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Milano

Tempo fa scrissi del mio vicino, quello di sopra; quello che è morto. E quando uno muore lascia anche una casa. Oggi al posto del vicino è arrivata una famiglia dell’est, credo rumena. Si muovono con quella timidezza ossequente; quella dei migranti che lavorano. La moglie abbassa lo sguardo. Il piccolo figlio è proprio piccolo. Lui saluta con un bel sorriso, mi ricorda tanto mio padre da giovane, anche lui fu migrante in questa città cinquanta anni fa. Milano sta diventando una città multietnica. Il bar sotto casa è gestito da tre fratelli cinesi, il più piccolo ha diciotto anni, il più grande trenta. Il Bar era gestito da italiani e quando si sparse la voce che arrivavano i cinesi il Garagista fece una smorfia, il signor Franco disse qualcosa sui cinesi. Ora sono lì che si fanno tradurre sciura in cinese, il caffè costa dieci centesimi di meno e il Corriere è lì per farsi leggere, con calma. I tre cinesini, che sono magri e minuti, alla fine non si sono rilevati alieni cattivi. Quello piccolo ha i capelli ossigenati, ha tanti amici, ma li ha su Internet, mi dice orgoglioso; noo, no, nooo, rispondo io. Diciotto anni… noooo, esci, vai in giro, nei bar… ops, scusa, vai in discoteca, fatti una compagnia. Internet; nooo. Ride. La mia via confina di poco con la casba, l’Islam a Milano, un rettangolo lungo due chilometri e largo uno. Da queste parti le macellerie restano aperte 365 giorni l’anno e tirano giù la claire dopo mezzanotte. Una vera comodità per latte, caffé e tutte quelle robe che, dopo una giornata di lavoro, alle dieci di sera, ti rendi conto di non avere. Quando entro mi parlano sempre arabo per via della mia fisionomia molto middle-est e poi ridono. Ogni 400 metri nella casba c’è qualcuno che per pochi euri ti prepara un kebab e una minerale. Anche se negli ultimi anni l’amore per la carne è calato; vedere quelle piramidi di carne rosolare lente è sempre un bel vedere. I peruviani li trovi nei parchi, la domenica, giocano a calcio. Fidanzate, mogli e bambini fanno altro, a bordo campo. Parlano. Chissà di cosa. Finita la partita, birra e carne alla brace a volontà. BBQ per dirla chic. Quando correndo passo lì vicino quel profumo apre lo stomaco e lo ribalta, e non è bello quando sei nella trance agonistica al sesto chilometro. A Milano gli anziani girano scortati da ragazze filippine. Sono l’esercito delle badanti, spesso laureate. Milano è anche questa, non solo aperitivo, case costose e Jeep da 100.000 euro che sfrecciano ovunque. Mi giro e vedo un poster quasi strappato di Letizia Moratti in posa, sembra la pubblicità di un profumo. La sinistra anche questa volta ha fatto la gara per parlare ai salotti buoni e belli, per parlare ai moderati che moderatamente non votano o votano altro. La sinistra ora deve lavorare come collante tra la gente, nei quartieri, in modo trasversale. Un lavoro prezioso. Ci vuole tempo e fatica. Solo così potrà nascere una nuova classe dirigente in grado di ribaltare 20 anni di sconfitte elettorali. Se un giorno a scoppiare saranno le banlieue milanesi anche la sinistra, se non farà quel lavoro, avrà le sue belle responsabilità.
Doug - 31/05/2006 23:44 | lk | commenti (9) | bossanova, tabasco

Il box 4

Ripasso davanti al garage, vedo che sulla serranda, in alto, c'è un buco che di notte non ho visto, torno a casa e riscrivo una versione pomeridiana della lettera, passo e la infilo, sento che cade dall'altra parte, toc, questa volta non può evitarla. E' fatta. Ora si va a correre.
Doug - 31/05/2006 18:41 | lk | commenti (6) | bossanova

Il box 3

C'è un fatto che più di tutti, anzi è il solo, mi ha messo in moto. Lo so, poi vai a capire quanto sia reale e oggettivo questo percepire. Vai a capire se la mia lettura è dopata. Accosto queste pippe per un attimo. Analizzando il fatto per la ventisettesima volta ripropone lo stesso risultato, la stessa lettura. Il fatto è il suo sorriso, quel giorno. Quel momento, rivisto con la moviola della memoria, non lascia spazio a dubbi. Io attraverso lo spazio di fronte ai garage per portare della carta nei bidoni. Lei è in macchina davanti al box ancora chiuso. Passo davanti, tra l'auto e il garage, resisto, non mi giro. Mentre arrivo ai bidoni lei, alle mie spalle, scende dall'auto e si china per aprire quella fottuta serranda senza spifferi. Io nel frattempo butto la carta e faccio inversione, cammino e mi avvicino, sono alle sue spalle, siamo vicinissimi. Lei è chinata per aprire il box. Potrebbe stare in quella posizione, non fare nient'altro, aprire la serranda e tutto finirebbe nel dimenticatoio come un momento di vita passato per fare un bancomat. Invece no. Compie una rotazione, una torsione della testa totalmente in disaccordo con lo sforzo e la posizione del suo corpo, si gira, si, mi cerca con lo sguardo, e sorride. Ma tu dimmi se son cose da fare.
Doug - 31/05/2006 14:23 | lk | commenti (5) | bossanova

Il box 2

Ormai ci giro intorno come una bilia ruota in prossimità di un buco prima di finirci dentro aumentando la velocità di rotazione, sempre più. La metafora del buco, me ne accorgo solo ora mentre scrivo, è istintiva e casuale, per questo ancor più bastarda. Dopo attente analisi ho capito perchè quella lettera non ha attirato la sua attenzione. Era troppo sottile, in pratica una striscia di carta larga come un A4 e alta un centimetro. Non era dentro il suo box. Ad un certo punto il passaggio è completamente ostruito quindi la striscia rimane sotto il bordo della serranda sembrando un foglio che il vento ha portato lì per caso. Inoltre il sottoscritto ha avuto la pessima idea di stampare sul lato ben in vista la scritta "Posta Pneumatica" a mo' di titolo. Che deficiente. Avrà immaginato ad una pubblicità del cazzo. E poi di mattina si è anche un po' rincoglioniti. Quindi, non potendo mettere foglie di fiore o simili, che tra l'altro aumenterebbero l'effetto "sono finito qui sotto per caso", devo scrivere sul quel rettangolo stretto qualcosa di più esplicito. Detto questo ho urgenza che questa avventura, a questo punto, prenda un’accelerazione. E questo a prescindere dal risultato. Sta sopraggiungendo la lista delle controindicazioni che questo muoversi provocherà. E' sempre una vicina che poi, nel bene o nel male,  s'incrocerà ancora svariate volte. In questo preciso istante sto pensando a quella canzone di Cochi e Renato che fa ... e lo sputtanamentoooo. Ecco. Non so se ho reso l'idea.
Doug - 31/05/2006 13:43 | lk | commenti (1) | bossanova

Il box

All’inizio è il rumore di una serratura elettrica. Uno strillo, quando cessa il cancello inizia ad aprirsi. Le giunture metalliche stridono. Un telecomando ha attivato l’ingegnoso sistema nell’intimo di una vettura che dopo una manciata di secondi arriva. Mi chiedo quale sia il raggio entro il quale quell’antenna riesca a ricevere l’impulso. L’auto entra, passa sotto il mio balcone e raggiunge il box. Dalla mia sedia a dondolo, leggendo, sposto lo sguardo e attraverso il gelsomino vedo la cappotta dell’auto passarmi sotto. Lei entra rapida ed è una delle poche, se non l’unica, che attiva il cancello dall’inizio della via. Superato il mio balcone si allarga sulla sinistra e poi svolta di scatto a destra per posizionarsi bene davanti al suo box. Tira su la pesante serranda, risale in macchina ed entra. Dentro il box ci resta parecchio. Esce chiude e si dirige verso il suo condominio, la sua scala, quando svolta l’angolo la perdo.

E’ scesa dalla macchina, andando verso il box si è girata, mi ha visto. Non mi è dispiaciuto. Stavo dando l’acqua al pitosforo nel vaso all’angolo del balcone più vicino al suo box.

Sto finendo il capitolo del libro. Sento la serratura. Sposto leggermente la testa. Non è la sua macchina.

Ho realizzato che posso osservarla mentre raggiunge la scala dalla finestra del bagno. In quel momento, quando passa sotto la finestra, è davvero vicino. Ha sempre degli occhiali da sole stile parabrezza, viceversa da questa distanza potrei anche vederle il colore degli occhi. Devo stare attento, se mi becca me la gioco. Potrebbe avere la mia età.

Stavo portando la carta nel bidone della carta, ci siamo incrociati, si è girata e mi ha fatto un bel sorriso.

Rientra sempre tra le 19.10 e le 20.00. A volte sembra stanca. Stasera ha un paio di jeans, delle scarpe a punta col tacco e una camicia bianca. I capelli sono ricci, non tanto, dico mossi.

Questa mattina ho pensato di chiedere al portinaio, poi mi son detto, tra me e me, che un portinaio è sempre un portinaio.

E' sera, è tardi, decido, mi dico: "ma si... che cazzo me ne frega".  Faccio i salti mortali, decido cosa scrivere, mi obbligo a prendere per buona la prima stesura giusto per evitare totalmente parinoie infinite sulle possibili interpretazioni. La scrivo, stampo. Ora devo mettere la lettera sotto la serranda del box, ma è strettissima, più stretta di stretta, il primo tentativo fallisce, anche il secondo, per di più è in un punto ben in vista da tutti i condomini, da tutti i balconi, quindi uno strazio, alla fine ci riesco. La lettera, proprio per tutte queste ragioni, è diventata un segmento minimo di un foglio A4, ovviamente non è ripiegato per ridurre lo spessore.

Ciao,
ho finito di leggere un libro dove una tizia, molto intraprendente, è in un locale con tavoli dotati di posta pneumatica. Ad un certo punto invia un messaggio ad un tizio seduto poco distante. Mi fermo qui. Forse ti capiterà di leggerlo, forse l'hai già letto. Non è bello anticipare film e libri. Non è bello sentirsi dire cose che si conoscono. Quella storia si muove nel primo dopo guerra, a Berlino, altri tempi. Quel messaggio di posta pneumatica però mi ha fatto venire l'idea. Nel 2006, verso la fine di maggio, anzi alla fine di maggio, mi sembrava onesto tentare un adattamento. Eccomi che infilo un foglio sotto la serranda di un box. Ti rendi conto? Spero che questa mia lettera non finisca per turbarti. No, ti prego, "take it easy". Poco distante da qui c'è un ottimo ristorante giapponese e alla stessa distanza una trattoria che prepara ottimi risotti. Se una sera ti dovesse capitare di trovare intollerabile prepararti una cena… oppure più semplicemnte ti andrebbe di fare due chiacchiere due...be'..mandami un piccione, un fax, un sms, un fomogramma, al 348 4XX X XX. Se questa lettera invece avesse in qualche modo violato qualcosa, la tua sensibilità, altro, infastidendoti, da subito ti chiedo sinceramente scusa, veramente. Passa una Buona Giornata.

E' mattino presto, esce, sono le 08.03, tira su la serranda, calpestra la lettera, la sposta col piede, forse la guarda per un microsecondo, sale in macchina. No, nooo, no, nooo. Guardo e non ci posso credere. Scendo di corsa, disperato, a raccattare la lettera. E'  lì, la mia lettera, da sola, in mezzo al cemento, e devo farlo prima che qualcuno la trovi, un pensiero e un ipotesi intollerabile .

Devo aspettare domani mattina, non credo di farcela, potrei impazzire. Devo pensare a qualcosa per il suo rientro. Ma cosa. Non è facile. Nel pomeriggio è impossibile infilare lettere, a pochi metri c'è un giardino con mamme e bambini in modalità gioco, i mocciosi stanerebbero la mia lettera e andrebbero subito a prenderla per correre verso la mamma gridando una cosa terribile tipo: "Mamma mamma guarda cosa ho trovato !!!". I bambini a volte sono crudeli, anzi crudelissimi. Per di più il giovedì mattina c'è il custode che a quell'ora porta fuori in strada i bidoni. Non è vita ed è tutto un magna magna.
Doug - 31/05/2006 09:00 | lk | commenti (8) | bossanova

Martedì **

Dicevamo. I libri di McEwan sono diventati quattro; Espiazione, Lettera a Berlino, Il Giardino di Cemento e L’Inventore di Sogni*. Uno dietro l’altro, a perdifiato. Ho già preso e messo nel grande buffer L'Amore Fatale. No, Sabato non l'ho letto. Domenica erano 16km. Altrove, sempre  a perdifiato.  I primi dieci senza problemi, gli ultimi sei con fatica, la fatica giusta, quella psicologica, si girava a sei per mille, e faceva molto caldo. Era mezzogiorno. Per restare in tema, solo per un attimo, oggi il corriere pubblica questa foto qui, è la partenza della maratona al campo base dell'Everest a 5.354 metri d'altezza. Per i 140 partecipanti l'arrivo dopo 42 km è a Namche Bazar a 3.446 m, io questi qui li amo senza se e senza ma. Il Gelsomino ha fiorito. E' stupendo. Adoro il mio gelsomino. Anche al pitosforo ci volgio bene, come all'aralia, ma quando il gelsomino fiorisce non ci sono cazzi, è il migliore. Milano. Si. MIlano. Ok, ci sono segnali. Milano. Però la donna cofanata ha vinto. E vince anche grazie allo 0.6% dei fascisti. Cuffaro ha battuto Borsellino, e questo è il dato che più mi addolora, ma come cazzo fate a votare Cuffaro lo sa solo dio? appunto. Intanto a MIlano ci cofaniamo con la Moratti. Immaginate tutti i milanesi con la pettinatura di donna Letizia, tutti belli cofanati. Una ridicola vergogna. Cambio città? Oppure no, facciamo una cosa, venite tutti qui, fate la residenza qui e così la prox vinciamo. Oh, io la Moratti cinque anni non la reggo. Insomma, c'è poco da festeggiare qui a Milano, capisco che il trend è buono per il centro-sinistra, ma chi si becca la Moratti sono io. Giusto per non distrarsi: in Iraq ieri sono morte più di 50 persone che detto così in mezzo a tutte queste altre cose sembra strano e quasi stonato, ma quelli comunque sono morti. Roma. Veltroni non parla più dal lettino con la vestaglia, era uno strazio che poteva risparmiarci. Torino. Buttiglione…no, su Buttiglione mi scappa solo da ridere. No, aspetta, ma ragazzi, vi rendete conto della figura di merda che ha fatto Buttiglione? Continuo a pensarci e non mi sembra vero. Mi sdraio per terra, batto le mani sul pavimento e rido. Quell'uomo è un fallimento continuo.  La sua ira contro gay e altro si è trasformata in un boomerang. Allora un boomerang esiste. Ma poi, chi cazzo lo sapeva che Buttiglione era candidato a Torino. Berlusconi sparirà per un po' di tempo e questo non può che far bene a tutti. Sto troppo godendo. Fassino è sempre un Fassino, magro fuori e dentro. Fassino è quello della compagnia che poi andava a prendere il gelato per tutti. Oh, chi va a prendere il gelato? No, io no, e tu, no io no, dai, Fassino allora vai tu, no io non vado, dai vai tu, ok vado io accipicchia. Fassino. Questo Martedì va così, e chissà come finirà se il sound of the day è il nuovo dei Zero7. Oggi era Sushi. Squisito. Oggi era una bella giornata.  Oggi erano 45 minuti di corsa lenta, con questo cielo, con quest'aria pulita, che a Milano capita ogni due secoli.

*Un ringraziamento particolare a quell’incrocio genetico tra Liv Tyler e Rossana Rossanda, Kairos, per la dritta.

** Post che muterà per tutta la giornata di martedì su se stesso
Doug - 30/05/2006 00:32 | lk | commenti (17) | bossanova, tabasco

Rotazioni

Io ce l'ho messa tutta, ho puntato i piedi per terra, ho appoggiato le mani al muro e ho esercitato tutta la mia forza, ma niente, non ci sono riuscito. Ancora una volta la lenta e inesorabile rotazione della terra ci ha  buttati dentro un lunedì. Tu dimmi se questa è vita.
Doug - 29/05/2006 09:09 | lk | commenti (6) | bossanova

Oh ! quando ci sono i casini quello non si trova mai.

Ad Auschwitz il pastore tedesco si è chiesto dove fosse dio 66 anni fa quando milioni di ebrei venivano uccisi. Dodici quaranta suona fischia e canta, se quello che cerchi è un numero noi te lo troviamo subito, do di ci quaranta.
Doug - 28/05/2006 22:52 | lk | commenti (6) | lounge, tabasco

Michelin

Cazzo, gli omini michelin non galleggiano piu' bene come quelli di una volta.
Doug - 27/05/2006 11:04 | lk | commenti (4) |

35'01

Torno a casa e trovo due buste, apro la prima e trovo una multa di 534 euro per un bollo non pagato nel 2001. Nella seconda ci sono i biglietti aerei, andata e ritorno. Controllo ambo le cose, nessun errore. A livello emotivo si azzerano a vicenda. Esco e faccio 7km in 35' 01". E' venerdì sera devo uscire e sono in ritardo mistico.
Doug - 26/05/2006 20:13 | lk | commenti (3) | bossanova, a perdifiato

Periodi

E' un periodo che trovo il corteggiamento romantico superfluo e fastidioso. In questo periodo della mia vita, per tentare l'approccio, direi seriamente cose  tipo: "Ci sposiamo? Faccio tre figli? Diventiamo nonni insieme? Perchè io e te in questo momento non stiamo facendo l'amore?". Poi mi bevo un'orzata fresca. A proposito. Santo cielo quanto mi sono piaciuti i due McEwan.
Doug - 26/05/2006 16:54 | lk | commenti (9) | bossanova

Perchè

Quello là dice che bisogna scendere in piazza e Fassino risponde "che è al buio e alza la voce, come i bambini che quando sono al buio hanno paura e fanno la voce grossa". Ma perchè quando Fassino fa queste metafore nessuno lo frusta?
Doug - 26/05/2006 09:55 | lk | commenti (2) | tabasco

Elezione 28 maggio

Ieri nella bucalettere ho trovato 8 lettere. 4 di Forza Italia, 3 della Lega, 1 di Alleanza Nazionale. Ma perchè quelli di Sinistra non mi scrivono più?
Doug - 26/05/2006 09:49 | lk | commenti (4) | tabasco

Promo

“Sono Erika di Novi, gioco a pallavolo, anch’io leggo Random tutti i giorni… Doug, però questa volta non sono d’accordo, tifare o non tifare Italia è solo una questione di coscienza personale. Ciao”.
Doug - 25/05/2006 14:13 | lk | commenti (4) | lounge, tabasco

Mondiali 2006

Sono arrivato ad una conclusione provvisoria; ho trovato una tipologia umana con psiche, emozioni e patologie in grado di tifare Italia: sono i socialisti.
Doug - 25/05/2006 11:48 | lk | commenti (5) | lounge, tabasco

la testa sotto la sabbia

"La prossima volta però non lo faccio chiamare neppure in nazionale così gli metto giudizio, perché in nazionale ci va perché ce l'ho mandato io". Moggi 31 agosto 2004. Dai, sveglia, tifare Italia quest'anno è come metttere la testa sotto la sabbia, e per restare in metafora, si lascia fuori il cuore, il vostro cuore di tifosi, come siete romantici, sono commosso, mi raccomando lasciate fuori anche il culo. Ok, siete in posizione perfetta. Ora aprite le gambe per benino su. Al posto dell'inno si potrebbe pensare alla più internazionale musica di Rota del Padrino. Immaginate che impatto. La telecamera scorre i volti e ....nananananana. Mammasantissima. Picciòttu corri, emozionati....c'è la squadra di Don Luciano!!!! Picciòttu, corri.
Doug - 25/05/2006 11:03 | lk | commenti (4) | lounge, tabasco

Prima presa di posizione, 12 giugno ore 21.00, forza Ghana, tutta la vita. Siempre.

Portieri

  • Sammy Adjei
  • Philemon McCarthy
  • George Owu

Difensori

  • Yakubu Abubakari
  • Isaah Ahmed
  • Daniel Coleman
  • Francis Dickoh
  • Daniel Edusei
  • Samuel Kuffour
  • John Mensah
  • Dan Quaye

Centrocampisti

  • Stephen Appiah - Capitano
  • Godwin Attram
  • Himinu Dramani
  • Michael Essien
  • Kingston Laryea
  • Alex Tachie Mensah
  • Sulley Ali Muntari
  • Anthony Obodai
  • Malik Buari

Attaccanti

  • Chris Sonetti
  • Matthew Amoah
  • Isaac Boakye
  • Joetex Asamoah Frimpong
  • Asamoah Gyan
  • Elvis Hammond
(questi sono i CALCIATORI del Ghana)

Suggerimenti per i cori

- Chi non salta Moggi è, Chi non salta Moggi è
- Buffon Buffon... vieni a pescare con noi... ci manca il verme

Suggerimenti per gli striscioni

- Noi siamo neri e belli come il sole, voi siete sporchi dentro
- Borrelli faccè sognà
- Le vostre veline sono tutte puttane
- Sembrate una selezione aziendale dell'Enron
- Tutto quello che guadagnate lo spenderete in medicine
- Siete bambini viziati

Forza Ghana tutta la vita, siempre, qui si tiferà tutto ciò che si muove davanti alla Nazionale della Gea. Forse tiferò anche  Stati Uniti, ho detto Forse.
Doug - 25/05/2006 00:28 | lk | commenti (12) | tabasco

Povera Milano

La vita è sempre in grado di offrire colpi di scena strazianti. Vi ricordate tutto il cinema messo in piedi da donna Letizia Moratti? La donna cofanata anche ministro? Vi ricordate del padre, moribondo, su sedia a rotelle, poverino, anche lui reduce dai campi di concentramento? Vi ricordate la scena straziante di lei che lo spinge tra la folla del 25 aprile? Ecco, donna Letizia, la lista di donna letizia a Milano è appoggiata dalla Fiamma Tricolore. A scorrere i nomi della lista Fiamma Tricolore c'è da piangere o ridere. Nonnini nati negli anni '30 di cui posso immagine le gesta nel ‘45. Allora, finché era tutta la coalizione del centro destra a tirar dentro i fascisti potevi anche essere giustificata, diciamo così, ma ora sei tu col tuo nome che tiri dentro i fascisti. Un mese fa camminavi commossa tra la gente del 25 aprile? che vergogna! Povera Milano.
Doug - 24/05/2006 14:19 | lk | commenti (9) |

Siamo in salita, nessuna scorciatoia

Dalle prime dichiarazioni e interviste sembra tutto molto chiaro. Nei prossimi anni ci saranno manovre finanziarie rigorose, dure. I conti non sono buoni e vanno messi a posto. Lo sapevamo anche senza dichiarazioni, ovvio, ma ora lo sappiamo meglio. Almeno su questo il centro-sinistra sembra essere più serio. Era già accaduto con l’euro. Vi ricordate? Sembra che al centro sinistra tocchi metter a posto i conti, all’altro di sputtanarli. E visto che è già capitato, facciamo che non diventi un trend quinquennale. Il timore che si sia già nel trend, vi confido, è forte. Il popolo del centro-sinistra non avrà difficoltà a stringere la cinghia. Potrebbe fare diversamente? A destra la cosa è più complessa, tanto più se il loro leader dichiara lo sciopero fiscale e dichiara ancora illegittimo il risultato di queste votazioni. Ma arriviamo al dunque. Se la situazione economica è questa sono disposto a sacrifici. Più specificatamente, e questo è il sacrificio politico, sono disposto a far si che l’economia diventi il centro, il perno, di tutto. Un sacrificio meno faticoso se lo stesso Governo facesse due cosine. Non chiedo tanto, solo due cosine. La prima. Pretendo un ritiro immediato dall’Iraq. Immediato significa una cosa sola; immediato. Nessuna conversione militare/civile. La conversione militare/civile, nell’accezione D’Alemiana, significa una cosa sola; le nostre aziende, ora, potranno finalmente guadagnare soldi in appalti iracheni. Dopo tutto quel sangue versato; io non ci sto. Da sempre la storia c’insegna che una guerra serve per distruggere quello che poi va ricostruito e questo è un ciclo economico noto e ben spiegato. Se una volta le guerre erano ideologico-commerciali, ora è rimasta solo la parte commerciale, la conquista delle fonti energetiche. Diventare anello di questa catena significa legittimarla. La destra c’ha messo il primo anello, quello più sporco, mandando l’esercito, noi finiamo l’opera con gli appalti, il secondo anello. La catena, se vi siete distratti, è sempre la stessa. Chi ha partecipato a questa guerra, come noi, può e deve a questo punto rifiutare priorità particolari sugli appalti e altro. Per evitare questa scellerata possibilità si devono evitare dubbie conversioni militare/civile che tanto puzzano di grasso, anzi di sangue, di quella catena sopra citata. Dato che qui nessuno è fesso so perfettamente che quel Paese va ricostruito, eccome. Quindi, se saranno inevitabilmente gli States a gestire il traffico delle imprese l’Italia deve rimandare la selezione delle proprie aziende all’Europa a prescindere dai soldati mandati a morire. Ci vogliono bandi di concorso e selezioni pulite che contemplino le aziende di tutte le nazioni europee. La scelta deve avvenire su qualità e prezzo dei servizi. Bisogna evitare accordi diretti e privati con gli Stati Uniti, per evitare complicità e intenzionalità dirette a questo sistema. In questo senso l’incontro tra D’Alema e Rice dovrà essere trasparente, lo spero. Ho detto Europa, ma potrebbe essere altro, tutto, purchè svincolato dal potere statunitense. Seconda richiesta. Voglio una legge antitrust netta e chiara. Una legge semplice che dica una cosa semplice. Chi possiede anche solo il 10% di una tv, di una banca, di un assicurazione, eccetera, non può ambire a cariche istituzionali. Semplice. Tutto qui. Rispetto a quello che ho dato e darò non mi sembra di chiedere molto ad un Governo di centro-sinistra.
Doug - 24/05/2006 00:32 | lk | commenti (6) | tabasco

volevo ricordare Falcone

Quanti iracheni sono morti per rendere il loro petrolio più democratico? Una domanda che fa scendere il latte nelle caviglie, o il petrolio alle ginocchia. Morti. No, non voglio neanche controllare. Non andrò sul quel sito a controllare il numero esatto dei morti iracheni. Quel sito che conteggia morti come se fossero accessi. Non vuole essere polemica, anzi, che ben venga, ci mancherebbe, è un bel monito alla nostra coscienza. Parla alla nostra coscienza, quale? Quella di essere umani? Da queste parti è rimasta solo la coscienza del paesino, quella professionale dell'ufficio, del tifoso, della famiglia e forse neanche queste. Soldi. Da quando è nato il mondo si fanno guerre e si uccide solo per soldi, per potere. Nessuna novità. La nuova formula, la novità, questa volta era "Esportare democrazia", in pratica una guerra come sempre con il nècessaire per gestire controindicazioni di coscienza. Per soldi e con i soldi facciamo la guerra; da sempre. Quanto costa una guerra, a parte le vite umane? Soldi tanti soldi. Se Bush avesse dato tutti i soldi spesi per questa guerra a Saddam, secondo me, il baffetto iracheno avrebbe impiantato la democrazia più bella del mondo in due nano secondi, e non ci sarebbero state tutte queste vittime. Iraq, in Afganistan, si muore ancora, per soldi, tanti soldi, potere, e noi da questo lato della civiltà ci prendiamo il lusso di disquisire sull’opportunità o meno di pagare un riscatto per liberare ostaggi occidentali in suolo iracheno. Noi ci prendiamo il lusso di stabilire se questo atteggiamento è strategico. Perchè forse è meglio liberarli con la forza gli ostaggi. Spargere altro sangue. Mostrare tutta la forza. E se anche si è commesso il peccato originale di averlo fatto, di aver pagato per liberare vite, guai a dirlo. Non si fa, non si dice che è immorale e poi si alimentano i rapitori a rapire.  A rapire per soldi ovviamente, perchè loro quando rapiscono lo fanno SOLO per soldi, noi quando invadiamo lo facciamo SOLO per democrazia. Ovvio.  (scusami Falcone, mi sono perso)
Doug - 23/05/2006 09:46 | lk | commenti (6) | tabasco

'90

Padoa Schioppa lancia l'allarme; la situazione italiana è come nel '90. Ma si riferisce ai mondiali?
Doug - 23/05/2006 00:10 | lk | commenti (1) | lounge, tabasco

Tutti

La sensazione sfiora il sublime dell’irreale. Ma è tutto vero. In questi giorni girando per i canali della televisione mi sono imbattuto in molte interviste di giornalisti che due o tre anni fa hanno scritto un libro su Moggi. E’ incredibile. Il mondo pullula di giornalisti che hanno scritto libri su Moggi e che, nero su bianco, hanno anticipato tutto. Nelle interviste sono anche quasi tutti soddisfatti, avete presente quell’atteggiamento odioso del “io te l’avevo detto” dopo che ti è capitata una disgrazia? Ecco, hanno quasi tutti quell’espressione lì. Aggiungiamoci anche un particolare non trascurabile, grazie a Moggi ora questo sciame di giornalisti sarà invitato ovunque; vernissage, dibatti tv e non, con sostanziosi gettoni di presenza. Secondo me stiamo impazzendo tutti, me lo sento.
Doug - 22/05/2006 11:43 | lk | commenti (4) | tabasco

Nello stesso punto

Un letto. Una camera con le persiane accostate. Entra solo la luce che serve. Fuori la canicola pomeridiana. Un paio di boxer. Sentire il suono dei tacchi in corridoio che si avvicina mi produce l’impazzimento di sangue e ormoni. Mi chiedo se quei tacchi un giorno finiranno per bucare le lenzuola. E’ un set lenzuola e copri materasso bianco-avorio Bassetti che mi è costato un occhio della testa. Facendo due calcoli di geometria esistenziale ho la sensazione che i tacchi poggino sempre nello stesso punto. Si, vaccarana!, butto l'occhio e mi accorgo che puntano sempre lì, come l'altro giorno, ormai è una certezza, prima o poi mi bucherà le lenzuola. Son pensieri che mi distraggono dall'orgasmo; così aspetto il suo. Il volto s'inclina, la mano mi cerca, le dita s'intrecciano perfettamente, la stretta, forte, e la smorfia sul viso. La paura di essere sfruttati sessualmente non ci appartiene da tempo. Ah…l’altruismo! Che uomo di altri tempi.
Doug - 22/05/2006 00:13 | lk | commenti (3) |

Forse l'ho solo pensato

I 79kg sono diventati 76 in due mesi. Durante la giornata il peso oscilla: 76.5, 76,9, 76.3. L’altro giorno dopo 7km tirati e sudati, ho visto un bel 75.9. Il commento è stato sintetico: cazzo. Mi sono emozionato. In questi mesi non ho tagliato in modo barbaro l’alimentazione, ho solo limitato il pane, ora con la pasta mi limito a mangiarne quattro di fette invece che cinque. Ogni giorno corro, ogni giorno faccio 7km. E’ un modo nuovo di correre. Non sono dentro nessuna tabella. Non ho obbiettivi. Corro la giornata, è un piacere diverso. M’incanto e mi perdo nella musica, nello sforzo, nel paesaggio, nei pensieri, nei volti. Certo, l’idea di una maratona mi manca, ma questa ripetitività giornaliera del correre è un’altro mondo e mi sta appagando. Non mi faccio certo mancare giornate viziose nella velocità. Settimana scorsa ho chiuso i soliti 7km con un dignitoso 36’34”, all’ultimo chilometro ho pensato a Parme e al suo ultimo commento qui da queste parti. (grazie è stato dopante) Sotto casa, ho stoppato il cronometro e anche in quel caso il commento è stato sintetico: cazzo. Mi sono emozionato. (cazzo va detto dolcemente, a bassa voce, ondulando leggermente la testa a sinistra guardando il polso, il cronometro). Insomma corro. Correndo tutti i giorni, alla stessa ora, si captano le abitudini e le tabelle altrui. Ci sono quelli dell’uscita settimanale e quelli del doppio martedì-giovedì, o mercoledì-venerdì, gente che si gode quasi certamente un lungo di domenica mattina. Di giornalieri come me, nella mia stessa fascia oraria, ne ho individuati due. Uno dei due, un giorno è riuscito a leggere la scritta sul giacchettino e d’istinto ha alzato la mano per salutarmi. Son soddisfazioni. Mi sono sentito come un graduato a cui andava riconosciuto l’onore di quella maratona, quanto una battaglia. Ho ricambiato il saluto. MilanoCityMarathon02 dice il giacchettino. Da due settimane è entrata in fascia oraria una biondina. La biondina fa solo allunghi, parte dal ponte e arriva alla fontanella, è certamente un chilometro esatto che qualche suo amico, o fidanzato, avrà misurato con la bicicletta. Li percorre, anzi, li corre appena sotto i 5 per 1000. (Cinque minuti per fare un chilometro). Ad organizzarsi si potrebbe far coincidere il mio arrivo al ponte con la sua partenza. In questo modo mi farei trascinare per un chilometro a quella velocità. Il suo allungo diventerebbe una mia preziosa variazione. E’ accaduto l’altro giorno. Magie delle coincidenze temporali. Ero al mio quarto chilometro e mezzo, la vedo, maglietta nera e fuseau neri. E’ concentrata, cammina in modo circolare, come quegli insetti al centro della stanza, appena sotto il lampadario. Camminata tipica di chi sta per partire per un allungo, guarda il cronometro e aspetta, sta cercando lo start interno. Io sto girando a 5’30” al chilometro. La supero e dopo aver fatto cinquanta metri sento dietro che mi parte. Mi supera. Mi metto subito in scia. E’ istinto. Vai lepre mia, trascinami, portami con te. Viaggiamo sotto i cinque per mille. All’inizio faccio fatica. Mi concentro. La musica è giusta e recupero il passo. Ora è preciso e potente. Sente la mia presenza, sente l’audio delle cuffie, per lei è musica di qualità metallica, solo medi, audio telefonico da filodiffusione, per me tutt’altro. Prova a girarsi, riesco ad intravedere solo una parte della guancia, si ferma subito, rientra con lo sguardo davanti a se, rientra nello sforzo. Ora siamo allineati. La mia presenza la porta ad accelerare come quando in autostrada, in corsia di sorpasso, si guarda lo specchietto e si vede che dietro c’è una macchina vicinissima, o ci si sposta o si accelera. Lei aumenta. Brava la biondina. A sensazione arriviamo a 4’40”, gli ultimi cinquanta metri sono ancora più veloci. E’ arrivata. Rallenta di colpo, ha aperto il paracadute come un dragster, cammina, io proseguo e scendo a 5,30 per 1000. Ho solo uno spazio di pochi metri, una frazione di secondo, per ringraziarla. Entrambi abbiamo il fiatone, ho davanti un chilometro e mezzo e sto già organizzando con la mente la tenuta. Fa inversione. E’ il momento. Alza la testa. Entrambi stiamo respirando a pieni polmoni a bocca spalancata. Lo sguardo s’incrocia per una frazione di centesimo di secondo. Secondo me vuole vedere quel pazzo che aveva dietro, io voglio ringraziarla. Grazie. Non potrei giurare di averlo detto comunque sono certo di averlo pensato.
Doug - 21/05/2006 00:09 | lk | commenti (3) | a perdifiato

tifo o non tifo, questo è il dilemma

I collegamenti inevitabili tra padre e figlio e quindi tra Lippi e suo figlio (lavora alla Gea) mi tormentano. Del calcio adoro le finali, e i mondiali. I mondiali bisogna aspettarli quattro anni e questo aumenta l'eccitazione e il desiderio di tifare. Corri corri a casa che inizia la partita. Ora mi ritrovo bloccato. Non riesco a decidere. Questa selezione di Lippi è onesta? Ci sono calciatori che avrebbero meritato la convocazione? Questa Italia, insomma, è rappresentativa? Io non so, non seguo il campionato, mi mancano i dati, ma se qualcuno di voi dubita della selezione me lo dica subito, per cortesia. Per me diventerebbe una buona ragione per non tifare l’Italia, oppure (forse) il  contrario. Grazie.
Doug - 20/05/2006 14:13 | lk | commenti (7) | tabasco

chissà

E' da 36 ore  e 22 minuti che penso a Scirea.
Doug - 20/05/2006 01:19 | lk | commenti (1) | bossanova, tabasco

giusto per essere chiari

Questo spazio, queste pagine, non farammo mai complimenti a nessun Governo, e questo a prescindere che il Governo sia a destra o a sinistra. Questo spazio, finchè vivrà, sarà sempre all'opposizione, da sinistra ma sempre opposizione dura, critiche, fastidi, battute, insinuazioni, cocciutaggine, s(i)empre. Perchè il sottoscritto, giusto per essere chiari,  non è mica qui a pettinare le bambole. (cfr jest) Il mondo, del resto, è già colmo di gente che masturba Governi. Detto questo, una piccola richiesta, i discorsi di Prodi alle Camere non potrebbe leggerli l'amor mio massimo? Vi prego, così l'amor mio evita di fare gli origami mentre quello parla e a noi non ci viene l'orchite ai sentimenti. Grazie di cuore
Doug - 19/05/2006 17:48 | lk | commenti (9) | tabasco

Fino alla fine della coscienza

Il suo volto, vicino. I colori. Il suo profumo. Il suono della sua voce. E ancora una volta, come già mi è capitato di pensare altre volte, mi chiedo; ed ora cosa faccio? Accadrà? Quando? Tra dieci secondi? Due minuti? Un anno? Mai? Non riesco a rispondere e il desiderio è arrivato senza bussare. Lei parla. Sto pensando a come prendere la decisione di baciarla per la prima volta. Quando? Aspetto che finisca il ragionamento? Aspetto la prima pausa? La interrompo? Oppure. Che il primo bacio abbia un barlume di vita sua, autonoma? Il mistero è sigillato prima del movimento, l’istante che separa la quiete dal moto, quando l’intenzione raggiunge il suo effetto. Perché dopo sarà tutto diverso. Perché dopo nascerà un prima. I suoi occhi, la sua bocca, la sua pelle non saranno più questi. Dopo, saremo diversi, per sempre. Se riesco a tenermi vicino a questo confine, se riesco a fermarmi anche un solo centesimo di secondo, lì, forse capisco il segreto, afferro quella parte di me responsabile… di un primo bacio. Afferrerò, se esiste, una verità. Mi ordino di baciarla, per capire, per muovermi. Non accade niente perchè non basta. Mi osservo, sono ancora fermo, sono ancora nella quiete, al di qua. Non funziona così. Non funziono così. Forse non basta volerlo, non basta pensarlo per arrivare fin lì. Forse non voglio spegnere il prima, forse voglio trattenerlo. Aspetto. Essere sul punto di baciare, non è la stessa cosa che baciare per davvero. Qualcosa mi distrae. Qualcosa che dimenticherò per sempre, qualcosa che buttero via. E’ un attimo e quando meno me lo aspetto mi piego leggermente. Esco. Il suo silenzio. Avvicino le labbra. Il bacio sembra partito dal bacio stesso, non da un punto ignoto della mia mente. Quand’è che il bacio ha deciso d’irrompere? Mi distacco. La guardo. Riesco a fare un solo pensiero. Ora ho solo un prima e un dopo. Nessuna linea di congiunzione, nessuna cucitura. Due momenti bellissimi, diversi, separati. Mi guarda. La guardo. E’ tutto incantevolmente diverso. Si avvicina. E l’ultimo pensiero, da lì a tre centesimi di secondo, morirà.
Doug - 19/05/2006 00:02 | lk | commenti (9) |