La maratona inizia quando si decide di farla. Quello start, quella domenica mattina, nella folla, con davanti 42km195metri, è solo l'ultimo capitolo. La maratona inizia nel corpo e nella testa tre mesi prima. Nella testa di chi prepara una maratona gira di tutto. Nei mesi dell'allenamento l'incubo infortunio è sempre presente. Ho sempre temuto l'infortunio a due settimane dalla maratona. Immagina se capitasse una cosa simile prima d NY, dopo aver speso parecchi euro per iscriverti. Ecco, l'infortunio a ridosso di una maratona credo sia l'incubo e il terrore di tutti i maratoneti. Ed io che nella vita ho provato di tutto non potevo certo farmi mancare questa emozione. Altro che lanciarsi da un aereo col paracadute, esperienza provata. L'infortunio a due settimane dalla maratona, dopo tre mesi invernali passati ad allenarmi nel freddo e in solitudine, è la vera sensazione estrema. Ed io ora so cosa si prova.
E' un mercoledì. L'ultimo giorno di febbraio. Vado al parco, corro, allenamento. Ne esce un
allenamento stupendo. Ma il corpo è una questione complessa. E' un giovedì. Il giorno dopo. 1 marzo 2007. 17 giorni alla maratona di Roma. Mi sveglio a pezzi. E' la schiena che si fa sentire scaricando il suo urlo sulla gamba destra. Penso all'allenamento della sera prima. No, forse sono stati i 26KM di lunedì, che sommati all'allenamento di mercoledì... Ho la schiena che urla. Quando si corre, e quando lo si fa cinque volte la settimana, per tre mesi, s'impara a convivere con i dolori. Anche quello, mi dico, passerà. Il corpo è così. Se lo usi lo senti. Giovedì sera, dolorante, mi butto nel parco per fare i 50 minuti di FL. Parto come una vecchia locomotiva, ma parto e poi decollo. Venerdì mi risveglio, ascolto il suono della schiena, e per la prima volta capisco che la questione è seria. Penso alla mezza maratona di Piacenza programmata per la domenica. Penso che mancano 16 giorni alla Maratona di Roma. E' venerdì, è il 2 marzo, è sera. Dopo un giro di chiamate trovo un osteopata. Mi dice che potrà vedermi solo Martedì. La mezza maratona di Piacenza salta. Sabato riposo. Arriva domenica 4 marzo, 14 gg dalla maratona. E' una giornata stupenda. E' impossibile resistere. La schiena mi fa meno male, decido per fare 50 minuti di fondo lento. Lunedì 5 marzo il dolore riappare, forte. Lunedì pomeriggio mi rubano la moto, il monster, non c'entra niente, però fa. Lunedì sera arrivo a casa. Mi sdraio sulla poltrona. Mi accendo un sigaro e guardo 10, forse 15, forse 20, puntate di Lost che avevo registrato su Hard Disk. Una dietro l'altra. E' l'unica cosa che riesce a distrarmi. Mancano 13 giorni alla Maratona di Roma. Mi fa male la schiena. La schiena, mi dico, e chi avrebbe mai pensato alla schiena. Temevo per il ginocchio e invece...
11 marzo, è sera, la guarigione galoppa, in questo istante il dolore alla schiena è quasi scomparso del tutto. Ma c'è ancora. E ogni tanto torna. Mancano 7gg alla maratona di Roma. Ma Roma è ormai compromessa. Il lavoro e i sacrifici invernali no.
Il Coach me l'aveva detto, un mese fa. Guarda che a questo punto dell'allenamento sono necessari massaggi alla schiena. Ti devi far stirare e liberare la schiena. Me l'aveva detto. Ma poi c'è il lavoro, che mi alzo alle 6.30, che manca sempre il tempo, che...Mi viene da parafrasare un famosa frase di Enzensberger. Ai tempi in cui stavo bene non sapevo di star bene... non pensavo di potermi far male. L'errore è tutto in quella supponente presuntuosa tendenza a credere che non ci si farà mai male e che stretching e massaggi siano rinviabili. Se esperienza, astuzia, saggezza, attenzioni, strategia possono evitare un stop al 28km della maratona, la sostanza non cambia per evitare uno stop a 15gg dalla maratona. La maratona inizia quando si decide di farla. Tre mesi prima, e finisce quando superi quell'affare gommato con su scritto arrivo. Questo è il podismo, questa è la maratona. Questo era uno stop a 15gg dallo start finale, dentro una maratona.