Entro
e partono scissor sister, una valangata di decibel mi entrano
direttamente nel cervello. Ho un subwoofer dietro il culo che mi fa
vibrare le palle, è piacevole. Le orecchie invece mi fischiano.
Il brano è Comfortably numb, lo conosco perchè io le
canzoni le conosco tutte. La gente esce ed entra dal bagno sulla
sinistra, è tutto un viavai. Li osservo e mi viene voglia di
pippare. Saluto a destra e sinistra vecchie conoscenze. Incontro Loren
sudata e mezza nuda. Mi guarda negli occhi e mi strizza il sinistro,
si muove e balla piegando le ginocchia, scende e risale, è
appiccicata a me. L’ultima risalita è lenta, sorrido, mi
raggiunge, mi bacia, mi saluta e se ne va. Cammino tra la folla.
Spingo. Apro varchi. Pesto piedi che pestano altri piedi che pestano
piedi che pestano i miei piedi. Le mie orgogliose e fracassate All Star
blu, basse, resistono. Ho ancora il cappotto di velluto. Ogni tanto mi
fermo e ballo. Allento la sciarpa. Mi viene da starnutire, mi sento che
ho la febbre, a casa dovrei avere dell’aspirina, me lo chiedo, mi
rispondo di si e mi passa tutto. Il placebo mi fa ‘na pippa. O
santo il cielo. Per una botta di fortuna (culo) evito lo sguardo di due
rompi coglioni, vecchie conoscenze, se mi beccano è finita. Mi
nascondo e mi defilo in un angolo. Mi metto in bocca un sigaro spento.
Mi muovo. Mi sento vivo. Per un attimo mi viene anche voglia di scopare
Loren. Prenderla e portarla in bagno. E’ un attimo che sfuma con
la canzone. Il dj fa un cambio alla cazzo e partono i blink182. La sala
si muove al rallentatore, dal mio angolo la visuale è
suggestiva. Una strafiga mi passa d’avanti col naso sanguinante.
Ballo e cerco la Maddy. Questa dei Blink182 non è per niente
male. Sul ritornello triste non resisto e salto pure io. Mi viene sete.
Ho voglia di mandare giù alcol. Ho voglia di fumare erba e
drogarmi fino a schiattare in qualche angolo del mondo vomitando
inferno. Anche questo è un attimo. Mi vengono in mende satanisti
di Varese e rido per i cazzi miei. Poi rifletto sul lavoro del
vaticanista. Parte un brano. Nooooo. Non ci posso credere. Un momento
di felicità musicale mi attraversa la carne e le ossa, mi
attraversa gli organi molli e duri, ho una serie di orgasmi multipli.
Il dj sta suonando i DeeeLite con Groove is in the heart.
Sound&Groove dei miei tempi. Vado verso i decibel che ora non
bastano. Nel frattempo cerco la Maddy. Mi siedo sul tavolino, mi guardo
in giro, sono accerchiato da corpi, ballo con le spalle e la testa.
Maddy dove cazzo sei? Il dj intanto mi fa i numeri, mi piazza una
sequenza degna del Body&Soul di Downtown NY, quello dei tempi
d’oro, i tempi di Claussel e Krivit. Butto il cappotto sulla
sedia ed esplodo. Lord, have mercy on my soul. Lost in house. Lord,
have mercy on my soul. Canto e arriva la Maddy, il suo sorriso, la sua
luce, la sua felicità. Mi becca nel momento giusto. Balliamo.
Cazzo e’ la maddy di sempre. Ci abbracciamo. Mi piazza una serie
di free-drink in tasca. Mi prende per mano e mi porta via. Ci sediamo
in un angolo tranquillo, si fa per dire, ci gridiamo nelle orecchie gli
ultimi 5 anni. Passa il tempo e le canzoni scorrono. Vengo a sapere che
finalmente è riuscita a prendere la patente. Ah…La maddy.
Parliamo, gridiamo, ci teniamo le mani, la nostra è una bella
amicizia, nata in un luogo di lavoro tanto tempo fa, tanta musica fa.
Sono felice di vederla. Mi porta al bar, mi presenta al dj, giriamo.
Dietro di noi una scia di uomini falco la seguono e aspettano che la
liberi. Guardo l’orologio, sono le tre. Mi devo svegliare alle
sette. Tra quattro ore. La musica si fa interessante. La sala è
ancora intasata. Per un attimo penso al papa sul letto del gemelli. Un
pensiero che non contrasta per niente con quello che sto vivendo.
Ballo. Ma questa gente lavora? Alle tre e mezza saluto la Maddy, ci
ripromettiamo di organizzare una cena. Esco. Aria. Ossigeno. Fresco. Mi
fermo e guardo le strade, il cielo. Accendo il sigaro. Penso a Bright
Lights, Big City di Jay McInerney anche se non ho pippato. Cammino fino
alla macchina. Le orecchie mi fischiano e sono un po’ afono. Come
ai vecchi tempi cerco una panetteria aperta, la trovo. Un pezzo di
focaccia, per cortesia. Col Formaggio? No grazie, niente formaggio, mi
fa male. Mangio e bevo una minerale gasata. La focaccia è ancora
tiepida, salata nei punti giusti e unta quanto basta. Guardo
l’orologio in fondo alla via. Sono ormai le quattro e qualcosa.
Controllo le tasche e tiro fuori un coupon. Ora cerco un edicola e
compro il mio Manifesto, metti che hanno liberato la sgrena. Arrivo a
casa, a questo punto decido di saltare il sonno e per ingannare il
tempo scrivo un post. Vista l’ora e la stanchezza, lo so
già, sarò logorroico.