Alle tre di notte, passeggiando per il corridoio, scopro che ho lo stesso umore di quando ho visto Kramer contro Kramer nel ‘79. Non sono belle cose da percepire d’estate. In pratica non riesco a togliermi dalla testa il volto di D.Hoffman, M.Streep e Justin Henry, il bambino del film. Ora non controllo su Google per paura di scoprire che è morto per droga o altro. Molti bambini della mia infanzia televisiva e cinematografica sono morti. Questa ulteriore divagazione e i mondiali di atletica mi convincono che devo fare attività fisica; l’unico vero espediente per questi stati d’animo. Consapevole che al parco, a quest’ora, ci sono i lupi, escludo la corsa per del sano stepping. L’idea mi viene quando realizzo che nel condominio sono tutti in ferie. Apro la porta e inizio a camminare su e giù per le scale e per i piani del condominio. E' tutto un saliescendi, saliescendi con la luna che mi entra dalla vetrata del mezzanino, quello con lo sportello stile stufa per la raccolta dei rifiuti. Al terzo o quarto giro di scale mi ritrovo un’altra stepper, è la vicina che sale in tuta con la cuffia e la musica. Lei si ferma e mi guarda sorridendo. Io ricambio. “Ha visto che disastro aereo?” Mi dice senza togliersi la cuffia ad alta voce. Io faccio segno di si con la testa. “Pensi un po’ se su quell’aereo, tra i morti, qualcuno aveva smesso di fumare una settimana fa” Annuisco. Mi vengono in mente quelle conversazioni che si fan di notte, al buio, sdraiati sul letto. Frasi essenziali, a bassa voce, intervallate dal silenzio, che poi il vero interlocutore, alla fine, è solo il buio.