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Rassegna Stampa

Dopo il Grande No devo ringraziare: Libero, La Padania e Il Giornale. E' infatti da 5 gg che leggo questi giornali. E' stata un'esperienza spassosa, divertente, comica.
Doug - 30/06/2006 09:07 | lk | commenti (8) | lounge, tabasco

il telefonino

Uno decide di morire. Le complessità che portano a scelte estreme meritano prudenza e quindi evito. Ma una, a margine del dramma, non posso evitare di farla. Che prima di buttarsi uno decida di appoggiare il telefonino per liberarsene è un particolare della vicenda che mi sta devastando per quanti significati "moderni" contiene. Io mi giro, guardo il mio telefonino, e mi vengono in mente tutta una serie di pensieri che non finiscono più. Cazzo il telefonino. Lo abbiamo sempre con noi, la tv ci bombarda e ci avvisa di nuovi modelli. Il telefoinino è ovunque, una parte del corpo, una nostra terminazione comunicativa. E lui, che voglio dire sta decidendo di fare off, trova lo spazio mentale per decidere di lasciarlo lì, dedice di appoggiarlo, di non portarselo fin laggiù. Si libera di un peso, come le chiavi, non solo fisico. Un peso mentale. Io è due giorni che odio il mio telefonino.
Doug - 29/06/2006 00:38 | lk | commenti (7) | bossanova

cucchiaio

Il senatore Malan di FI sta occupando il Senato e ha tirato il regolamento, ma  non voleva colpire il Presidente Marini e neanche i Ministri, lui dice, era solo un "tiro a cucchiaio" come fa Totti. Mi sembra di aver detto tutto.
Doug - 28/06/2006 20:18 | lk | commenti (3) | tabasco

Passami d'accendere

Per esempio, adesso ti spiego, di Gianna Nannini non me ne frega un cazzo, la sua musica rasenta l'inutilità, eppure l'idea che esista e che qualcuno la segua mi piace, mi da sicurezza, ora non so se ho reso l'idea e hai capito.
Doug - 28/06/2006 18:01 | lk | commenti (3) | bossanova

Capra

Nella vita e nell'universo ci sono notizie e avvenimenti che hanno la capacità di travolgerti di buon umore e felicità. Farò qualche esempio,  tua moglie ti dice di essere incinta,  ti svegli e scopri che è arrivata la bella stagione, guardando la tv capisci di aver vinto al superenalotto, il dottore t'informa che non era un tumore ma una macchia dell'ecografo del cazzo. Alla fine del caffè, in un ristorante all'aperto, vicino al mare, accendendosi una sigaretta,  ti dice che ti ama. Oppure, per finire, leggi che la Lega cancella il raduno di Pontida perchè la merda è arrivata ai capelli. Potenza e bellezza di certe notizie sono indescrivibili.  Arte. Ah, la vita è meravigliosa.
Doug - 28/06/2006 10:39 | lk | commenti (4) | bossanova

Arbitri

Moggi ha pianto in tv ed è stato ammonito per simulazione.
Doug - 28/06/2006 09:06 | lk | commenti (7) | jena

Cognomi

Io posso perdere la testa per un cognome. M'incanto col suono di un cognome. Tifo una squadra per un cognome. Se rinascessi cambierei cognome, opterei per Fàbregas, il calciatore della Spagna. Fàbregas. Piacere, io sono Fàbregas. Vaccarana, che cognome di sinistra, Fàbregas...altro che Fassino.
Doug - 27/06/2006 23:21 | lk | commenti (2) | lounge, bossanova

e ridono

"E' come la tv di casa" "e pensa che la vedi anche in trasferta" Ridono. Ecco, se mi dite chi è il Copy vado e lo frusto
Doug - 27/06/2006 21:01 | lk | commenti | lounge, tabasco

tentare l'off

Ti ho pensato per 7km e speriamo che domani ci sia civiltà e non ti sbattino in prima pagina... che tu hai bisogno di altro; di silenzio, di rispetto, di altro. Dai...
Doug - 27/06/2006 19:49 | lk | commenti | a perdifiato

E lui vuole dialogare

Il primo nel centro sinistra che inizia o tenta di dialogare con la Lega, attenzione, dovrà anche dialogare con il mio caro amico Alfredo Catramone, che se poi non ci spieghi perchè dialoghi coi Leghisti in modo  convincente ti scioglie nell'acido.
Doug - 27/06/2006 09:00 | lk | commenti (1) | tabasco

NO

Che bello, che emozione, ai primi exit-poll che davano i NO vincenti la gente è scesa in piazza, in strada, a festeggiar con le bandiere, a suonare i clacson, a gioire, evviva la Costituzione, evviva l'Italia.
Doug - 27/06/2006 08:50 | lk | commenti | lounge, bossanova, tabasco

Appena finisci di giocare con nostro figlio vieni di là che ti faccio un pompino

Sono andato a letto preoccupato. Temevo di non dormire rigirandomi in continuazione dentro pensieri tipo: a) ma perché non ha fatto entrare Van Nistelrooij? B) perché Lippi non da la formazione ed è nervoso? C) ma c'è un problema tra i giornalisti e il nostro CT? Ma ho dormito. Ed eccomi qui. Attivo e operoso, attivo e operoso? Ma come parlo? Be' mi sa che sono ipercinetico. Secondo una tabella di qualche Department of Psycology a nord di Boston forse, e dico forse, sono borderline allo stress. Sarà un periodo, sarà la corsa e le sue endorfine, sarà quel sarà. (Che sarà… che sarà…di questa vita chi lo sa.) L’ho capito intercettando piccoli e insignificanti particolari. Non riesco a fare una cosa sola, ne devo fare sempre due. Andrò da uno specialista quando tenterò di farne tre. Per esempio mentre piscio, seduto, mi lavo e spazzolo i denti. Ottimizzo l’istante. Cucinare diventa un’attività perfetta per dar sfogo a questa energia organizzativa (multitask). I tempi, la sincronia di cotture, la rotazione dei fornelli, ovviamente mai lasciati spenti e inattivi, un vero paradiso. Ho nel freezer teglie di pietanze che la Findus mi fa ‘na pippa. Se devo annaffiare gelsomino e aralia faccio in modo che questa attività coincida con una telefonata di lavoro dai contenuti a basso impegno logico e intellettivo, quelle dove non si dice un cazzo di rilevante e tutti si è più contenti perché professionalmente attivi. Ieri giravo per Milano in moto. Tra un semaforo rosso e il verde mi domandavo come mai le strade fossero così libere e deserte. Neanche ad agosto Milano è così deserta. La ragione era semplice. Erano le 08.00 del mattino, era domenica. Alle otto avevo già fatto colazione e letto quasi tutto il giornale (Il Manifesto), non tutto, però. Tre articoli li ho tenuti per la doccia solare, fondamentale a fissarmi questo stupendo colorito post-mare. Vuoi stare dentro quella camera iperbarica iperilluminata per quindici iperminuti senza far niente? Iperimpossibile. Comunque ho scoperto dove gustare i cornetti (brioches) integrali al miele più buoni di Milano. E sono profondamente serio e competente quando faccio queste affermazioni. Ne ho presi due. Il primo, aprendolo in due, sarà stato il caldo, mi ha riversato un rigagnolo di miele fluido sull’indice destro. E’ stato un dramma accettare l'idea di non poter riciclare quell'indice destro in qualche attività sessuale. Si prestava a mille utilizzi che avrebbero fatto arrossire un coltellino svizzero... che è gia rosso di suo. In questo periodo potrei soddisfare sessualmente, nell’accezione più pornografica, due donne contemporaneamente dalla sessualità normale con incoscienti strati mentali lesbo, certificate secondo una tabella di qualche Department of Psycology a nord di Boston. Si finirebbe dopo qualche ora e insieme all'unisono direbbero: "Ah eri solo". Soddisferei una donna sola se crede di essere più esigente e malata di me (Department of...) Giuro, non farei niente per convincerla del contrario. Che ora abbiamo fatto? 8.45... e sono già in ufficio. Te l'avevo detto che sono ipercinetico. Ora conterò i sorrisi professionali che mi verranno regalati come un depliant, quei foglietti similA4 che ti rifilano alle fiere di settore. Ma già ci siamo, è iniziato da poco e questo lunedì è prossimo a farmi girare i coglioni, lo so.
Doug - 26/06/2006 08:56 | lk | commenti | bossanova

Le bandiere

Il Caldo. L'afa. La destra che teme brogli lunedì pomeriggio mentre gioca L'Italia. La situazione economica. Che figata. Mi sembra di essere in sud america negli anni 50.
Doug - 24/06/2006 08:45 | lk | commenti | bossanova, tabasco

Manifesto

Ho telefonato in via Tomacelli per sapere. C'è stata una bella, anzi, un'ottima risposta, insomma tante adesioni. Quel "giornalaccio" non deve morire e da questa crisi si esce. Dai che si esce. Ho fatto una proposta. Hanno preso il mio nome. Via Tomacelli... non vi lasciamo da soli. Tranquilli.
Doug - 23/06/2006 20:49 | lk | commenti | bossanova

Savoia

Filiberto è contento perchè tra poco potrà riabbracciare suo padre e poi via... insieme...di corsa a puttane a festeggiar.
Doug - 23/06/2006 18:26 | lk | commenti | tabasco

Classe

Questo weekend prendo il coupé... e voto NO.
Doug - 23/06/2006 11:20 | lk | commenti | bossanova, tabasco

Quando

La sinistra va al governo, Rifondazione entra in crisi di identità, Cossutta si dimette dal suo partito e il manifesto rischia di chiudere. Non è che si stava meglio quando si stava peggio? (jena)
Doug - 23/06/2006 09:04 | lk | commenti | jena

Mondiali

Non lo so perchè ma quando vedo giocare il giappone mi sembra di vedere la playstation.
Doug - 22/06/2006 20:56 | lk | commenti | lounge

Mondiali

Quelli del Ghana avanzano e non sanno neanche chi sia Borrelli. Non è stupendo?
Doug - 22/06/2006 18:42 | lk | commenti (1) | tabasco

Il Manifesto

Il solito pippone sul manifesto e le sue crisi? Forse, si, forse no, non lo so. La prima pagina del Manifesto di oggi è un pugno nello stomaco. Lo è per me che leggo il Manifesto da tanti anni, quasi tutti i giorni. Il giornale è in crisi, prevedibile. Anzi. Guardandosi in giro, guardando questo mercato editoriale, guardando il mercato, sinceramente, c’era da meravigliarsi del contrario. Lo svincolarsi dal mercato ha permesso, permette, al Manifesto autonomia e libertà. Libertà e autonomia dai partiti e dai poteri forti. Basta leggerlo per capirlo. Ma di queste pippe, sull’autonomia e tutto il resto ho scritto, già scritto, brodaglia. Si, troppo. Oggi sono, non mi viene neanche la parola, affranto? Deluso? Scoraggiato? Si. Ma per una ragione del cazzo. E lo ammetto, lo dico subito, forse non è neanche corretto logicamente affiancare le due cose, però non riesco. Non ci sono riuscito. Il Manifesto per sopravvivere ha bisogno di 1.500.000 di euro. A grandi linee, mi sembra di aver letto che Buffon, il portiere della nazionale, ha speso questa cifra, in un mese, in scommesse e altre amenità. Lo so, l’accostamento è fazioso, forzato, ma contiene una (la) contraddizione di questi tempi. 35 anni di cultura, firme, studi, riflessioni a rischio per una cifra, la stessa, che un calciatore si gioca in mese, due, per divertimento. Certi contrasti stridono come unghie sulla lavagna. Mah, che giornata del cazzo.
Doug - 22/06/2006 10:09 | lk | commenti (4) | bossanova, tabasco

Lampedusa

A Lampedusa c’è modo di ritagliarsi un loop che gira, quasi,  ai bordi dell’isola. 16km circa. Il primo tratto è di 5km, è salita, lenta, un falso piano. 5km che iniziano dal paese, dal porto nuovo, e ti portano all’Isola dei Conigli. (uno splendore) Ai lati di questo tratto ci sono poche abitazioni e cani a branchi, abbaiano, sono innoqui. Superata e salutata l’Isola dei Conigli sulla sinistra, dopo la prima curva a destra, si svolta la prima a destra e si prende la strada panoramica che riporta al paese. Dopo un chilometro si costeggia l’altro lato dell’isola. La strada panoramica è deserta, ondulata, paesaggio lunare. Non ci sono case, non c’è niente, non c’è nessuno. E’ mattino presto, sono le 7, ci sono solo io. Ho il mare sulla sinistra; è uno strapiombo spettacolare, forse più di 100 metri. E si corre bene. Si respira anche con la vista. Prima del vuoto, prima del mare, in quella striscia di terra che mi separa dalla cartolina ci sono gabbiani appollaiati, mi guardano, alcuni spiccano il volo. Leggeri si lasciano trascinare da correnti ascensionali invisibili. Per due volte desidero seguirli, svoltare e correre verso il vuoto; spiccare un volo. Non è pulsione suicida, il contrario. Magnificenza delle endorfine dopo 7-10km di corsa a perdifiato. Questo tratto sublime dura circa 7 km. Rallento per prolungare quel piacere, trattenere l’estasi. Il lettore mp3, in modalità random, mi regala dai 4gb una musica inaspettata, è il sound of the day di oggi (2206). Allargo le braccia…sto correndo... e per qualche minuto mi sembra di volare.
Doug - 22/06/2006 00:16 | lk | commenti (3) | bossanova, a perdifiato

Ungaretti

Per 500.000 ragazzi è iniziata la maturità, hai presente che due coglioni?
Doug - 21/06/2006 09:36 | lk | commenti (8) |

Il box 5

Ci incrociamo dopo due settimane, mi sorride, perchè mi sorride?

- Ciao, volevo scusarmi per la boria e la presunzione (forse sto esagerando?) che mi hanno portato ad infilare quella lettera nel tuo box. Sono mortificato, scusami tanto.

Sorride, perchè sorride?

- Guarda che io non ho trovato nessuna lettera
- Ma io l'ho messa lì, quello col buco
- Si è il mio, ma sei sicuro? non hai sbagliato box?
- No, giuro... quello col buco, aspetta... butto via le bottiglie
- Io devo risolvere il problema di questi ragazzini... hanno spedito il pallone su quel balcone
Doug - 20/06/2006 20:14 | lk | commenti (2) | bossanova

I fighetti del quartierino

Lippi e De Rossi non si parlano. E' Lippi che non parla a De Rossi. Ah si, è davvero una situazione di merda, tremenda.
Doug - 19/06/2006 23:41 | lk | commenti (5) | tabasco

Piaget

In una settimana di vacanza ho incontrato tanti bambini, tanti ragazzini. Per non fare i precisini facciamo e diciamo che avevano un'età compresa tra i  7 e 12 anni. Ho conversato con loro. Tutti davvero molto logici, colti, razionali, posati. Vaccarana che serietà ! Chili di serietà che quasi mi verrebbe da dire maturità. Confondere serietà con maturità è un lampo; evito. Ma dove sono finiti  i ragazzini di una volta? Quelli che rubano, che fanno i dispetti, che si spaccano le ginocchia, dove sono finiti?  Ma sarà sano tutto questo ragionare a quell'età? Be' sta di fatto che a un certo punto li ho salutati dicendo: "Mi avete rotto i coglioni io vado in spiaggia a fare gavettoni".
Doug - 19/06/2006 18:24 | lk | commenti (3) | bossanova

Matematica

Siamo in Iraq da 1064 giorni. Abbiamo perso 31 militari. Uno ogni 34,3 giorni. Dall'ultima perdita sono passati più di dieci giorni. Andare via subito, andare via all'inizio dell'autunno o andare via alla fine dell'autunno non sono proprio la stessa cosa. Di sicuro non lo è per sei persone circa, così... ad occhio e croce.
Doug - 19/06/2006 16:34 | lk | commenti (4) | tabasco

Grazie Parme, grazie davvero

E' due giorni che sono infangato dentro un pensiero che mi sta consumando i sentimenti lentamente. Perchè alla fine, dopo attente analisi e passaggi logici, arrivo sempre alla stessa risposta, alla stessa conslusione. La domanda è semplice; ma l'amor mio Massimo D'Alema, una come Condoleeza Rice, se la tromberebbe? Si. Si, vaccarana, la risposta è sempre si. Pur facendo diversi percorsi logici  l'arrivo è sempre lo stesso. Si. Anzi, l'amor mio... me lo vedo anche. Lui, eccolo, con quel sorrisino seducente e sensuale perchè nervoso, e lei con le scarpe di Ferragamo e profumata, tutta. Lui la guarda e dice; "dobbiamo incipollire questo imbroglio politico". Pausa. Aspetta la traduzione. Si gira,  e si arrabbia pesantemente col traduttore perchè non gli ha dato soddisfazione sulla traduzione d'incipollire.  Discutono. A quel punto si alza, prende Condo per mano, la porta in camera e se la tromba da dietro, e mentre la fa godere, con la mano destra, si sistema il baffetto e si ripensa soddisfatto per quell'incipollirsi così metaforicamente e logicamente perfetto.
Doug - 19/06/2006 09:30 | lk | commenti (8) | bossanova, tabasco

Ritorno alle origini

Tutte le volte che torno a casa dopo essere stato via per un po' mi prende un poco d'ansia. Quasi dovessi trovarla rasa al suolo. Oppure con la porta d'ingresso divelta e nulla più dentro. No la porta è a posto e le cose sembrano esserci. Metto il borsone con la roba di una settimana vicino al bagno, vicino alla lavatrice. Faccio un giro veloce per le stanze quasi a controllare che tutto sia in ordine. Apro le finestre. Mi siedo in cucina un attimo a riprendere confidenza con la mia casa, il mio guscio. Con gli anni so perfettamente di quanto devo arretrare con la sedia per arrivare allungando la mano alla credenza dietro di me senza alzarmi. Lo faccio solo per controllare che tutto sia al suo posto. Prima di cominciare a mettere in ordine le cose mi rilasso un poco. Più tardi magari vado a correre un po'. Telefono per dire che sono a casa alle persone che sono appese a quell' evento. Apro il frigo desolatamente vuoto. Dovrò fare un po' di spesa anche. Ma dovrei rinunciare ai mie sette chilometri di gioia e sofferenza. Scruto i surgelati e le scatolette. Ce ne è a sufficienza per sopravvivere. Adesso faccio una lavatrice, metto via le borse e poi vediamo di aggiornare il blog e leggere tutto quello che è successo in questa settimana. Un po' adesso e un po' dopo avere corso. Accendo un sottofondo di musica per rendere il lavoro più piacevole. Sono allegro nonstante abbia così tante cose da fare e per lo più noiose. Passo di fronte ai computer e penso alle cose da scrivere dopo ma vengo colto improvvisamente da brividi. Torno indietro. Le spie del monitor e dei PC sono accese. Non è possibile che me lo sia scordato acceso. E' una di quelle cose che controllo mille volte, come se ho il portafoglio e le chiavi in tasca. Mi avvicino un poco timoroso. Si sono accesi entrambi. Tocco la tastiera per riaccendere lo schermo andato in spegnimento automatico. Al posto del solito sfondo del desktop di windows ce ne è uno con la scritta.

"Parme è stato qui"
parme - 16/06/2006 11:17 | lk | commenti (4) | special guest

Mondiali


Mi auguro che sabato l'Italia vinca con gli USA. Un po' per sano tifo e campanilismo, un po' perchè sti sboroni degli USA mi stanno sulle palle. Mi auguro però che Buffon prenda un bel gol magari da lontano ( un gollazzo ), mentre è girato a mandare i bacini alla Seredova. Così magari ci verranno risparmiate certe inquadrature come nella partita precedente in cui mancavano solo i cuoricini e lo sfondo di Hello Kitty.  Un po' perchè Buffon ha detto così tante cazzate dopo avere solo vinto una partita con il Ghana che una vendetta divina sarebbe auspicabile.

( Ho fatto molta fatica a trovare una foto della Seredova vestita )
parme - 15/06/2006 16:13 | lk | commenti (6) | special guest

Morte di lettore mp3

Il mio lettore mp3 durante un fondo veloce si è staccato dalla sua clip e si è frantumato in mille pezzi per terra. I mille pezzi dovuti più al guscio in plastica che alla mia roboante velocità. Ieri sono stato in una di quelle grosse catene di vendita per acquistarne uno nuovo. Il commesso si mostra gentile. Non gli do motivo per ritenere che di elettronica me ne intenda ed anzi fingo di confessargli che ho difficoltà addirittura a puntare il timer del videoregistratore. Detto questo gli si illuminano gli occhi e cominica a sciorinarmi una serie di cazzate interessanti e divertenti.
-Ho quello che fa per lei. Apple iPod 60 gb a 450 euro
-Apple? Quella dei Beatles?
-No, no. Quella che ha inventato il computer
Oddio ci sarebbe da discutere su questo ma lasciamo stare..meglio continuare a fare il finto tonto
-Sì. Pensi che loro facevano i computer migliori di sempre ma poi arrivarono i cinesi copiando e con roba di scarsa qualità, ma i fessi subito tutti a comprare
Ho il primo conato di vomito. A parte il fatto che i cinesi a quel tempo facevano ancora finnastica la mattina alla sei tutti in divisa con il ritratto di Mao alle spalle, ma nessuno copiò apple. Forse fa riferimento alla vicenda Windows-MacIntosh ma ormai si sa, visto che si sono consumati processi su processi, che entrambi copairono da un progetto dello Xeror Research Center di Palo Alto. Vabbe' dai non è il suo campo.
-Mi sembra un po' pesante questo iPod. Io lo userei mentre vado a  correre
-Ma guardi che con questo può vederci fino a 150 ore di video
-Mentre corro?
-E ha venti ore di autonomia
-Corro una oretta al giorno, non faccio la cento chilometri del passatore
-Ho capito passiamo allora a questo iPod Nano 4 Giga da 270 euro
-E' completo di accessori?
-La fascia per andare a correre costa 29.90. Le cuffie per fare sport, garantite contro umidità  e pioggia dai 34.50 ai 99 euro. Se non vuole ricaricarlo attraverso la presa USB del PC l'alimentatore esterno costa 34.50. Se vuole poi c'è questo caricabatterie solare a 79 euro.
A questo punto arriva un suo collega che ha bisogno. Lui si scusa e mi promette di tornare dopo un paio di minuti. Guardo i vari lettori esposti. C'è un Thomson che ha 512 mega ed è espandibile mediante le normali schedine SD. Ha anche la radio e costa 79 euro, compresa la fascia per andarci a correre. Va anche con le normali pile, cosa non trascurabile. Torna il commesso.
-Allora ha deciso?
-Sì posso sentire questo Thomson?
Se gli avessi detto che sua moglie lo tradiva avrebbe fatto una faccia meno sconsolata.
-Quello?
-Sì quello lì.
-Ma non c'è neppure da paragonare come qualità del suono
-Davvero?
-Ora le faccio sentire.
Mi fa sentire ed in effetti la differenza mi lascia stupito. Torna il collega di prima. Si ricongeda per un attimo. Pigramente invece di continuare a cambiare le cuffie decido di infilare lo spinotto ora nel iPod ora nel Thomson. Le differenze non ci sono più. Anzi si sente forse meglio nel secondo. Come mai? Mi tolgo la cuffia. Il bastardo mi faceva sentire iPod con una cuffia Shure di altissima qualità, non quella in dotazione, costa 99 euro solo la cuffia. Mentre il Thomson me lo faceva sentire con la cuffia in dotazione. Scambio le cuffie allora metto quella di scarsa qualità nell iPod. Torna il commesso.
-Allora ha sentito la differenza?
-Sì. Si sente molto meglio nel Thomson che costa la metà.
Lui guarda le cuffie.
-Ma guardi che ha scambiato le cuffie..
-Davvero? Allora al limite prendo il Thomson con questa cuffia
-Ma con l'iPod si sente meglio.
-Ma no guardi. Ho la sensazioen che sia la cuffia che fa sentire meglio. Poi a me serve per correre. Non saranno proprio le condizioni migliori di ascolto.
-Lei dovrebbe pensare che se lei prende un oggetto Apple oggi domani varrà il doppio. E di questo iPod Shuffle a 109 euro che ne dice?
Questo al limite sembrerebbe confrontabile ma ai 109 euro vanno aggiunti i 29 della fascia e i trenta e rotti per l'alimentatore. Inoltre non è espandibile con schede di memoria e ha le abtterie incorporate. Alla fine a malincuore accetta di darmi il mio Thomson. Gli iPod sono oggetti belli ma cari, cari sono gli accessori caro è tutto. Non sono poi neppure così facili da usare come dicono o come vogliono farti credere. E' il marchio Apple sopra che ne ha decretato il successo, Steve Jobs , quello che estate e inverno va in giro con maglioni neri a collo alto e jeans ha detto "iPod is cool". E ci credo che è cool. Oltre il 50 % del fatturato di Apple viene da iPod e iTunes.  E a me il lettore mp3 serve per ascoltare musica , non per fare vedere se sono cool o meno. Inoltre quando corro uso sempre una maglia, mai solo la canottiera e quindi il lettore sarebbe coperto dalla manica e il marchio non si vedrebbe.


parme - 15/06/2006 12:00 | lk | commenti (7) | special guest

La strana sinistra che siamo noi

Si dice che quelli di sinistra, "me" di sinistra, siano tendenzialmente più attenti alla politica e al sociale. Ed è vero in fondo. Siamo sempre i primi ad andare a votare e abbastanza attenti agli eventi politici. Siamo anche i più critici, sopratutto ora che siamo al governo e vediamo solo un rosso sbiadito sventolare. Non c'è sfigato o diseredato che non abbia avuto la sua bella manifestazione organizzata da qualcuno di sinistra. Non c'è raccolta di fondi, mostra, concerto o evento culturale che non trovi fra i suoi sostenitori parte del popolo della sinistra. La cultura è veramente in mano alla sinsitra come si sente dire? Probabilmente sì ma non per amore di conquista ma per affinità. Eppure questa sinistra non è imperfetta solo nel vertice ma pure nella base. La bandiera della contraddizione sventola sia sugli amministratori che sul popolo della sinistra. Esempi concreti? Ok. Senza tessera del partito o del sindacato giusto non si va a lavorare in molte amministrazioni. Per fare delle foto in una location di una città amministrata dalla sinistra per una mostra senza sponsorizzazione dell'Arci mi hanno risposto che non era possibile. Oppure il fatto che molte coppie appositamente non si sposino o addirittura tengano residenze separate in modo tale che lei figuri come ragazza madre e quindi le sia assicurato il posto all'asilo e anche sostegni economici, sussidi per l'affitto. E non sono casi isolati. Nella scuola di mia figlia sono una su tre. Nelle città vicine analoga situazione anzi forse peggio. E se fai loro notare la cosa loro ti rispondono "Altrimenti gli asili si riempiono di figli di immigrati visto  che loro non guadagnano un cazzo ef anno mille figli". Per forza loro sono obbligati a fare così. Eppure sono queste le stesse persone che ho sentito parlare "bene" a favore dell'integrazione nel ristorante di moda il sabato sera, fra il primo e il secondo. Al dolce no, si parla di cose più frivole. Insomma togliamoci l'idea dalla testa che noi siamo i giusti gli onesti. Non lo siamo, non abbiamo più nessuna verginità da difendere, se mai la abbiamo avuta. Ma possiamo anche non tacere. Fare notare, sottolineare, rifutarci di accettare silenziosamente. Potrei elencare altri casi ma il concetto è sempre quello: a parole siamo i più bravi, i più disponibili, i più onesti , i più democratici. Nei fatti siamo uguali agli altri. Forse non tutti saimo così, certo, masono/siamo  una percentuale vistosa, che non si può fare finta che non ci appartenga.  Per ritrovare una identità di intenti nella sinsitra che non siano discussioni di salotto forse dobbiamo prima guardarci negli occhi fra di noi e capire se il rosso che indossiamo è  perchè sta bene con il nostro colorito pallido oppure fa tanto moda.
parme - 14/06/2006 12:05 | lk | commenti (6) | special guest

Lo zen e l'arte della corsa


E' qualcosa che nasce da dentro. che ti esplode dentro. Come la felicità o il dolore. Improvvisamente ti sale dallo stomaco, dal profondo e sfocia in riso o lacrime. Incontrollate. Perdi coscienza, controllo. Torni un animale, un "oggetto" debole.

"Stupido e gretto è colui che pensa che la corsa sia solo un atto fisico, dello spostamento delle masse. Il correre è arte della meditazione, della conoscenza di se e dell'esplorazione dell'animo umano; (…) di rottura della dicotomia fra essere umano e natura.

Come si può essere così volgari da ridurre tutto questo ad esercizio ginnico?"

( L.V. 1956 )

Sono seduto, quasi raggomitolato, stremato. Con gocce di sudore che scorrono giuù dal viso e mi abbandonano verso terra tuffandosi dalle punte arrossate. Sono completamente senza forze. Il corpo è abbandonato a se stesso e se non avesse una vaga stuttura ossea e cartilaginosa a dargli volume sarei disteso completamente per terra. Lo stomaco é sottosopra e l'acido della reazione si mescola al sapore ferroso del sangue. Bruciano gli occhi e sento il battito del cuore all'altezza delle tempie. Ma sorrido. Anzi rido e sono felice come un bambino il giorno di Natale. Quando ero uscito di casa tutto sembrava essere contrario. C'era una leggera pioggerellina ma il cielo sembrava promettere solo disastri. Nella mia zona il solito traffico, i soliti studenti che cazzeggiano beatamente fra aperitivi e chiacchiere inutili e che mi degnano appena di uno sguardo al mio passaggio. I primi dieci minuti non sono granchè. Le gambe legnose, il fiato corto. Strana espressione "il fiato corto". Tecnicamente non significa nulla se non sottolineare che fai molta fatica. Come quando si dice "rompere il fiato". Il fiato non si rompe e neppure è lungo o corto. Serve solo a dire che fai fatica in maniera colorita. Io il fiato l'ho corto e non rotto allora se questo serve a dire che faccio fatica. Sembro uno che abbia appena smesso di fumare dopo 10 anni a due pacchetti di camel senza filtro al giorno. Sputo e sibilo. Sì no respiro ma sibilo. Un fischio alto sia in entrata che in uscita. Anche il rumore dei miei passi di corsa non è proprio ovattato. Piuttosto uno zoccolare o ciabattare asimmetrico. Meglio fermarsi a fare streching. Tengo il piede su una radice e intanto stendo il muscolo del polpaccio. Ho troppi pensieri, troppe preoccupazioni per la testa per essere disteso nella corsa. Il mio corpo protesta. Cambio posizione. Mi vengono in mente le parole di un amico. Diceva che un metodo per svuotare la mente è quello di immaginarsi una stanza piena di gente con tante porte. Ogni persona rappresenta un problema, una preocupazione. Tu devi immaginarti di prenderlo a braccetto e accompagnarlo da una porta. Lo saluti e lo fai uscire. Poi chiudi la porta e vai avanti con tutti gli altri fino ad avere la stanza vuota. Riprendo a correre. Quasi un passo veloce più che una corsa. Penso al primo problema. Lo cerco fra le altre persone. Lo tratto quasi male e più che accompagnarlo alla porta lo sbatto proprio fuori. Mi giro e nella stanza ci saranno ancora dieci persone almeno. Mentre corro saluto qualcuno che non riconosco. Però ho quasi la sensazione di sentire le spalle più sciolte. Ho anche accelerato un poco. Cerco fra la gente il secondo problema in ordine di preoccupazione. Me lo immagino quasi si nasconda fra le altre persone. Lo prendo e mentre lo accompagno alla porta gli parlo come si fa con i bambini quando li si sgrida. Porta. Chiavi. Mi giro. Adesso le persone della sala sembrano avere più paura. Sembrano fare finta di niente. Chi prendo adesso? E' scomparso il ciabattare/zoccolare di prima. E vado avanti così. Ogni persona che accompagno fuori dalla stanza mi scompare un piccolo dolore e il mio cuore si alleggerisce. Mi giro dopo avere chiuso l'ultima porta e mi dico: ora tocca solo a te. S'è alzato il vento e gli alberi hanno fronde rumorose. L'erba si piega mostrando un lato bianco quasi un esercito invisibile ci camminasse sopra. Il tuono è fragorosa ora a destra , ora alla mia sinistra. Ho anima e cuore sgombri. Sono solo io, un essere umano, un oggetto debole ma vivo. Mi accorgo che qualcosa è cambiato da come evito sassi e ostacoli. Nonostante stia andando già ai miei limiti i passi sembrano di danza, non sono mai scomposti forzati. E' come se vedessi il percorso in mezzo a tutti quegli ostacoli senza problemi. Non supero gli ostacoli, li attraverso. Sono parte di quello che ho attorno. E' scomparso il sibilo e in realtà neppure mi accorgo di respirare. Ogni singolo passo non tocca terra ma si limita a sfiorarla, a mantenermi in quota, senza violenza. Ora il vento si è fatto silenzioso. E' un attimo solo prima della pioggia che arriva con un rumore sordo quasi violento. Mi sembra di attraversarla. Neppure lei mi rallenta, non mi impaccia. Socchiudo solo poco gli occhi per la pioggia  e prendo a sorridere da dentro. La dolcezza e l'armonia ora lasciano il posto a un po' più di violenza. Quasi come quando durante il sesso il ritmo cresce fino all'orgasmo. Devo concentrami un poco ora. Non è più una danza ma un atto di forza. Solo che non c'è fatica. E' una progressione che conosco e che potrà durare solo pochi altri minuti. Per un centinaio di metri devo correre di fianco alla strada. Ed è lì uscendo dal guscio della natura in cui ero che ancora più mi risulta evidente il mio stato di grazia. Correndo di fianco a quelle auto, a quelle persone con l'ombrello mi rendo conto che sono in uno stato diverso lontano da loro. Mi ributto nella natura come fra le braccia di una amante. Devo solo pilotare me stesso fino all'orgasmo. Crescendo ritmo e velocità, con dolcezza, secondo quanto mi verrà suggerito dalla natura attorno. Mentre corro in questo stato senza pensieri e senza dolore, senza preoccupazioni e problemi mi ricordo un sogno ricorrente ceh facevo tanto tempo fa. Ero seduto su una spiaggia desolata e solitaria. Poi una ragazza camminando sulla battigia si avvivicinava a me ma  io non ne scorgevo  mai in viso perchè  in ombra a cuasa del controsole. E mi svegliavo sempre un attimo prima di vederla, di potermi girare . Di nuovo la vedo camminare verso di me. Ma ora non sto domendo, sto correndo. Socchiudo gli occhi per vederla. E' ancora in ombra. Sento che è arrivato l'ultimo atto. Accellero ulteriormente. Ho deciso dove e non oltre si concluderà il mio atto d'amore fra me e la natura delle cose. Duecento metri più in la. Io sto già sorridendo anzi godendo anche se sento che il mio corpo si sta sfaldando, come un jet lanciato a velocità troppo alta mentre precipita. Lei continua a camminare verso di me. Ultimi cento metri. Lei si siede accanto a me. e mi giro a guardarla. Sorrido.
 
L'ho sempre saputo che eri tu.
 
Allargo la braccia e volo per gli ultimi metri sotto la pioggia verso la mia felicità.
parme - 13/06/2006 22:13 | lk | commenti (2) | special guest