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[...]

9999

Stavo facendo il bagno immerso nella schiuma del mio nuovo bagno schiuma. Ero lì, a mollo, con  la mente vagavo a destra e poi a sinistra. Perchè diciamolo, senza vergognarsi di essere banali, al giorno d'oggi non si sa più cosa pensare quando si fa il bagno. Quindi sono finito per pensare ai prezzi. La domanda che mi sono posto mentre massaggiavo il polpaccio è: ma quanti 9 hanno i prezzi d'oggi? Siamo invasi dai prezzi con dentro tonnellate di 9. Per esempio questo bagno schiuma costa 99 centesimi. L'altro giorno ho acquistato una roba a 4 euro e 99 centesimi, non posso dire cosa, lo giuro. Altre cose costano 99,99 euro, oppure 199,99 e via di seguito. Ora non bisogna scomodare la scoperta dell'acqua calda, nella quale tra l'altro sono piacevolmente immerso, per capire le ragioni di tutti questi nove. Le ragioni del marketing, intendo. Ridurre il prezzo di un centesimo per essere più seduttivi e vendere di più. In soldoni, quella perdita di un fottuto centesimo di guadagno è ampiamente recuperata con un aumento di vendite. Ripeto. Perchè mi sa che non avete capito. Siamo talmente non so cosa che se ci riducono il prezzo di un solo centesimo noi scattiamo ad acquistare. Ci convincono con un solo centesimo. Ora, mentre mi asciugo, prendete questa riflessione balneare indoor, guardatevi in giro per il mondo, e fatene quello che volete.
Doug - 31/10/2006 10:51 | lk | commenti (6) | bossanova, tabasco

Il trenino

Ieri sono scesi in piazza i pensionati per protestare contro la finanziaria. Dietro di loro un corteo di badanti protestavano contro il lavoro nero.
Doug - 31/10/2006 09:02 | lk | commenti (2) | tabasco

Ritornerai?

E' geniale, è stimolante, imprevedibile, creativo. Quindi la domanda sorge spontanea. Cazzo, perchè Luttazzi non è in tv? Prima potevamo incolpare Berlusconi e il suo editto bulgaro. Ora? Tutta colpa del grande centro cattolico? E' la melma benpensante che straborda a destra e sinistra? Non lo so. Il dato incontrovertibile resta uno solo. Luttazzi non è in tv. Ok, Santoro è tornato. Però è Luttazzi quello che voglio. Non ci sono cazzi. Luttazzi è la cartina di tornasole che misura il bigottismo e l'ipocrisia di questo paese. La reazione che provoca nella platea buona, ammodo e con tutti i pensieri in ordine, è come quella sottile smorfia del volto che tradisce chi sta mentendo. E' la smorfia di questa società. Per questo poco importa se posso rivederlo io sul web o nei circuiti podcast. No, io lo voglio in tv, anche in seconda serata, lo voglio lì sul grande schermo. Voglio vedere e capire ancora una volta fin dove puo' osare la sua creatività, la sua ironia, la sua satirà. Fin dove può osare la liberta, quella vera, quella della mente, della fantasia, della follia. La sua. Unica. Voglio vedere quando arriverà la prossima smorfia di falsità da questa società. Luttazzi, mi manchi, non ci sono cazzi. E la tua mancanza non è per niente un bel segnale. Torna presto, ho bisogno di ridere.
Doug - 30/10/2006 08:57 | lk | commenti (5) | tabasco

Il Video della settimana

Doug - 30/10/2006 08:56 | lk | commenti |

Due half marathon non fanno una marathon ma…

La sveglia suona. E' il suo lavoro. La spengo. Raggiungo la sala. Ho preparato tutto la sera prima. Un sistema per non impazzire nella confusione di casa mia. Sul parquet ho spalmato pantaloncini, calze, scarpe, Asics kayano Gel II, pantalone tuta, GPS, maglietta, sacchettino di plastica per congelare cibi da usarsi per il lettore mp3 in caso di pioggia, non pioverà, lettore mp3, maglietta di ricambio, asciugamano, la borsa, scarpe per il ritorno. Perchè quando finisco di correre mi cambio le scarpe, quelle per correre corrono soltanto. Mi hanno detto così tanto tempo fa e così faccio. Colazione. Barretta energetica Crunchy. Banana. Caffè. Un pastiglione COOP Vitamina C Ginseng. Macchina. Autostrada. Arrivo, parcheggio vicino al gommone dell’arrivo/partenza. Ritiro pettorale. Riscaldamento. Check fisico. Il tendine, quello che sta sopra la caviglia, all'interno della gamba, la sinistra, sta dicendo qualcosa. Il fegato protesta un caffè preso qualche minuto prima. Si parte così oggi. Al terzo chilometro ispiro profondamente col naso ed espiro dalla bocca quantità di ossigeno industriali. E' l'unico sistema che conosco per far cessare il dolore al fianco destro, infatti se ne va. Resta il tendine, a caldo urla di meno. Controllo il computer di bordo. Si sta viaggiando a tempi stratosferici. Almeno per me. Avevo programmato questa mezza maratona a 5'20" al chilometro. Invece stiamo davvero correndo. Primo chilometro a 5'12". Secondo a 4'58". Terzo a 4'41". Seguo la scia, è rapida, un fiume in piena umano. Eccoli i Podisti della domenica mattina. Il settimo chilometro lo chiudo a 4'47", faccio un check, tutto a posto. Sto girando sotto i cinque per mille. 12,5 km/h. L'ottavo chilometro è ancora più veloce. 4'35", 13km/h. La musica del lettore mp3 la sento, nel senso che ho una cuffia in testa, in realtà mi entra ed esce come acqua che bevi e pisci dopo tre secondi. All'ottavo chilometro il corteo di podisti è ben spalmato, si formano i primi gruppi, individuo le mie lepri. Marito e moglie, almeno credo, sopra i 50 anni, girano a 4'50". Lei è bella magra, fascia in testa, ha una corsa davvero elegante, come il volto. Il marito è più scordinato ma corre. Mi trascinano per quasi sei chilometri. Salite lente ma bastarde, discese. Corro. Mi ero ripromesso di andare piano per godermi e osservare questa cittadina lombarda che conosco poco. Col cazzo. Escludendo qualche particolare, l'acciottolato, un volto all'angolo, un bar, un tizio che beve il caffé, non ricordo niente. Ipnosi. Trans-agonistica. Ma il percorso è bello. Lo sento, non lo vedo, ma lo sento. Non ci sono auto che suonano. Oltre la musica, oltre le cuffie, c'è silenzio, il silenzio di una città di provincia che si sveglia la domenica mattina. Il campanile. L'autunno che bussa. Dei pazzi che corrono. Arrivo al gommone, l'arco, quello dell'arrivo, quello della partenza. Quello che si cerca quando con la macchina si entra nel centro. Quello che quando poi lo vedi hai già mezzo orgasmo. Quel gommone è la mecca. Arrivo. Passo sotto il gommone. Il display segna il tempo, in alto. Guardo il mio GPS e lo fermo. Sono arrivato. Il tendine stride. Raggiungo il punto di ristoro. Caffé, pane e marmellata, acqua, panini con la mortadella. Bevo. Ritiro un pacco gara che quelli della maratona di Milano devo inginocchiarsi dalla vergogna. I volti. Osservo. Eccoli i podisti. Ognuno con la propria sfida. Ognuno a controllare acciacchi, a raccontare la propria corsa. I sorrisi, eccoli, quelli belli, quelli della fatica. Tocco il ginocchio. Ringrazio. Record personale sulla mezza maratona. Fanculo. In macchina mi accendo un mezzo toscano antico per festeggiare.


Passa una settimana. Domenica successiva, oggi, mezza maratona, again. Altra provincia lombarda. Ormai sono in tour. Ho la morte dell'ora legale alle spalle. Arrivo, cerco il gommone, lo trovo, è davvero in centro. Piazza Matteotti. A Bergamo è impossibile parcheggiare vicino alla partenza. Ma non è un problema. Nel raggio di tre chilometri ci sto dentro, saranno tre chilometri da srotolare per il riscaldamento. Al ritiro del pettorale e del chip c'è malumore. Sono finite le spille per attaccare il pettorale alla maglietta. I podisti brontolano. Gli organizzatori stanno facendo una figura di merda per delle spille. Un problema, in effetti. Dopo qualche minuto sbuca dal nulla una nonnina con la maglietta fidal, non è dell’organizzazione, ha in mano una busta di spille. I podisti tornano a sorridere. Il percorso è più duro. Falsi piani, davvero falsi, molto falsi. Bastardi. Non si arriva a Bergamo Alta, ma questi falsi piani sono fetenti, lunghi. Fatica. Caldo. Siamo partiti alle dieci, quindi erano le undici. A metà percorso un termometro segnava 26 gradi. Sti cazzi. Ma la bellezza di questa half è altrove. Al terzo chilometro mi aggancio ad una podista. Giriamo a cinque per mille puri. Corriamo affiancati, spalla contro spalla fino al 14 chilometro. Religioso silenzio. Siamo due metronomi perfettamente sincronizzati. In verità con la mente ci trasciniamo a vicenda. Ci diamo il cambio con complicità. Ci alterniamo. Quando cedo mi tira lei e viceversa. Al quattordicesimo chilometro lei rallenta, non di molto, ma perde il passo. Io mi giro. La guardo. basta Uno sguardo. E’ intesa. Vai. Mi dice vai. Io tengo il passo. E lei si distacca. Ogni tanto mi giro per controllare la mia podista, è dietro, la vedo. Io vado. Al diciassettesimo, sull’altro lato, incrocio lo sguardo di settore. E’ avanti 800 metri. E’ saltellante e giulivo. Ridiamo felici e mi grida qualcosa. Credo “evviva il podismo evviva la figa” oppure "Evviva il podismo in quanto figa", quell'uomo è così. Al diciottesimo chilometro mi fermo per bere, è la prima sosta, ho sempre bevuto correndo fino a quel momento. Cammino. Forse è una crisi. Sono stanco. Sto camminando. Sono lì che cammino quando mi sento toccare il braccio. Un tocco che è una spinta. Un tocco che vuol dire tutto. E' lei, la mia podista preferita. Mi riaccendo come un bambolotto a cui sono state cambiate le batterie. Riprendo a correre e la seguo. E con lei chiudo gli ultimi tre chilometri. All'arrivo la perdo tra la folla. Oh, dove sei podista mia? Vado al ristoro a mangiare, bere. Cammino. Eccola. La vedo. Mi avvicino, lei sorride. Non faccio neanche in tempo a dirle grazie che lei corre verso di me e mi abbraccia saltellando. E' un bel abbraccio. Di quelli giusti. Ci baciamo, non sulla bocca. "Come è andata?" Mi chiede. Bene, rispondo. "E tu?" "Bene, si bene" Sorride è felice. "…volevo ringraziarti" " Grazie a te". Ci diamo un cinque...con le mani...per un attimo penso alla coincidenza, cinque con le mani, cinque i minuti al chilometro, è la nostra velocità podista mia. Grazie.
Doug - 29/10/2006 19:27 | lk | commenti (3) | a perdifiato

La luce

Da non crederci. Ho fatto ooh come i bambini. Ho visto un pezzo dell'intervista di Veltroni a Matrix. A vedere Veltroni, a sentirlo, non ci sono dubbi, si diventa più buoni,. Il sorriso e le parole di Walter mi tirano fuori sentimenti dolci, buoni, delicati. Quelli che questa società mi costringe a nascondere nel solaio dell'anima. Ed io lì, davanti alla tv, con davanti Weltroni, testimone della storia in diretta, con la bocca e il cuore aperto. Il Walter mi racconta che Gianfranco Fini ha letto l'ultimo suo romanzo e gli ha scritto un biglietto. Veltroni si è commosso. Fini ha scritto cose bellissime che Veltroni non rivela. Quel biglietto è importante, l'ha messo subito via e verrà custodito con amore. Sono steso per terra. Se avevo dubbi esistenziali, dubbi sul male, dubbi sul bene, dubbi sul fascismo, queste nuvole nere vengono spazzate via dal tornado d'amore chiamato Walter. Altro che Pansa, altro che revisionismo. Questo è amore incondizionato, il pan-amore, quello che fa bene, quello che ossigena l'anima, Weltroni è la sorgente. Ma non finisce qui. Parte con un'altra toccante storia. Una ragazza dell'est ha tenuto la mano di un italiano incastrato nelle lamiere della metro dopo il tamponamento romano. S'intuisce che la ragazza ha aspettato, mano nella mano, i soccorsi e poi si è dileguata. Voi non ci crederete ma è successo, l'ha fatto. Il SuperWalter è andato a ricercare quella donna dell'est, ebbene si, l'ha trovata, e l'ha riportata dall'italiano slamierato. Vaccarana. Ascoltavo e non credevo ai miei occhi, al mio cuore. Ho lacrimato, mi sono commosso, ho tirato fuori il fazzoletto di stoffa. Evviva il centrocentrosinistra. Nella mia sala, attraverso la tv, è entrata l'ondata di bene, è entrata la luce, l'energia, la radioterapia. Mi sono spogliato nudo e mi sono aperto davanti alla tv, ho raccolto il flusso, mi ha attraversato. Sono un uomo nuovo. Il SuperWalter ci salverà dal male, dai cattivi, dai brutti sentimenti. Walter, la luce. Il Grande centrocentrocentrocentrosinistra. Il Nuovo Amor Nostro. Il Nostro Super Eroe. La wita è merawigliosa, e sarà ancor più merawigliosa con il SuperWalter e i suoi superpoteri.
Doug - 28/10/2006 02:52 | lk | commenti (11) | lounge, tabasco

I famosi

E' probabile che questa bella pensata l'abbia già scritta. Può anche essere che questa bella pensata l'abbia letta e metabolizzata senza rendermene conto. Come ultima ipotesi, e non per questo meno probabile, può essere che questa bella pensata sia davvero un prodotto fresco del mio piccolo cervellino. Inoltre sapete cosa vi dico… considerando il livello televisivo, considerando che ormai hanno già superato tutti i confini del buonsenso, non mi pento affatto della bella pensata. Calmini, state calmini, è solo una bella pensata non un desiderio. Un pensiero indotto. Non è colpa mia. Davvero. Metto le mani avanti. Ok, basta con queste manfrine. Sputo il rospo. Per farla corta, in poche parole, ho pensato che a breve faranno una trasmissione intitolata: il campo di concentramento dei famosi. Sai che meraviglia. Molto reale, ovviamente, crepano tutti e uno solo si salva. Una trasmissione funzionale al riciclo di volti televisivi. Lo so, l'idea del campo di concentramento è un pochino nazi e indispettisce parecchio. Lo ammetto è esagerata. Lo so. Però sai che figata toglierci dalle palle, in un colpo solo…lasciamo perdere.  Però possono sostituire questa roba nazi con qualcosa di comunque funzionale e meno nazi, qualche diavoleria ammerikana, magari. Oh, tranquilli, tanto c’arrivano da soli a fare questa trasmissione, faranno tutto loro. Io non c’entro niente e non lo desidero nemmeno.
Doug - 27/10/2006 09:54 | lk | commenti (10) | bossanova, tabasco

Santoro

La trasmissione del biondo Santoro va bene, potrebbe diventare anche bella se solo togliessero quella trombetta del cazzo.
Doug - 26/10/2006 23:03 | lk | commenti | lounge, tabasco

Promo

Ciao sono Daniele Capezzone, anch'io ogni tanto leggo questo blog, una volta ho lasciato persino un commento. Ciao
Doug - 26/10/2006 15:19 | lk | commenti (6) | lounge

i duri e puri

Nella blogopalla ci sono avvenimenti che mi mettono davvero di buon umore. Sono questioni che andrebbero raccontate dal dentista per tirar su il morale alla truppa. Ora vi racconto. Fate finta di essere dal dentista. Girando per blog, spesso, impatto con i “duri e puri”. Chi sono i “duri e puri”? I “duri e puri” sono quelli che detestano gli anonimi e loro, in quanto “duri e puri”, hanno il nome e cognome come nick (forse gli manca la fantasia). Io, per correttezza intellettuale, ve lo dico subito; sono anonimo, bisogna essere onesti. Sono anonimo secondo i criteri dei "duri e puri". In realtà non mi sento anonimo, ma voi fate finta di niente. Mamma mia come adoro i “duri e puri”, voi non potete neanche immaginare. Ci vorrebbe la musica di qualche film di Sergio Leone ad accompagnarli quando si muovono nella blogopalla. Vabbé, lasciamo perdere. Ora voi fate un bel esperimento. Individuate un “duro e puro”, se è un giornalista o personaggio televisivo meglio. Andate sul suo blog. Io non posso consigliarvi nessun "duro e puro" altrimenti qui mi chiudono baracca e burattini. Andate lì e, come anonimi, col vostro nick di fantasia, crogiolatelo di complimenti. Masturbate il suo blog. Continuate a smanettarlo finché viene. Il “duro e puro” si lascerà fare. Il “duro e puro” non vi rinfaccerà mai il vostro status anonimo da puttana. Ma, attenzione attenzione, se solo provate a dire qualcosa che lo irrita, basta, il gioco finisce. Il “duro e puro” s'arrabbia, eccome. Voi diventate subito anonimi, dei fantasmi, dei parassiti. Il "duro e puro" tira fuori regole etiche e vi accusa di nascondervi dietro un nick. Ecco, il “duro e puro” se gli fate qualche appunto di troppo tira fuori le palle. Prima c'aveva fuori solo la testolina di cazzo. Sapete, spera sempre che qualcuno l'accarezzi. Ah, come adoro i "duri e puri" della blogopalla. Mi mettono di buon umore.
Doug - 26/10/2006 08:56 | lk | commenti (22) | lounge, tabasco

l'ora solare

Sabato torna l'ora solare, torna il buio, si dorme un'ora in più, ricordatevi di regolare il vostro orologio. Zitti, ormai lo so benissimo, è un attimo e arriva subito Natale. E' cosi. I regali, corri di qui e corri di là, gli auguri alla famiglia, e tutto quel mare di domande identiche su dove passi l’ultimo e dove passi il Natale. E’ sempre così, una noia mortale. Per ingannare il tempo quest’anno potrei trascinarmi fino a Natale cercando di rispondere ad una domanda: di che cazzo di religione è Magdi Allam? Adesso, voi, dovete essere generosi e capire la mia perplessità. A vederlo sembra un fanatico musulmano, a sentirlo parlare sembra un fanatico cristiano. Oh, guarda che Magdi Allam è davvero un bel enigma. Ieri sera, al telefono, parlavo di questa faccenda con una famosa scrittrice. Le ho esposto l’enigma dei magdi-fanatismi, e lei, come spesso accade mi ha raccontato una storia. La storia è di un bambino obeso, grasso, che tutti prendono in giro, poi in età adolescenziale il bambino diventa magro. E con la magrezza l’anima diventa spigolosa. E’ scontroso. E da adulto finisce per fare il portavoce di qualche causa di merda, e persa. Geniale, illuminante, questa storia. Le sinapsi, la serotonina, le  capacità di creare immagini mentali e associazioni, quelle robe lì, avete presente? Ah...la mente delle scrittrici.  Ecco, l’ho sempre pensato, le possibilità che una scrittrice scopi bene sono altissime.
Doug - 25/10/2006 10:09 | lk | commenti (3) | bossanova, tabasco

Volevo

Ogni giorno in Italia morirebbero 90 persone per errori e cattiva organizzazione dei medici.  Montezemolo, forse, si butta in politica per guidare una grossa coalizione. Tutto qui. Volevo guastarvi il buon umore.
Doug - 24/10/2006 09:12 | lk | commenti (8) | tabasco

Vanessa (paridiso) Ferrari



Uno scricciolo di bambina. E’ alta 1 metro e 43 centimetri, ha quasi sedici anni e pesa 36 chili. Questa extraterrestre torna dai Mondiali di Aarhus con un oro nel concorso generale e due bronzi vinti nelle parallele asimmetriche e nel corpo libero. Avete presente il culo che bisogna farsi per arrivare a questi risultati? Vanessa rientra in Italia e deve subito correre a ritirare il collare d’oro della Coni consegnati da Prodi. In sala presenti calciatori come Buffon, Totti, Del Piero, C’è Lippi e tanti altri, c'è la Nazionale di Calcio. Il mondo dell’atletica stride lì dentro. Lì c’è gente che guadagna mille euro al minuto e lei, la bambina che fa acrobazie, se ne esce che ha bisogno della palestra vicino a casa, perché manca. Finita la premiazione le chiedono se emozionata, a vedere dal vivo tutti quei volti famosi, la Nazionale di calcio…lei risponde veloce, con un sorriso, dolce, e dice, "la nazionale di calcio no". Vanessa, fanculo te e la tua palestra del cazzo, fanculo alla tua fatica, fanculo alla tua dedizione al lavoro ginnico solitario in chissà quale angusto luogo del bresciano illuminato con dei fottuti neon, fanculo al tuo sudore, fanculo alla tua grazia e alla poesia dei tuoi movimenti in questo mondo calcio-centrico del cazzo, Fanculo Vanessa, fanculo, mi hai commosso, di brutto. Vanessa, grazie di esistere. Evviva la rivoluzione del podismo, dell’atletica, della ginnastica. Evviva lo sport, il tuo, non mollare mai. Mai. E come direbbe un noto podista del pavese a questo punto, "evviva la dittatura del proletariato"… che, voglio dire,  ha sempre il suo dolce perchè.
Doug - 23/10/2006 21:34 | lk | commenti (4) | bossanova

Prima o dopo

Putin dice che siamo la culla della mafia, prima di criticarlo dovremmo capire una cosa; questa opinione se l'è fatta prima o dopo le frequentazioni con Berlusconi?
Doug - 23/10/2006 15:04 | lk | commenti (4) | tabasco

Feliciometro 2.0

In questo istante preciso...
termina qui il progetto artistico Feliciometro. Feliciometro è stata una bella esperienza, ricca, non la dimenticherò facilmente. Ha segnato, ha lasciato un segno profondo nella mia vita, come un laparoscopio che entra ed esplora una cavità addominale. Feliciometro nacque a Berlino, tanti anni fa. C’ero io, c’era l’architetto, c’era Luigi, c’era l’architetto. Mangiavamo… chi un piatto di linguine alle vongole veraci, chi del pesto genovese con spaghetti, chi della focaccia di Recco. Eravamo all'aperto, c'erano dieci gradi sotto zero. Stavamo ridendo, eravamo felici, e in quel preciso istante nacque il concept-post.moment chiamato Feliciometro. Che serata. Peccato, se continuassi con questo progetto, se continuassi fino alla morte, nell’accezione mortale di morte, passerei alla storia. Ma in questo preciso istante sono consapevole della realtà dei limiti, è lunedì, e qui termina Feliciometro, non si può pretendere tutto dalla vita.
Me lo segno, va'.
Doug - 23/10/2006 10:07 | lk | commenti (2) | bossanova

Feliciometro 1.9

In questo istante preciso...
la felicità è un super-tempone alla mezza maratona.
Me lo segno, va'.
Doug - 22/10/2006 13:55 | lk | commenti (1) | bossanova, a perdifiato

Feliciometro 1.8

In questo istante preciso...
forse, sono inconsapevolmente felice.
Me lo segno, va'.
Doug - 21/10/2006 18:40 | lk | commenti (3) | bossanova

Feliciometro 1.7

In questo istante preciso...
ho finito di mangiare 130grammi di pasta col pomodoro ché domani c'ho 'na mezza maratona, felicità al 67.2%, margine d'errore + o - 5%.
Me lo segno, va'.
Doug - 21/10/2006 13:33 | lk | commenti (2) | lounge, bossanova, a perdifiato

Feliciometro 1.6

In questo istante preciso...
ecco, secondo me Magdi Allam è molto infelice e per questa ragione scrive delle perversità.
Me lo segno, va'.
Doug - 21/10/2006 11:06 | lk | commenti (4) | lounge, bossanova, tabasco

Feliciometro 1.5

In questo istante preciso...mi sono svegliato ben riposato e sereno. Me lo segno, va'.
Doug - 21/10/2006 09:30 | lk | commenti | lounge, bossanova

Feliciometro 1.4

In questo istante preciso...non sono felice perchè ho i coglioni che mi girano...politicamente parlando, intendo. Me lo segno, va'.
Doug - 21/10/2006 00:17 | lk | commenti (2) | lounge, bossanova

Feliciometro 1.3

In questo istante preciso...parto, incontrerò una persona molto felice per un verso, triste per l'altro. Me lo segno, va'.
Doug - 20/10/2006 19:28 | lk | commenti (2) | lounge, bossanova

Feliciometro 1.2

In questo istante preciso...realizzo, poca fa non pensavo alla felicità. Me lo segno, va'.
Doug - 20/10/2006 18:38 | lk | commenti | lounge, bossanova

Feliciometro 1.1

In questo istante preciso...non sto pensando alla felicità. Me lo segno, va'.
Doug - 20/10/2006 18:03 | lk | commenti (1) | lounge, bossanova

Feliciometro 1

In questo istante preciso...sono molto meno felice di prima. Me lo segno, va'.
Doug - 20/10/2006 15:33 | lk | commenti (3) | lounge, bossanova

Feliciometro 0

In questo istante preciso...sono felice. Me lo segno, va'.
Doug - 20/10/2006 12:19 | lk | commenti (3) | bossanova

Rating

Le società di Rating tipo Standard&Poor's e Moody's analizzano passato, presente e fanno previsioni sul futuro. A richiesta tolgono pure malocchio e vi danno i numeri per il lotto.
Doug - 20/10/2006 09:23 | lk | commenti (2) | lounge, tabasco

Dai

Dalla Chiesa, dal Vaticano, dal mondo cattolico arrivano segnali importanti, di crescita, di apertura, di evoluzione. Il papa Ratzinger, nel suo discorso a Verona, ha citato Galileo Galilei. Un vero colpo di scena. Il tempismo, poi. Dai che ce la fanno.
Doug - 19/10/2006 20:50 | lk | commenti (1) | tabasco

Cinema

E' pronta fresca fresca di ristampa e disponibile per qualche manifestazione cinefila la versione rimasterizzata de L'Ultimo Metrò di François Truffaut. Veltroni va matto per queste cose. Potrebbe impazzire.
Doug - 19/10/2006 14:27 | lk | commenti (5) | lounge, tabasco

Vietato Fumare

Riunione in inglese. Lunga. Lunghissima. Sette esseri viventi, svegli e presenti, compreso il sottoscritto. C’è chi arriva dall’aeroporto, chi dalla stazione ferroviaria, chi da casa. Tavolo ovale. Si parla. Si prendono appunti. I classici blocchi, i classici quaderni. Nessun PC portatile aperto ché fa molto new economy west coast. I look sono svariati. La tendenza è comunque sportiva trasandata tranne due cravattati pinguini. Tutto sembra iniziare nel miglior dei modi finché… No, dico Nooo. Non ci voglio credere, spero di sbagliarmi. Alla fine devo accettare la realtà, quella percepita dal naso. Eccole, ogni tanto arrivano folate di alito marcio. Marcio metallico. Quello fetente. D’istinto m’infilo in bocca una Daygum, il chewing-gum ufficiale di questo blog. Non riesco ad identificare l’uomo marcio. Il tavolo non è ampio e tutti potrebbero essere sospettati. Forse è quello che ho di fianco. Le folate non sono continue. Dovrei e potrei, calcolando la velocità dell’aria e quella del suono della voce, scoprire il colpevole. Gli scambi però sono veloci e le ventate di marcio sono sfasate. Mi guardo in giro per intuire se altri hanno captato l’olezzo metallico. Faccio girare gli occhi come farei in quel gioco di carte dove bisogna scoprire chi ha in mano la donna di picche. E’ mattino presto e la mia tolleranza all’alito metallico è minima. In questi casi applico il solito stratagemma. Mano sulla bocca che regge la testa e preme sulle narici, gomito sulla gamba accavallata, sguardo che trasmette concentrazione, attenzione. La mano sulla bocca protegge dalle folate esterne. E’ come nelle auto quando si seleziona, nelle leve dell’aria, il riciclo dell’aria interna. Respiro il mio fiato, il profumo del mio chewing-gum, meno ossigeno, meno metallo marcio però. Si parla. L’inglese mi entra fluido, fatica ad uscire, in pratica parlo poco. Alcuni argomenti sono prevedibili. Ogni tanto con la testa vado a correre e preparo qualche allenamento senza con questo perdere il filo del discorso. Ora tocca a me. Parlo. Tolgo la protezione. Aspetto. Ascolto. Ecco un’altra folata di metallo pesante. Forse è un otturazione saltata nella notte con dentro detriti di qualche anno che rilasciano gas come geyser. Dovrebbero fare dei tamponi, tipo quelli per la droga. Quelli che devi aspettare se arriva la linea blu. Uno mette il tampone in bocca al mattino e controlla se ha l'alito di merda. Perché uno a volte non se ne accorge. Eccola, la folata. Mi viene voglia di fumare un sigaro per cancellare dalla memoria olfattiva quel sapore. Intuisco che deve essere il tizio sulla mia destra. E’ lui. Il tizio sulla mia sinistra nel frattempo sembra più nervoso. Si continua. Si parla, si prendono appunti, si producono disegnini. Flussi di frecce che entrano ed escono da tanti quadrati e poligoni vari. Le folate di marcio metallico non terminano. Non riesco a calcolare se col passare del tempo il livello di metallo sta diminuendo. Tra me e me penso; forse, col passare del tempo la salivazione potrebbe migliorare la situazione. Non riesco a capire. Il tizio sulla mia sinistra è sempre più nervoso. Quello sulla destra, è ufficiale, è l’uomo marcio. Quello sulla sinistra ad un certo punto sbatte un pugno sul tavolo e a basa voce con severità: “Mi sono rotto i coglioni”. E' rosso in volto e pulsa, il sistema idraulico sanguigno sembra aver deciso di portare tutto il sangue in testa. Si abbassa apre la borsa e tira fuori una pistola. La carica. Mette il colpo in canna. Me la punta sulla fronte, si avvicina al mio volto: “Respira bastardo”. Tutti immobili. Io inspiro ed espiro. Sento il freddo della canna sulla fronte. Poi punta la pistola sulla fronte del mio vicino. Lui, il tipo marcio, è inglese parlante ma capisce perfettamente le intenzioni dell’altro. “Respira bastardo”. Nello sguardo dell'uomo marcio lo stupore si mescola all'umiliazione. E lui Respira. Respira. Respira. L’uomo con la pistola chiude gli occhi. Eccola forte, la più forte. E’ precisa, eccola, è arrivata la super folata di marcio metallico, intensa. Neanche il tempo di sentire e percepire quel marcio che arriva il botto. Un botto secco. L’odore di marcio è sostituito da quello di polvere da sparo, sembra capodanno. I timpani si chiudono, sento fischiare tutto. Il tizio dall’alito marcio salta indietro, allarga le braccia e insegue una sventagliata di sangue e materia cerebrale. Il suo sangue, il suo cervello. “Non sopporto l’alito marcio, non lo sopporto, dopo colazione, al mattino, non lo sopporto ”. Tutti immobili. Pausa. Il tipo con la pistola si siede. Tutti restiamo in silenzio. Tutti. L’alito marcio non si sente più. Io mi accendo un sigaro. Faccio una boccata, intensa. Sul muro il cartello, vietato fumare. Di colpo realizzo. Mi giro lentamente, temo il suo sguardo. Il tizio mi guarda e dice: “Non mi da fastidio”.
Doug - 19/10/2006 09:21 | lk | commenti (10) | bossanova

Veltroni

Quando Storace ieri ha dichiarato "Meno feste più servizi" secondo me Veltroni c'è rimasto davvero male. Ma che dire male, malissimo. Gli ha rovinato la festa.
Doug - 18/10/2006 15:05 | lk | commenti (10) | tabasco

tragedie

Volevo avvisare quelli di AlQaida di stare rilassati, comodi e non occuparsi dell'Italia. Le tragedie e il terrore sulle metropolitane ce li organizziamo da soli.
Doug - 18/10/2006 08:57 | lk | commenti (4) | tabasco

This is not America

Bush ha firmato una legge che introduce negli Usa un sistema giudiziario militare per i sospetti terroristi e definisce le regole per interrogarli. Non si capisce, ma si può intuire, chi deciderà chi è sospetto o no, e come saranno queste regole sugli interrogatori. Sarà ammesso l'utilizzo durante i processi di testimonianze ottenute attraverso la coercizione, gli imputati non avranno modo di vedere le prove accusatorie nei loro confronti, sarà vietato agli stessi di fare ricorso in corti federali americane contro la propria detenzione. L'American Civil Liberties Union, una delle più importanti associazioni americani per la tutela dei diritti civili, ha definito la nuova legge "una delle peggiori misure in materia di libertà civili mai messe in atto nella storia americana". La misura ha affrontato dure opposizioni in casa e critiche da parte di molti governi europei per la legittimazione dei programmi special