Fulvio chiama che sono le tre di notte. Le tre di notte precise. E’ estate. Sono in quella fase del sonno che se la interrompi il cuore s’offende e batte forte i piedi per terra. Trrrz trrrz. Ho una suoneria del cazzo, lo so. Ho provato a cambiarla; ho fallito. Un giorno scriverò di fallimenti e microfallimenti; perché ci sono anche loro. Guardo il display, leggo il nome, Fulvio, alzo la cornetta. “
Fulvio che cazzo vuoi, sono le tre e un minuto” Ha suonato per quasi un minuto. Fulvio è agitato. “
Vieni subito in laboratorio ti devo mostrare una cosa incredibile, sono senza parole, ho solo quelle che ti ho appena detto, corri”. Se fossi in un film di J.Schumacher, prenderei la jeep, attraverserei il New England sotto una bufera di neve e arriverei in laboratorio. Invece. “
Fulvio vai a cagare”. Metto giù e torno a letto. Sono le tre e quattro minuti e venti secondi. Trrrz trrrz. Ovviamente è ancora Fulvio. Dopo un'ora sono in laboratorio, parcheggio e mi dico che dovevo fare la tangenziale. Fulvio è cremisi in volto, forse ha litigato con la moglie e quando apro la porta mette giù la cornetta, mi guarda. La storia della moglie non è per niente marginale visto che è mia sorella ma ora non è che ci possiamo soffermare su tutti i particolari di questa storia, rischiamo di fare pasqua. Mi avvicino a Fulvio. Fulvio tira il fiato, per respirare come fanno tutti gli esseri viventi e ... “
Guarda, ho messo un ricetrasmettitore a due pazienti per l'elettrocardiogramma a distanza, casualmente ho sovrapposto i due grafici e corrispondono perfettamente, ho provato a confrontare i dati dei giorni scorsi, idem con patate e rosmarino, questi due hanno il cuore sincronizzato, perfettamente, ti rendi conto?" Guardo i monitor, col mouse faccio scorrere la timeline, vado indietro e poi avanti...non ci sono dubbi, da due settimane questi due tizi hanno il cuore che batte nello stesso modo. Per un calcolo cardio-algoritmico-statistico possiamo affermare che questi due cuori battono insieme, con lo stesso passo, da sempre. Chiedo a Fulvio di tornare alla visualizzazione della diretta, staranno dormendo, cazzo, sono in perfetto sync. Vederli emoziona. Verifico, ingrandisco l'immagine per i dettagli. Perfetti. M’incanto davanti al monitor. Chiedo a Fulvio se ha verificato errori sulla trasmissione, del tipo che in realtà stiamo guardando la stessa ricetrasmittente. Niente. Questi due hanno il cuore perfettamente sincronizzato. Non sgarrano neanche un colpo. Mi giro verso Fulvio. "
Chi cazzo sono?" "Un uomo ed una donna" Fulvio è uno che va subito al nocciolo delle questioni. "
Si conoscono?"
"No, puttana troia" Fulvio è uno che sottolinea sempre il nocciolo delle questioni. Si prende una pausa, guarda dei fogli e aggiunge "
Sono entrambi sposati, lei ha due figli" "
Merda" rispondo secco. Il mio istinto ha raggiunto il nocciolo della questione. E’ un casino. Questa cosa andrebbe studiata, diventerebbe un bel articolo sulla rivista scientifica, fama e soldi per entrambi, ma…, appunto, c’è un ma grande come un macigno che guarda un po’ inizia per ma pure quello. Per fare tutte le nostre cose dovremmo informare questi due. Cazzo, avete presente le implicazioni che una notizia così potrebbe avere nella loro vita privata? Voi cosa pensereste di una donna o uomo con il cuore allineato al vostro? Io è Fulvio restiamo in silenzio ancora per qualche minuto. "
Merda" ripeto. Il mio istinto vuole reiterare la propria posizione. Altro silenzio. "
Merda" dice lui. Iniziamo a parlare. Ci scaldiamo e ci alterniamo nelle posizioni. Decidere se dirlo o no, questo è the big troubble. Ci sfiniamo e alla fine decidiamo che è troppo tardi per certe decisioni. Siamo troppo stanchi e questa cosa è meglio deciderla domani. Il giorno dopo ha il sapore dei giorni dopo. Fuori c’è il sole dentro i neon. Sono in ufficio da molto e non ho ancora visto Fulvio. Lo incrocio per caso davanti alla macchinetta del caffè. Mi avvicino. Lo guardo con stupore, ma è stupore finto. “
Allora?” Mi guarda. Ha in mano il caffè. “
Si, ci ho pensato, alla fine con tua sorella abbiamo deciso di andare a Camogli, vieni anche tu?” Sto per dire qualcosa. Per fortuna ho l’istinto, quello che arriva sempre sul nocciolo delle questioni...che mi anticipa. “
Si, hai ragione, vengo anch’io a Camogli”