni generaliste vogliono sapere tutto tranne l'incidente: per esempio se sono innamorato e tutte quelle robe lì. A volte prima della trasmissione incontro gli autori del programma che mi chiedono di fare battute, si concordano le battute, il presentatore dirà: "cosa dici ad una donna per conquistarla?" ed io devo rispondere "vieni a fare un giro in macchina?". A quel punto tutti applaudono e ridono, il presentatore riprende la parola e dice: "e' con noi l'uomo sopravvisuto al frontale, è qui nei nostri studi...torneremo dopo la pubblictà" Si gira verso di me, sorride, io sorrido, appena si spengono le luci della telecamera lui diventa improvvisamente serio. Io sono l'uomo del frontale, il paziente frontale. Una volta nel camerino di uno studio televisivo è accaduta una cosa che merita di essere raccontata. La truccatrice ha voluto a tutti costi farmi un pompino. Per non so quale distorsione religiosa o altro credeva che bere il mio sperma facesse bene e portasse buonasorte. Non ho mai creduto alla storiella dei mariti che convincono la moglie alla fellatio raccontando i benefici dello sperma per la pelle. Io, senza ragionevoli spiegazioni, mi trovavo nella situazione diamtramelmente opposta. In ginocchio davanti a me avevo una ragazza carina che supplicava il mio seme. Non esitai a venire rapidamente. Chiuse gli occhi e mandò giù lentamente con gusto. Nel suo sguardo c'era un piacere che credo di aver provato solo una volta bevendo limonata fresca dopo un pomeriggio afoso passato in spiaggia. Mentre venivo, preso da un delirio di potenza, forse giustificato, ho pensato e stavo dicendo: "Si, bevi il mio sperma, che ti fa bene". Una stilettata di piacere mi ha per fortuna zittito. Ma torniamo al presente. La mia giornata è quasi sempre la replica della giornata precedente. Mi sveglio, faccio colazione, vado in studio e inizio a rispondere alle mail che lo sponsor mi inoltra. Mi scrive gente svitata, alcuni hanno aperto un blog in mio onore. In alcune parti del mondo sono nate sette e cose simili. I primi mesi ricevevo una media di mille mail alla settimana. Ora sono circa cinquecento. In tutte le mie risposte viene allegata un'offerta per acquistare, a comode rate, la vettura di punta del momento. Pur essendo molto popolare la gente per strada non mi riconosce. Mi capita spesso, sui mezzi pubblici. Siedo al fianco di persone che parlano di me senza accorgersi di me. Una vità così. Sono l'uomo del frontale, sono il paziente frontale, altro non potrei dire, ma ora non ho tempo. Ho straparlato. C'ho la curva davanti a me, il mare,