Ovunque vedo e sento di problemi sentimentali. Lui non vuole lasciare la moglie perché ha paura, si sente in colpa, ma non la ama, ama lei. Quell'altra... lo ama, ma forse no, ma forse si. Quell'altro scopa da dio ma lei non ce lo vede come moroso. Quell'altra è un'amore, lui dice che è la donna della sua vita, è intelligente, comprensiva e sensibile, però scopa male, non fa pompini. Quell'altra è irrequieta e fa paura, gli uomini li fa scappare. C'è poi tutta una categoria , sono quelli che temono la perdita dei propri spazi, della propria autonomia. Sai, dicono, l'idea di convivere mi toglie ossigeno. Io ho bisogno della mia libertà. E c'è la categoria dei puntualizzatori, poi. Quelli che però non mi piacciono i suoi capelli, il suo sguardo, le sue mani, i suoi piedi, i denti, le sue caviglie, ma adoro la sua testa, e scopiamo come bestie inferocite. Nei racconti che sento ci sono lacrime, altre volte severi silenzi. Nessuno è più sicuro dei propri sentimenti. Donne e uomini senza distinzione. Insomma, le persone fanno fatica a stare insieme. Le relazioni si allargano e si espandono come l'universo dopo il bigben. Tante parentesi che si aprono e nessuno le chiude per prudenza. Non ci si capisce più niente. Ovunque c'è dissolutezza, spesso in uno stato d'incoscienza. Ora devo andare, devo passare dal mio ex-marito. Mi aspetta.
Ho preso un caffè, lui un biscotto, il biscotto gelato, io detesto chi mangia un biscotto gelato.
Non ho ancora deciso cosa fare quest'estate, dipende.
Stasera? Mi dice. Io rispondo. Ok, mi libero, passa da me alle due. Sbaglio?
Ieri ho preso il giornale, ho provato a leggere, non ci sono riuscita, non riesco a concentrarmi, forse non me ne frega un cazzo. Non lo so.
Non avrei mai pensato di prendere un cane. E' piccolo. Piccolo piccolo. Ha solo una settimana. Mi stavo truccando, ho sentito che si lamentava, dalla cucina, dal cestino. Sono corsa lì, l'ho accarezzato, lui ha fatto una smorfia. Una smorfia, un musino. Mi son messa a piangere.