Perdite americane 978, se contiamo anche quelli della coalizione arriviamo a 1100. Tra questi, quelli sfigatissimi morti per fuoco amico sono 248, il Pentagono non specifica se tra questi ci siano anche quelli che si sono tirati un colpo per la disperazione. Sulle vittime irachene non esiste una contabilità precisa a questi livelli, forse 20.000 civili all inclusive. Mi sembra proprio un bel successone.
Ha vintoo! Stefano Baldini ha vinto la madre di tutte le corse! Ha sfinito gli uomini degli altipiani, ha stroncato i guerrieri masai e ha vintoo! Oddio, ma come posso spiegarvi cosa significa veramente. D\'accordo, facciamo quello che Galileo chiamava un esperimento mentale. Poniamo che abbiate tra i 30 e i 40 anni. Poniamo che siate sani e abbastanz a in forma. Poniamo che uno vi abbia appena rubato il portafoglio e voi stiate correndo a tutta velocità per riacciuffarlo - un centinaio di metri, diciotto secondi - e proprio quando siete sul punto di prenderlo, scoppiate. Ecco, immaginate che mentre voi siete lì con le mani sulle ginocchia, il rumore del sangue nelle orecchie, il vostro ladro continui così per altri cento metri e poi per altri cento e per altri cento ancora, così avanti per 42 chilometri e 195 metri, cioè quattrocentoventidue volte quello che avete appena corso, sempre alla stessa velocità con cui voi stavate per avere un infarto.
Bene, il ladro del nostro esperimento è Stefano Baldini, capite? Ovviamente il nostro maratoneta non ha rubato niente a nessuno, ha rivaleggiato con i più forti del momento, ivi compreso il detentore del record del mondo Paul Tergat, e ha vinto nel modo più meritato che si potesse sperare (anche l’incidente capitato allo sportivissimo De Lima a causa di un mitomane non ha influito che di pochi secondi sull’esito della gara).
Eppure ho paura che non mi stia ancora spiegando, magari voi state pensando che in fondo si tratta sempre di una corsa: insomma, non è una disciplina tecnica, non è il salto con l’asta, non è il nuoto sincronizzato - Dio, la tv rende tutto maledettamente semplice. Allora proviamo così: un maratoneta di sessanta chili consuma circa 450 litri di ossigeno e perde più di tre litri di liquidi. Compie circa 21.000 passi alla massima velocità consentita dal suo organismo. Al termine dei 42.195 metri la cannibalizzazione delle fibre mitocondriali, subita in uno sforzo pari a 2200 chilocalorie, gli impedirà di camminare eretto per almeno un paio di giorni.
Sì, cannibalizzazione, perché, una volta esaurite anche le ultime riserve di glicogeno scovate nel fegato, i muscoli cominciano a mangiare se stessi e lui si ritrova a poter contare solo su ossa e neuroni. A quel punto, chi lo vede da fuori pensa che gli abbiano appena sparato addosso un intero caricatore. È poco tecnico un atleta che sa correre con le ossa e i neuroni? Può sembrarvi rozzo materialismo, ma paradossalmente questi dati sul corpo sono importanti per comprendere lo spirito del maratoneta, il quale fa della propria pratica sportiva una specie di arte marziale, qualcosa che assomiglia a una disciplina interiore più che a un gesto atletico.
Baldini si allena dodici volte alla settimana per complessivi duecento chilometri. Ha una perfetta conoscenza di tutto ciò che succede dentro quella macchina pensante che è il suo organismo. Ha educato il proprio metabolismo a fornirgli fin dai primi chilometri una miscela di zuccheri e grassi, cioè l’ideale per fabbricare le quantità sconsiderate di Atp che una maratona pretende. Sa amministrare le proprie risorse, e controllare i nervi, per una gara che raramente finisce prima di due ore e dieci. Non so come dire, la sua tecnica è rarefatta in un gesto più mentale che fisico. È questo che attrae le persone che corrono. E non sto parlando di professionisti, sto parlando delle centinaia di migliaia di italiane e italiani incapaci di resistere un paio di giorni senza una sgambata. Cominciano con qualche chilometro - e il k-way giacca e pantaloni, credendo che sudare faccia dimagrire - e finiscono per correre nove ore alla settimana. Chi entra nel tunnel della corsa difficilmente ne esce. Non è questione di linea - quella di solito è solo la motivazione iniziale -, la corsa, quando attecchisce, diventa un piacere irrinunciabile. Chi corre, chi lo fa abitualmente, tende a confrontarsi con i propri limiti, prova a forzarli, continua a esplorarsi, a conoscersi. Presto o tardi finisce per misurarsi con la maratona. È lì che il runner si trasforma in una specie di samurai senza spada, un guerriero consapevole della propria cosmica fragilità , duro e severo solo con se stesso. La maratona è un obiettivo personale per moltissima gente. Quella di New York è entrata nell’alfabeto visionario dei pubblicitari. Il mondo del running è fitto di relazioni, contatti, siti web per incontrarsi nei parchi e correre insieme. C’è tutta una comunità nascosta che alle otto del mattino, nelle città disabitate delle domeniche d’inverno, calza tutine in lycra e partecipa alle «non competitive». Ma ci sono anche i solipsisti, uomini che corrono sul bordo strada con l’esclusiva compagnia delle proprie scarpette. Magari qualche volta avrete rischiato di investirne uno. Ora sappiate che poteva trattarsi di un campione olimpico.
Â
Ha vintoo! Stefano Baldini ha vinto la madre di tutte le corse! Ha sfinito gli uomini degli altipiani, ha stroncato i guerrieri masai e ha vintoo! Oddio, ma come posso spiegarvi cosa significa veramente. D\'accordo, facciamo quello che Galileo chiamava un esperimento mentale. Poniamo che abbiate tra i 30 e i 40 anni. Poniamo che siate sani e abbastanz a in forma. Poniamo che uno vi abbia appena rubato il portafoglio e voi stiate correndo a tutta velocità per riacciuffarlo - un centinaio di metri, diciotto secondi - e proprio quando siete sul punto di prenderlo, scoppiate. Ecco, immaginate che mentre voi siete lì con le mani sulle ginocchia, il rumore del sangue nelle orecchie, il vostro ladro continui così per altri cento metri e poi per altri cento e per altri cento ancora, così avanti per 42 chilometri e 195 metri, cioè quattrocentoventidue volte quello che avete appena corso, sempre alla stessa velocità con cui voi stavate per avere un infarto. |
|
|
|
Sarà ma stasera al parco c’erano più runners del solito, volti e sogni nuovi. (Ci sono momenti della vita dove ascoltare i Police è necessario quanto bere l’acqua) Sarà , ma stasera ho fatto tredici chilometri in 60 minuti. Sarà , ma vedevo tutti con un pettorale in testa. Sarà , ma stasera mi sono ricordato un particolare di una solitaria nelle Murge di quest’estate. (Ho deciso, da ora in poi alla domanda come stai risponderò solo in due modi; bene, oppure, non lo so.) Murge. Entro in un paese, tardo pomeriggio afoso, le case sono bianche, le stradine vuote, ecco la chiesa, ecco il palazzo del potentato dell\'epoca, ecco la piazza principale, entro, sotto gli alberi ci sono tavolini e uomini con la camicia bianca che giocano a carte, sono molti e hanno tutti la pelle cotta dal sole, si girano guardandomi straniti, ho cuffie e gps sul braccio che lampeggia, uno mi appoggia un bicchiere d’acqua e sorride. Mi fermo, bevo, alzo la mano e ringrazio, sorride,  mi giro e torno verso il mare, verso un tramonto pugliese. Parto a razzo, sto bene, le gambe girano leggere, i pensieri sono positivi, la musica è in simbiosi con le immagini mentali… penso all’acqua bevuta, sarà mica stata dopata? Poi capisco e sorrido….sto rispondendo con qualche chilometro di ritardo a quel sorriso….il suo volto riappare, ora è davanti a me e a quel punto parte King of Convenience ed io volo verso quel blu blu blu la in fondo. Dai... adesso arrivo, mi spoglio e mi tuffo.
A Milano sono più o meno le due... a Bagdad saranno più o meno le quattro... chissà se in queste prime quattro ore a Bagdad è più o meno saltato per aria qualcuno. Giusto per non perdere la media giornaliera.
Con un discorso sui preservativi, sull\'Africa, sul papa col parkinson... e infine... con un bel andate tutti a scopare, chiuderei un mio discorso al Meeteng di Comunione e Liberazione di Rimini.
Il VicePresidente della bigotta America , Dick Chiney, ha una figlia lesbica dichiarata. Questa cosa è semplicemente favolosaaaaa.  Meravigliosaaaaa. Vitaleeee. Rivoluzionariaaaa. Yeahhhhh Non trovate???? Con questo frase, gridata con entusiasmo ed enfasi,  inizierei un discorso sul sesso al Meeting di Comunione e Liberazione di Rimini.
Ci sono morte, poco fa, 60 persone per un colpo di mortaio, 25 feriti, ma il bilancio è provvisorio come le previsioni del tempo. Ecco, cercavo di ricordare le belle dichiarazioni di giugno, quelle che dicevano che l\'Iraq era ormai diventata una Svizzera del MedioOriente. Il Tg2 stasera dirà che anche oggi è stata una giornata infocuata, proprio come tutti i giorni cari amici del TG2, da più di un anno. Non è un fatto eccezionale come ci volete far credere, Routine. Quindi giusto perchè è gratis e male non fa, andate a farvi fottere preventivamente.
Bisognerebbe dire agli Iracheni di non rapire la gente in Agosto, con le Olimpiadi in corso, meglio i primi di dicembre che mi  fa più audience e la gente si appassiona di più.
Il dopo 11 settembre di NY è anche una donna di 34 anni che inizia a perdere la testa per gli uomini in divisa, pompieri in particolar modo, se ne scopa 200-300 e la cosa rischia di diventare una scandalo per l\'immagine dei pompieri quando 10 pompieri vengono beccati mentre se la sbattono per bene in caserma, tutti pensano ad uno stupro. Nessun stupro. E\' solo un\'orgia degna di un film porno, pompini, posizioni multiple, eccetera. Ecco. Con questa notizia avrei aperto un mio discorso sulla guerra e i suoi risvolti al Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini.Â
Secondo una ricerca attendibile il 43% delle e-mail indesiderate, il cosiddetto \'spam\', nel mondo ha origine negli Stati Uniti. Ora, che ognuno metaforizzi la notizia come preferisce.
Un rapporto, non ancora pubblicato ma parzialmente anticipato ieri dal quotidiano Washington Post, racconta che due addestratori di cani in forza ai servizi di Abu Ghraib aizzavano gli animali piu\' aggressivi su ragazzi di 14-15 anni e scommettevano su chi per primo se la sarebbe fatta addosso dalla paura. Medaglia d\'oro, argento e bronzo all\'Iraq.
Lui1: Dicono se che se non ci ritiriamo eliminano Baldoni
Lui2: Bastardi, queste olimpiadi sono taroccate
Versami del cognac, grazie. Donne. Prima teoria, primo volume. L’altro giorno ho fatto l’elenco delle frasi sentite mentre raggiungevano l’orgasmo. Le frasi vanno scritte in una tabella elettronica, le colonne sono Nome - Anno - Frase, ho inserito quelle che ricordo, le altre, quelle che non ricordo, evidentemente non erano all’altezza. E’ incredibile come il cervello per i cazzi suoi elimini le cazzate dalle cose importanti. Non tergiverso…ok. Dicevo delle frasi. Da regolamento internazionale la frase è valida solo se viene iniziata qualche microsecondo prima dell’orgasmo per poi accompagnarlo nella sua durata. Quelle dette dopo o molto prima dell’orgasmo sono trattate in un’altra analisi e teoria illustrata nel secondo e terzo volume. Ecco. Torniamo al primo volume, prima teoria. Scrivere ed elencare quelle frasi ha il suo perché. A distanza di anni ho capito molte cose. Ho rivisitato i miei amori da quel particolare momento. Osservato le evoluzioni delle frasi nel tempo. Particolari che voi umani non potete neppure immaginare. Ecco. Mi sono anche ricordato di una napoletana che dichiarava di vedere i raggi beta balenare alle porte di Tanhauser. Non è vero ma che bello sarebbe trovare una donna che esplode il suo orgasmo gridando una roba tipo “…Su dai, dai che vedo i raggi beta balenare alla porte di Tanhauser, li vedooooo….” eccetera. L’ego maschile ringrazierebbe e farebbe l’abbonamento per le visioni del mercoledì a prezzo popolare. (Libertà è dire al vicino d’ombrellone [quello che ti sta raccontando il suo iter professionale] che non te ne frega un cazzo di quelle minchiate) Vivere la propria vita in diretta senza interferenze non è semplice. Fammi accendere il sigaro. L’idea del futuro e i files del passato intervengono come spot pubblicitari da 5 secondi, quelli fastidiosi, quelli che non puoi evitare di metabolizzare. Quelli che ti entrano nel sangue e ti condizionano i gusti del gelato e il colore della camicia che stai provando e comprando. Pagare con la carta di credito e pensare ad altro è poi la scorciatoia per rientrare numericamente in qualche strategia di marketing che prevede l’incoscienza dell’acquisto. In questo modo ci si sente meno soli? Loro dicono di si, io li mando a fanculo che m’hanno rotto i ciglioni che con queste minchiate che poi mi giustificano guerre e morti a migliaia di migliaia. (Libertà e dire al tizio che mi chiama il 15 agosto con il server di posta fermo che ho cambiato lavoro, ora lavoro per National Geographics e conto il numero di onde che s’infrangono sulla spiaggia in un’ora, mi sposto nelle coste di tutto il mondo, mi spiace.) Passami ancora del cognac e accendi quella canna che poi facciamo l’amore. Costantino Pattleborg nel suo saggio descrive il rapporto tra shopping e gestione dell’intelligenza emotiva della realtà in una mattonata di carta pesante 1320 pagine, un saggio che non ho letto e che nessuno leggerà finche non finirò di scriverlo con quello pseudonimo. (Adesso che sono finite le vacanze sono triste, ora non posso più rinviare, a questo punto devo iniziare a pensare ai regali di natale, ho l’ansia) Incoscienza, la condizione di chi non ha consapevolezza di ciò che gli succede. Ci sono cose che decido coscientemente di fare. Altre che non farò mai perché non le conosco, perché non sono consapevole della loro esistenza. Il primo è un elenco in ordine emotivo/sessuale, il secondo non riesco a definirlo…la prima parola che mi viene in mente è “mare”, ma non so se rende…grazie Palaniuk. (Bella musica. Lo vedi il batterista? No? Di a quel pirla con la bandana di togliersi dal cazzo, si… tiragli una botta sulla testa, cosa? Si è girato e sorride? E’ caduto dallo sgabello? E’ un nano? Tiragli un calcio nel culo. Insultalo.) Ascoltami bene. Se prendi la metropolitana a Middletown devi osservare la lettera colorata esposta sui vetri, è lei che definisce la linea. Se sbagli ti ritrovi a dover aspettare una prossima fermata lontanissima, il treno a quel punto salta tutte le intermedie e ti ritrovi (forse, se sei fortunata) nel New Jersey. Lo so, tu dovevi solo andare a Downtown, solo due isolati dopo. Ora che ci penso...la vita è così. A volte prendi un treno “sbagliato” e salti alcune fermate, momenti, … sono stazioni che salti e non vedrai mai. Non importa, nessun rimpianto, tranquilla. Spesso (Costantino lo direbbe con parole migliori) non siamo neanche coscienti delle stazioni saltate, quindi… l’importante è farsi trasportare, muoversi. Quando si scende dal treno bisogna salire in superficie e trovare un angolo con un fottuto venditore di hot dog, ti avvicini e scambi due chiacchiere…tipo: “Capo….un hotdog senza Ketchup e tanta mustard… (che se dici senape non capiscono un cazzo)… ah scusi…una domanda…dove cazzo mi trovo?”  Appunto… dove cazzo mi trovo?
The Sound View of the Day (Post)
(clicca)
Le prove e i tentativi per sentirsi bene, naturalmente, non hanno mai fine. Si può abbondare in tentativi senza temereÂ…non esistono controindicazioni. Come quando si arrotonda all\'etto e mezzo dal salumiereÂ… che poi tanto si mangia tutto. Obiettare su colesterolo e costo del crudo è permesso, ma ora non ho tempo per questi dettagli. Nella lista dei tentativi per sentirsi bene c’è il partire, lo spostarsi, lÂ’andare altrove perché da qualche altra parte è meglio. Abbandonare un luogo diventa un tentativo quando si spera e crede di non dover mai più tornare indietro. Senza girarsi. Senza salutarsi. Che poi ognuno ha la sua autostrada. Che poi ognuno ha i suoi pensieri. Che poi ognuno ha la sua musica. Che poi ognuno ha i cazzi suoi. Che poi, forse, ci si ritrova...altrove.Â
Dal mitico Uzi copio e incollo questa cosa:
Esiste io?
Il foglio bianco su cui sto scrivendo in realtà non esiste, come non esistono i caratteri neri che ho appena impresso. Non esiste, nella realtà , il blog su cui finiranno queste parole. Nulla di tutto quello che è racchiuso in questo parallelepipedo fischiante, ha modo d’essere toccato o annusato. Se non lo posso toccare, non ha consistenza. Se non ha odore e sapore allora è solo immaginazione: per me non esiste.
Rimane, quello dei blog, un mondo astratto. Dietro il monitor ci sono presone. Verissimo. Difficile però dare connotati: sostituire quattro righe con un capello biondo, una maglietta sudata o l’odore proveniente dalla cucina, dove una persona spadella per quel tale che picchietta sulla tastiera.
Difficile riuscire ad immaginare un’altrui realtà più lunga di un post.
Da piccolo pensavo a cosa potevano fare gli eroi dei telefilm tra una puntata e l’altra. La stessa cosa potrei pensarla ora, che combina Tizio tra un post e l’altro, che fa Caio tutto il giorno e perché pubblica post così di rado? Sono effimere figure questi scrittori, forse in realtà proprio non esistono e sono io a scrivere tutti i post. Anzi, sono solo immaginazione, non esistono post e nemmeno i blog. Non esiste nulla, nella realtà , di quello che questa scatola rumorosa mi fa vedere.
Tutto questo scrivere, linkare, visitare, cercare, seguire, immaginare, trarre conclusioni è solo un’inutile perdita di tempo.
Nulla di tutto questo è reale.
Tranne poi passare dal bagno e vedere il tuo spazzolino da denti, aprire lÂ’armadietto e trovare il tuo latte detergente e sul comodino il tuo vaporizzatore.
Allora, è tutto vero?
Ho pagato con l\'home banking due f24... dppi pxxr e prosegui e conferma e metti il codice, e stampa per sicurezza e il codice fiscale e sbagliato e torna indietro e sudo come se stessi forzando la sicurezza della Banca D\'Italia e ricontrolla...Houston confermi? Ok confermo. Houston non abbiamo problemi....operazione conculsa con apparente successo. Ecco, ora vado in bagno e mi faccio venire un infarto.
Ciao. Ma che ore sono? Le 4.20. Chiamerai tute le notti? Non lo so, mi piace l’idea di chiamarti di notte perché fa molto singles urbani a tariffa ridotta talk&dream all night long…in provincia non si chiamano a quest’ora. In provincia scopano di più e si telefonano di meno… L’hai detto con la preoccupazione di una che lavora al marketing di Vodafone e teme in un crollo delle chiamate in provincia. Touchè, mentre parlavo ho percepito la stessa cosa. Se divento lesbica sarei attratta dalle tipe del marketing dei grandi gruppi, hai presente il tipo? Si, abbronzata, profumata e niente fuori posto neanche i pensieri…hai preparato i documenti per il commercialista? Non credo, non lo so, non me ne frega un cazzo… lo farò nel pomeriggio se sono viva. Io li ho già preparati e mi sento come se avessi appena installato tre volte windows Xp. Sento il bisogno di dire una cosa? Cosa? Non posso accidenti, ma provo a spiegartelo, per farlo dovrei trovarmi nella condizione di essere lasciata dall’uomo che amo follemente e ci troviamo nell’istante dove lui apre la porta per uscire, il momento drammatico, ecco in quel momento io direi una roba tipo: Ora restituiscimi tutti gli sms che ti ho mandato, pezzo di merda. Cazzo è una figata, Vero? Si è una bomba sta cosa devo trovare una che mi lasci, troppo intensa, ironica, al passo coi tempi che rischia di ribaltare la situazione. Lo sapevo che avresti apprezzato…oggi ti ho pensato. Ma dai?! Stavo mangiando un panino Wurstel e Crauti, con tanta senape e ti ho pensato quando ho chiesto se era possibile mettere più senape. Ma cosa hai pensato? Più precisamente volevo farti una domanda, non ti pesa non avere un famiglia, dei figli, una station Wagon, la casa al mare da dividere con suoceri…e tutte quelle robe li? Si ogni tanto ci penso, quando passo vicino alle chiese… per esempio… o quando vedo le mamme portare i bimbi all’asilo in bicicletta. Ci penso e mi viene una malinconia/tristezza tipo quella che provo quando rivedo la prima versione di King Kong in forward veloce, la versione deve essere quella in bianco e nero, poi faccio mente locale, penso a Pulp Fiction e tutto va via…A te? A me pesa non avere un cane da portare a pisciare il sabato mattina mentre piove, mentre compro il giornale, mentre mio marito prepara la colazione, pane nel forno e burro e marmellata spalmata, mentre succedono tutte queste cose e io guardo il cane pisciare, cazzo mi sposerei solo per questo motivo. Potremmo mettere su una bella agenzia, che il sabato mattina ti porta a casa un cane che deve pisciare e un proto bio marito, tu esci col cane e lui prepara la colazione e ti chiama con tutti quei nomi del cazzo che di solito entrano nella coppia come degli alien… e poi divorano l’amore… il sesso… Cazzo ti stai agitando. Si, ma ora mi è passato. Hai domato l’alien? Si. Ora che fai. Guardo il canale del meteo fino all’alba poi esco e tu? Vado a controllare le scadenze dei cibi che ho nel frigorifero. Ciao Ciao
Considerndo i danni che il Presidente degli Stati Uniti può fare nel mondo. (Iraq 20.000 morti), sarebbe onesto allargare  a tutto il  mondo le elezioni americane.  Che poi il coglione della famiglia di cowboy i danni li fa in giro per il pianeta. Cazzo.
La sonda Messenger è partita ieri alla volta di Mercurio dove arriverà tra sette anni, è una notizia suggestiva. Ma nel frattempo quanti bambini moriranno di fame, quanti iracheni soffriranno, quanti civili israeliani salteranno in aria, quante guerre scoppieranno, quante alluvioni, terremoti, eruzioni, maremoti, cicloni, incendi, naufragi, pestilenze, catastrofi subnaturali?
Volevo solo rovinarvi le vacanze. (jena - IlManifesto)
Ciao ti ricordi di me, vediamo se indovini chi sono? Certo che so chi sei, cosa vuoi? Niente volevo sapere come stavi? Vuoi scopare? No, era curiosità , ti ho pensato mentre mangiavo prosciutto e melone e volevo sapere come stavi. Sono qui come la solito come il prosciutto al supermercato. Ti va un aperitivo? Allora vuoi scopare? Ti ho chiesto se ti va un aperitivo. Pomodoro condito?…Non lo so…dove? Potremmo andare… sei tu che conosci i posti trendy. Ci devo pensare… poi? Non so potremmo andare al cinema a vedere qualcosa in bianco e nero con aria condizionata e poi…Poi vuoi scopare? No, ti ho detto di no, ma tu vuoi scopare? Si, tantissimo. Perché allora continui a chiedermelo? Volevo che lo dicessi tu, se lo dici tu è diverso è più vero quasi come una bolletta della TIM. Nel senso che è bello sentirsi desiderati? Si credo sia quella cosa li. Dai non dirmi che nessuno fa certi pensieri su di te e ti guarda in modo pornografico? Si ma hanno paura ad esporsi, neanche fossero davanti ad una fottuta lampada UVA spaccata. Credo di aver capito, Ferie? Fottiti. Ok, lavoro? Fottiti. Ora so perché tra noi non ha funzionato. Perché? Non parlavamo abbastanza. Noi non abbiamo parlato abbastanza perché abbiamo solo scopato molto …genio che analisi tiri fuori? Non so mi andava di dire quella cosa li. Adesso mi è sparita la voglia di scopare. Mi è venuta a me. Lo sapevo. Cosa? Tu devi parlare per desiderarmi. Non mi sembra una pessima esigenza. Dipende, forse il desiderio di scopare deve viaggiare autonomo per i fatti suoi. Mi sa che hai detto una cosa saggia. Si mi è venuta così, non l’avevo mai pensata una cosa simile. Adesso sai come mi sento in questo momento della vita? Non me ne frega niente ma dimmelo, Come? Hai presente quando chiami un Ente? Si. Quando ci sono tutti i menu che devi ascoltare e passi 20 minuti a premere 1 2 3 ? Si E poi ti risponde l’operatore? Si . L’operatore ascolta il tuo problema e ti mette in attesa per passarti a non so chi. Si E poi c’è il silenzio e tu non sai cosa fare. In che senso. Be’ non sai se aspettare o mettere giù, sai perfettamente che mettere giù significherebbe rifare tutta la trafila e questa ipotesi ti fa girare le palle. Si credo di aver capito. E sei li che aspetti di sentire quel tu-tu-tu-tutu veloce che confermerebbe che devi rifare tutto. Ho capito, ora devo andare…mi era tornata la voglia di scopare…che ore sono? Le cinque Tra due ore mi devo svegliare Ok. Ciao Ciao [click] (Tu tu-tu-tu-tutu)
Ero andato qui http://samarcanda.iobloggo.com/ incuriosito dalla idea grafica (ben fatta) della tagboard, volevo adottarla quando ho traslocato qui, mentro sbirciavo html mi misi a leggere qualche post.. come capita in queste occasioni. Alcuni post mi erano piaciuti, mi ero ripromesso di tornarci, poi finisce che non si ha mail tempo. Avevo respirato serenità da quelle parti.  L\'altro giorno sulla home di Io Bloggo leggo il seguente messaggio:
Elena, del blog http://samarcanda.iobloggo.com/ ci ha lasciati ieri, è deceduta per complicazioni cardiache.
Io onestamente non so cosa scrivere, non ho parole, riguardo un evento così triste e improvviso. Conoscevo Elena per qualche scambio sul forum e via email, e mi è sempre sembrata una persona disponibilissima.
Mi dispiace. Non so che altro dire, il resto lo aggiunga chi la conosceva e ne serberà un ricordo perenne.
I suoi amici hanno lasciato questo messaggio nel suo blog:
Saluteremo Elena. Nella sua Ostia. Nella Chiesa di Santa Monica. Venerdì 30 luglio 2004. Ore 15. Io, insieme ai Cari e agli Amici di Elena, sarò lì. E darò ad Elena il nostro Arrivederci. Per tutti gli Amici di Elena, virtuali e non, vi sono, vi siamo vicini. Un Pensiero grande alla nostra Guerriera della Luce, alla nostra Samarcanda. Alla nostra piccola, dolce ed incompresa Elena.
E\' da due giorni che ci penso. ciao Elena, sul tuo blog ci torno. Si, che ci torno.
Ieri sera ho passato due orette a discutere di Iraq, Palestina, Israele. I miei interlocutori appoggiavano il muro e la politica violenta di Sharon , hanno gustificato l\'invasione e i morti di questa guerra in Iraq per funzionali scopi petrolifici che poi senza petrolio sono cazzi nostri, mi hanno accusato di avere utopiche visioni...a quel punto gli ho fatto capire che mi avevano convinto e li ho uccisi.Â
20 luglio 1980
Ciao Paolo,
sarò breve, hai ragione, anch\'io voglio conoscerti. Non resisto più. Ci vediamo a Bologna il 2 agosto alle 11.00, primo binario. Segnale di riconoscimento; una copia del Corriere sotto il braccio sinistro. Sono agitata, emozionata.
Ti voglio bene. Ti bacio
Laura
E poi ci raccontiamo i precedenti amoriÂ…col distacco che il nostro sedursi permette. E poi ci viene voglia di mangiare. E poi ci viene voglia di sorseggiare vino. E poi ci viene voglia di dire, teorizzare, fare , baciare , lettera, testamento. E poi ci viene ancora voglia di fare lÂ’amore, di sdraiarsi e guardare il cielo che è un soffitto o viceversa. E poi con la mano cerchiamo una mano per sentirci meno soliÂ…il giustoÂ… senza esagerare per non perdere contatto con la realtà . E poi arriva il desiderio di rivedersiÂ…di rifare lÂ’amore fino alla fine del mondo, fino alla fine di questa nostra storiaÂ…che poiÂ… tanto, ci si racconterà  in altri pianeti in altre storie.Â
MySoundViewOfTheDay
(clicca)